Event Horizon Telescope (EHT)

 

 

Quando si parla di buchi neri, il limite tra scienza e fantascienza sembra davvero annullarsi. Ora, dopo averne parlato per decenni, grazie all'Event Horizon Telescope (EHT), per la prima volta nella storia possiamo anche osservarli.

Eht è una rete distribuita su tutta la Terra, composta da un insieme di radiotelescopi che lavorano in modo coordinato così da costituire un unico strumento di dimensioni globali con sensibilità e risoluzione senza precedenti.

L'Event Horizon Telescope è il risultato di anni di collaborazione internazionale e offre agli scienziati un nuovo modo di studiare gli oggetti più estremi dell'universo previsti dalla teoria della relatività generale di Einstein, proprio nell'anno del centenario dell'esperimento storico che per primo ha confermato questa teoria.

La foto inviata dal telescopio internazionale è stata scattata da una distanza di 55 milioni di anni luce. A vederlo così sembra una ciambella che,però, fotografata al centro della galassia Messier 87, ha una massa equivalente a 6,5 miliardi di volte quella del Sole, che a sua volta ha una massa di 333 mila volte maggiore della Terra, ed è vasta, più o meno, come l'intero sistema solare.

Spiega Mariafelicia De Laurentis, ricercatrice dell'Infn e professore di astrofisica dell'Università Federico II di Napoli. "Queste osservazioni costituiscono un nuovo strumento di indagine per esplorare la gravità del suo limite estremo e su una scala di massa che fino ad oggi non era stata accessibile".

Ma cosa è "l'orizzonte degli eventi", che rende così attraenti" i buchi neri? "Costituisce - spiega l'Infn - il limite casualmente connesso dello spaziotempo, cioè quella regione (all'interno del buco nero) da cui non possiamo ricevere informazioni e da cui né la materia né la radiazione possono sfuggire". Tra i "miti" legati ai buchi neri c'è proprio quello secondo cui anche la luce vi resti prigioniera. Il campo gravitazionale, in questa regione del corpo celeste è così intenso che nulla, al suo interno, può sfuggire all'esterno. Per poter uscire dal buco nero, dunque, eventuali oggetti o energie dovrebbero avere una velocità di fuga superiore alla velocità della luce (circa 300 mila chilometri al secondo, ndr), ma la velocità della luce, come noto, è un limite insuperabile. "Appena fuori dall'orizzonte degli eventi - spiega l'Infn - c'è una regione in cui i fotoni seguono orbite instabili. La dimensione e la forma precisa di questa "regione di fotoni" dipendono dalle proprietà dinamiche e morfologiche del buco nero".

In accordo con relatività Generale - spiegano ancora dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - se immerso in questa zona luminosa un buco nero crea una regione oscura simile a un'ombra: quindi, dall'osservazione diretta di un buco nero, ci si aspetta di vedere la sua ombra, come manifestazione dell'ultima regione dello spazio tempo in cui i fotoni e le altre particelle vanno a cadere. Quest'ombra, causata dalla deflessione gravitazionale e dalla cattura della luce dell'orizzonte degli eventi, ci fornisce le caratteristiche dinamiche e morfologiche di questi oggetti astrofisici. Il fenomeno non era mai stato osservato prima".

Alcune dichiarazioni di scienziati nel mondo.

"Dal punto di vista concettuale, il risultato rappresenterà uno strumento formidabile per studiare, confermare o escludere le varie teorie relativistiche della gravitazione formulate a partire dalla Relatività Generale di Albert Einstein".

"Quello che stiamo facendo è dare all'umanità la possibilità di vedere per la prima volta un buco nero, una sorta di uscita a senso unico dal nostro universo".

"Questo straordinario risultato non solo ci regala la prima immagine di un buco nero, ma ci fornisce anche una prova diretta della presenza di buchi neri super massicci al  centro delle galassie e del motore centrale dei nuclei galattici attivi".

 

Luigi Campanella

Degree in Chemistry and qualified as chemist on 1961.
University teaching qualification for Electrochemistry.
Stabilised in charge Professor of "Practice Industrial Chemistry II" and then of "Practice of Applied Chemical Analysis"  at the University "La Sapienza" of Rome from 1967 to 1980.
Full Professor of "Analytical Chemistry" at the University "La Sapienza" of Rome since 1980 and of Environmental and Cultural Heritage Chemistry since 2003.Also Professor of "Agricultural Chemistry" and then "Soil Chemistry since 1994, of "Restoration Chemistry" since 1998 andof Food Chemistry since 2003 at the University "La Sapienza" of Rome.
President of the Council of the Industrial Chemistry Course from 1981 to 1983
Head of the Chemistry Department in the period 1983-86.
Director of the Ph.D. course in Chemical Science at  the University of Rome.
Dean of the Faculty of Mathematical, Physical and Natural Science of "La Sapienza" University of Rome from 1988 to 1994.
Author of about 500 publications in the field of Analytical Chemistry, Electrochemistry, Environmental Chemistry and Analytical Biotechnology. Particularly he set characterised and applied many biosensors, based on immobilised enzymes or vegetal tissues, to determine compounds of clinical, pharmacological and environmental interest. These let him to participate as a member to the CEE Research Group on "Biosensor". He also studied the application of chemical and biological procedures for the remediation of polluted (by surfactants, hydrocarbons, pesticides, heavy metals) civil and industrial wastes.
He participated at about 500 national and international Congresses.
Author of five books in the fields of Analytical Chemistry,Applied and Industrial Chemistry,Phylosophy of Chemistry,Chemistry of Cultural Heritage
President of the Division "Analytical Chemistry" of the Italian Chemistry Society from 1989 to 1990 and of the Environmental and Cultural Heritage Chemistry Division since 2004 till 2006
Vice President of the Italian Chemistry Society from 1990 to 1992.
President of MUSIS (Museum of Science and Scientific Technology) in 1991.
Scientific adviser of Rome mayor from 1993 to 1997.
Visit Scientist in Russia (MOSCOW University and Museum), Poland (Warsaw University), Canada (Moncton University), China (Pechino Environmental Sciences Institute), USA (Oak Ridge Labs), Tunisia (Tunis City of Science), Cuba (L’Avana University).
Representant of Italy in IUPAC (International Union of Pure Applied Chemistry)
Member of EUCHEM,American Chemical Society,AOAC
Responsible of Internationsal Research Agreement withL’Avana University Faculty of Sciences,with Lomonosov (Moscow)University Center of Eco Health
Member of various Study Commissions in CNR (National Research Council), MURST (Ministry of the University and of Scientific and Technological Research), ENEA (New Technology, Energy and Environmental Agency), between which the Infrastructure, Innovative Materials and Chemistry Committee of MURST, the Metals Group of Water Research Institute of CNR
Winner of International Capire Prize for a creative future on 1994 , of the European E.I.P. (School as instrument of peace) Prize on 1996 and of the Prize Science for Peace (Convention 2005)
Gold Medal 2003 of the Environmental Chemistry Division of Italian Chemical Society.
2007 Liberti Medal of Italian Chemical Society
Winner of Croce Prize 2008 for Alternative methods to experiments on animals 
Winner of Anassilaos Prize 2009 for Scientific Research


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