#We_Are_Coming_O_Rome

L'Italia tra azione e derisione 

 

Ha fatto notizia qui a New York -tanto da meritare un articolo sul Washington Post e un editoriale sul New York Times- non tanto la minaccia dell'ISIS rivolta all'Italia e in particolare a Roma (“Today we are south of Rome. We will conquer Rome with Allah’s permission”), quanto piuttosto la reazione degli italiani che atraverso Twitter (#We_Are_Coming_O_Rome) hanno risposto con baldanza da stadio. 

 

 

L'autore dell'articolo sul New York Times appare divertito e sembra apprezzare i toni dissacranti e faceti dell'italiano medio. E forse non ha tutti i torti. In effetti l'immagine dei sanguinari militanti sconfitti dal traffico del Raccordo può far sorridere ( “#We_Are_Coming_O_Rome ahahah Be careful on the highway-Ring Road: there’s too much traffic, you would remain trapped!”) e ricorda Toto' che prova a vendere la Fontana di Trevi ai turisti, l'idea di proporre all'ISIS il  Colosseo (“#We_Are_Coming_O_Rome We are ready to meet you! We have nice Colosseum plot for sale, Accept Credit Cards Securely, bargain price”). 

Ma in generale, pur da italiana che sono, non posso che restare perplessa. Tra tanta baldanza trapela anche molta frustrazione e disfattismo (“#We_Are_Coming_O_Rome You’re too late, Italy is already been destroyed by their governments”). 

Senza contare un certo provincialismo italiano che da sempre ci rende piuttosto sordi nei confronti di quanto accade nel mondo. La giustificazione é la solita: abbiamo già abbastanza problemi da risolvere da noi per pensare a quelli degli altri ("#We_Are_Coming_O_RomePlease stay at home. We need to solve so many issues in this city, don't add you to this long list").  

Che l'ISIS non ci riguardi é discutibile. Ma che se ne faccia una barzelletta é inquietante perché rievoca la stessa impotente e indifferente abitudine alle dominazioni dell'Italia preunitaria, dagli Ostrogoti ai Longobardi, dagli Asburgo ai Borbone. 

L'indignazione é preludio dell'azione. La risata, invece, mitica ogni offesa e predispone all'attesa. Non saprei dire se sia meglio un'Italia indignata o un'Italia divertita. Certamente, però, rattrista assistere a un'Italia sconfitta da secoli di sudditanza e ingiustizia.

 

 

 

Laura del Vecchio

Due lauree, Giurisprudenza con tesi in Economia a Roma e Commercio Internazionale a Le Havre; due specializzazioni, in Economia dei mercati asiatici e in Comunicazione; due esperienze “in azienda” come export manager per Fiat Auto Japan e per Danone; due esperienze “di penna” al quotidiano economico “Nikkei” e all’ISESAO della Bocconi: un “saper scrivere e far di conto” che ha finito per trovare buon uso all’Istituto nazionale per il Commercio Estero. Nata il 13 settembre del 1968: da poco compiuti... due volte vent’anni.


Submit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to LinkedIn

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna