TECNOLOGIA/SOGNI

di Barbara Herreros
Mano a mano che la tecnologia avanza a passi di gigante su tutti i fronti, che i tools utilizzati diventano sempre più efficaci e sofisticati, arriviamo ad essere come mai prima capaci di portare a fine le nostre visioni, i nostri progetti ed i nostri sogni. Anche quelli più strani o stravaganti. Ma, quanto più abbiamo la capacità per farlo sembra che lo facciamo sempre meno. Corriamo il rischio di essere “servitori della nostra tecnologia”: semplici “operatori”, invece che “esploratori”, “meccanici”, invece di “inventori”.
Il mondo necessita disperatamente di esploratori ed inventori e correrei il rischio di dire che in particolare in Italia, un paese che nel passato era considerato un paese di creatori (lasciamo stare per ora i navigatori) non solo ne ha bisogno disperatamente ma credo sia l’unica carta da giocare. C’è bisogno di persone che utilizzando i propri talenti totalmente, siano disposte a cambiare il mondo e risolverne i problemi, di portare avanti le proprie visioni di eccellenza.
Mentre negli anni passati (vedi il ‘68) si pensava a “cambiare il mondo” tutto, ora credo ci sia bisogno di persone che seguendo i propri ideali e visioni, scoprendo il proprio cammino possano trascendere e lasciare un qualcosa di positivo per il mondo in generale.
Penso che la possibilità di credere alla collettività attraverso partiti politici, sette religiose, gruppi musicali, oggi non sia più possibile. Il poco rigore morale dei personaggi con i quali ci è toccato vivere nelle ultime decadi ha avuto come conseguenza la perdita di fiducia nella collettività e ha rinforzato quella sfiducia radicata nell’italiano medio il quale si aspetta sempre una fregatura dal suo prossimo.
Come esempio di persone che hanno inseguito i propri sogni e grazie a questo hanno lasciato un segno possiamo citare:
Wangari Muta Maathai (Nyeri, 1 aprile 1940) è una politica keniota, vincitrice del Premio Nobel per la pace nel 2004.
Fu la prima donna nativa del centrafrica a laurearsi, nel 1971 presso l'Università di Nairobi, in veterinaria, dove nel 1976 ne divenne la responsabile.
Nel 1976 si iscrisse nel Consiglio nazionale delle donne del Kenya, assumendone la presidenza nel 1981, fino al 1987, anno in cui abbandonò l'associazione.
Attivista e fondatrice del Green Belt Movement, intraprese negli anni 90 una forte campagna di sensibilizzazione verso i problemi della natura e del disboscamento in particolare.
Il 10 febbraio 2006 ha partecipato alla cerimonia di apertura della XX Olimpiade Invernale di Torino 2006 portando, per la prima volta nella storia, insieme ad altre 7 celebri donne, la bandiera olimpica.
http://it.wikipedia.org/wiki/Wangari_Maathai
http://www.universitadelledonne.it/nobelpace.htm
http://www.greencrossitalia.it/ita/news/politiche/news_029_p.htm
Simone Lucie-Ernestine-Marie-Bertrand de Beauvoir o più semplicemente Simone de Beauvoir (Parigi, 9 gennaio 1908 – Parigi, 14 aprile 1986) è stata una scrittrice, filosofa e femminista francese. Si potrebbe scrivere a lungo o citare le sue opere più famose, come possiamo essere d’accordo o meno con la sua forma di vivere o le sue idee, ma è assolutamente innegabile che ha lasciato il segno.
http://lafrusta.homestead.com/pro_beauvoir.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Simone_de_Beauvoir
http://www.zam.it/home.php?id_autore=3258
Ho citato due donne, una del passato recente ed una attuale e vivente che con le proprie azioni, forma di fare, hanno in parte aiutato a modificare il mondo.
Se ognuno di noi utilizzasse un terzo della tecnologia del mondo a disposizione, ma seguisse molto di più i propri sogni, sicuramente contribuirebbe a fare un mondo migliore. Approfittiamo della tecnologia disponibile per fare sì che i nostri sogni non soffrano di barriere territoriali (oggi possiamo comunicare con tutti in pochissimi secondi) e/o culturali ed impariamo a sognare liberi nel mondo intero.
Pubblicato in spagnolo su http://www.notisur-usa.com/desdelondres.html