Resistere alla dittatura *

 

Il 22/2/2017 a Jenny Heinz è stato proibito di entrare a un concerto nel Lincoln Center a New York perché aveva attaccato alla giacca un grosso cartello che diceva: 

"NO! In the name of humanity we refuse to accept a fascist America”.

Un giornale definiva la scritta come “anti Trump”, classificando così il 45° Presidente. Il giudizio è dibattibile, ma chiediamoci: “Quando è bene analizzare tendenze dittatoriali in corso e reagire ad esse con energia?”

”Documentarsi subito –non fidarsi dei casi dubbi –opporsi apertamente con forza –allearsi con tutti i gruppi e le persone che difendono la libertà.” – è la risposta suggerita da quanto scrivo qui. In Italia nei 20 anni di piombo dopo il 1969 i terroristi uccisero 439 persone. Non avevano sèguito, né protezioni - e sparirono. 

Invece le squadre fasciste dal 1919 al 1922 uccisero 3000 sindacalisti, deputati, intellettuali, cittadini - perdendo solo 425 dei loro. Erano minoranza, ma appoggiati dal re e da certi agrari e industriali. Mussolini godeva di simpatie e prestigio. Non fu osteggiato abbastanza dagli avversari che non avevano formato fronte comune. Conservò il favore dei benpensanti anche dopo aver preannunciato la dittatura in Parlamento 20 giorni dopo la Marcia su Roma. Disse: 

"Io sono qui per potenziare la rivoluzione delle camicie nere. Mi sono rifiutato di stravincere, e potevo stravincere. Con 300 mila giovani armati, decisi a tutto e misticamente pronti a un mio ordine, potevo castigare chi ha diffamato il Fascismo. Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipli e costituireun Governo di soli fascisti. Potevo: ma, in questo primo tempo, non ho voluto."

Il piano liberticida era solo rimandato. La minaccia fu ignorata. Nel Giugno 1923 Benedetto Croce scrisse a Sebastiano Timpanaro: “Il fascismo è il contrario del liberalismo, ma questo era degenerato e rimasto poco più che una maschera. Allora può esser benefica una sospensione della libertà a patto che restauri un più severo e consapevole regime liberale”.

Invece le violenze fasciste continuavano. Nelle elezioni dell’aprile 1924 i fascisti estorsero il 65% dei voti e il 70% dei seggi. Il 9/6/1924 il giovane scrittore antifascista Piero Gobetti subì ferite gravi dai manganelli di una squadraccia. Il segretario del Partito Socialista, Giacomo Matteotti, già aggredito nel 1921, venne rapito a Roma e ucciso a pugnalate il 10/6/1924. Due settimane dopo Croce in Senato votò la fiducia al governo Mussolini e scrisse: 

”Il fascismo era un bene e ora è un male. Ho votato la fiducia a Mussolini per sottrarlo all’influenza dell’estremismo fascista.”

Era un’indulgenza insensata. Lo confermò Mussolini stesso il 3/1/1925 quando in Parlamento pretese di mettere fine alle polemiche e alle accuse di essere il mandante dell’assassinio:

"Dichiaro qui, al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto. Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, a me la colpa! Se il fascismo è stato un'associazione a delinquere, io sono il capo di questa associazione!”

Neanche dopo questa confessione pubblica, il pubblico e il re smisero di appoggiare Mussolini. Il 21 aprile 1925, 400 intellettuali fascisti firmarono un manifesto del filosofo Giovanni Gentile. Fra i firmatari: Pirandello, Malaparte, D’Annunzio, Marinetti, Salvatore Di Giacomo. 

Il testo diceva:

"Il Fascismo è movimento morale. Propugna il sacrificio  dell'individuo a un'idea in cui trovi la sua ragione di vita, la sua libertà e ogni suo diritto; idea che è Patria, come ideale che si viene realizzando senza mai esaurirsi. Di qui il carattere religioso e intransigente del Fascismo che spiega il metodo di lotta seguito dal '19 al '22. 

La presente crisi spirituale verrà superata e nel sendo dell'Italia fascista e fascistizzata matureranno e potranno venire alla luce nuove idee, nuovi programmi e partiti politici." 

Il 1° maggio 1925 gli intellettuali antifascisti risposero con un manifesto di Benedetto Croce. Fra i firmatari: Luigi Albertini, Giovanni Amendola, Piero Calamandrei, Luigi Einaudi, Giorgio Levi Della Vida, Eugenio Montale, Gaetano Salvemini, Vito Volterra, Umberto Zanotti Bianco. Il testo: 

«Gl'intellettuali fascisti hanno indirizzato un manifesto agl'intellettuali di tutte le nazioni per spiegare la politica fascista. Ma gli intellettuali hanno il solo dovere di innalzare tutti i cittadini a più alta sfera spirituale affinché combattano le lotte necessarie. Varcare i limiti dell'ufficio a loro assegnato, contaminare politica e letteratura, politica e scienza è un errore, che, quando patrocini violenze e prepotenze e la soppressione della libertà di stampa, non può dirsi un errore generoso. Chiamare contrasto di religione l'odio e il rancore che si accendono contro un partito che nega ai componenti degli altri partiti il carattere di italiani e li ingiuria stranieri, nobilitare col nome di religione il sospetto e l'animosità sparsi dappertutto, suona come una lugubre facezia. Per questa caotica "religione" noi non abbandoniamo la nostra fede che da due secoli e mezzo è l'anima dell'Italia: amore alla verità, aspirazione alla giustizia, senso umano e civile, educazione intellettuale e morale, libertà - forza e garanzia di ogni avanzamento. Ripete il manifesto fascista, la trita frase che il Risorgimento fu opera di una minoranza; ma in ciò appunto fu la debolezza della nostra costituzione politica e sociale. I liberali si studiarono di chiamare sempre più italiani alla vita pubblica. Ma non pensarono mai di mantenere nell'indifferenza il grosso della nazione: così avrebbero tradito le ragioni del Risorgimento e ripigliato le male arti dei governi assolutistici.”

Alcuni fra i firmatari erano Senatori [fra questi: Albertini, Croce, Einaudi, Fortunato, Mosca, Volterra] e, quindi, intoccabili. Uno di loro, venne nominato  Accademico d’Italia nel maggio del 1940. Tragiche, invece, le vicende di  Giovanni Amendola, deputato che aveva iniziato la Secessione “dell’Aventino” nel 1924 e suggerito a Croce l’idea del manifesto. Era stato manganellato da 4 fascisti il 26/11/1923, fu aggredito da 15 squadristi il 20/7/1925 e riportò gravi lesioni –operato in Francia, morì per i postumi il 7/4/1926. 

 

Rosselli –uccisi 

V Volterra fisico non firmò manifesto fedeltà al fascismo radiato da università -- 

Negli ultimi anni Venti gli uomini politici opposti al fascismo. Quando Mussolini prese il potere, molti di essi furono perseguitati. Il Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato Novembre 1926 Pena di morte Io sono nato il 31/5/1927 IV Era Fascista. Il primo libro della mia biblioteca è l’Antigone di Sofocle tradotta da Lauro de Bosis mio zio –me la dedicò nel giorno della mia nascita. Lauro era un bravo grecista, ma trascurò Archiloco, poeta soldato che contro la tradizione,gettò via lo scudo, fuggì dalla battaglia e si salvò la vita. 

Scrisse un breve poema: “Al diavolo lo scudo! Ne comprerò un altro e combatterò ancora. ”

Invece Lauro non mirò a sopravvivere. Conclude “Storia della mia morte”

comprò un aereo coi soldi degli amici, scrisse “Storia della mia morte” e dopo aver gettato manifestini antifascisti su Roma il 2/10/1931 scomparve in mare con l’aereo. Avrebbe potuto imparare a pilotare meglio e poi combattere in Spagna pochi anni dopo contro gli aerei tedeschi della Legione Condor. 

 

* 14/02/2017 uploaded in Academia.edu  (Articolo pubblicato su Academia.edu).

 

Roberto Vacca

Laureato in ingegneria elettrotecnica e libero docente in Automazione del Calcolo (Universita' di Roma). Docente di Computer, ingegneria dei sistemi, gestione totale della qualita' (Universita' di Roma e Milano). Fino al 1975 Direttore Generale e Tecnico di un'azienda attiva nel controllo computerizzato di sistemi tecnologici, quindi consulente in ingegneria dei sistemi (trasporti, energia, comunicazioni) e previsione tecnologica. Tengo seminari sugli argomenti citati e ho realizzato numerosi programmi TV di divulgazione scientifica e tecnologica.
http://www.robertovacca.com/italiano.htm


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Commenti   

 
0 #1 Giambi 2018-02-26 10:46
Questo è un modo originale per guardare al fascismo: partire dall'America di oggi per arrivare agli anni '20 dell'Italia.
Per restare al giorno d'oggi io una qualche preoccupazione ce l'ho.
Tornano a girare squadre fasciste che non negano d'essere tali.
Inoltre quello che sta succedendo in Turchia mi ricorda i colpi di testa di Hitler prima della guerra.
Grazie per avermi fatto conoscere De Bosis.
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