Dove va la chimica oggi...

 

 

e soprattutto dove andrà domani ?

 

La Chimica da sempre considerata un indicatore di economia e di mercato vive oggi una fase difficile, ma anche positiva in quanto le generali difficoltà dell’economia mondiale l’hanno colpita in misura minore rispetto ad altri settori.

La chimica è oscillata fra il carattere di scienza autonoma e quello di scienza di servizio. Come scienza autonoma ha rischiato di perdere la sua identità a causa

 

 

 

  • della crescente superspecializzazione della disciplina
  • dell’attuale enfasi sulla strumentazione e sulla misura
  • dell’ignoranza di Chimica nel bagaglio formativo scolastico dei giovani
  • della generalizzata mancanza di interessi dei chimici per i problemi correnti,quelli con cui l-uomo della strada deve confrontarsi

 

 

Come scienza di servizio ha purtroppo rinunciato ad alcuni sviluppi specifici scientificamente avanzati in favore di una permeazione degli altri settori. In fondo bene considerando la chimica, dalle origini e per molti anni, fu fortemente analitica, impegnata nell’acquisizione di conoscenze sul mondo inorganico e poi su quello organico, sulla composizione della materia e sulla sua struttura, infine sui processi che si determinano nei sistemi indagati. Quando il bagaglio di conoscenza, fu notevole, fu possibile trarne vantaggi economici per l’uomo, in termini di merci migliori e in maggiori quantità, di tutela della salute pubblica, di benessere generalizzato; allora il ruolo euristico decadde per trasformarsi in quello di tutore per la conservazione di quello stato favorevole di cose; ci fu la tendenza a relegare l’analisi a un ruolo ancillare, a un servizio indispensabile di struttura solida ma statica. Da un certo tempo, questa stortura si va sanando e si va di nuovo sviluppando la ricerca analitica conoscitiva rivolta ai fenomeni di base, ai problemi nuovi e reali, alla ottimizzazione e alle gestione economica dei processi produttivi, allo sviluppo dei mezzi strumentali di indagine adeguati e alla apertura di nuovi capitoli.

Questo dilemma è l’espressione di un altro, che ha da sempre scosso la scienza, quello cioè fra metodo deduttivo e metodo induttivo, fra semplice teoria e sperimentazione. Ci sono voluti molti anni per comprendere che il valore aggiunto di un’esperienza nuova non è certo inferiore a quello di una teoria elaborata sulla base di principi e leggi generali o di esperienze condotte ed elaborate da altri.

Oggi la chimica aiuta la società nelle sue diverse attività e campi (sanità, agricoltura, alimentazione, beni culturali, ambiente, produzione) e verso questi settori sta producendo ulteriori importanti sforzi  per  mettere a punto sistemi e metodi di studio e controllo sempre più sofisticati e miniaturizzati capaci di essere automatizzati,finalizzati alla comprensione dei fenomeni di disfunzione dell-organismo,di trasferimento di inquinanti ambientali ed alimentari nel sistema metabolico umano, di  ma anche di operare in situ,  di aiutare indagini investigative, di misurare concentrazioni di inquinanti sempre più basse.La medicina da questo punto di vista,essendo basata sull-uomo come sensore capace talora di rilevare conalterazioni concentrazioni che nessun metodo ufficiale consente di misurarew ci obbliga ad un cntinuo faticoso inseguimento e le norme di legge non sempre tengono conto del fatto che l’inseguimento magari non ha ancora avuto successo, sancendo limiti immisurabili.

Nell’ultima fase della congiuntura attuale l’industria sempre più concentra la propria attenzione ed i propri interessi su iniziative con sbocchi commerciali a breve termine (5-10 anni).I costi dell’innovazione– purtroppo anche derivanti dagli inaccettabili aggravi burocratici –non consentono strategie di rientro economico dilatato nel tempo Il chimico deve pertanto valorizzare al massimo l’esistente in tema di materiali e di metodi, scegliendo, ove manchi la soluzione ideale, quella fra le disponibili che più l’avvicina in termini di risultato finale.

L’industria richiede anche altre caratteristiche al chimico: abilità alla comunicazione scritta e orale ed al lavoro in squadra, iniziativa, uso e trattazione dell’informazione e delle idee, il che vuole dire capacità ad apprendere dagli altri. Si tratta di formarsi alla scienza della soluzione dei problemi: un settore rigoroso che richiede precisi e definiti passi intermedi (definizione del problema, raccolta delle informazioni, scelta del metodo analitico, implementazione dell’analisi di campioni noti ed incogniti, trattazione, interpretazione e rappresentazione dei risultati, soluzione del problema).

Questo rilievo sul piano sociale si trasferisce su alcuni comuni indicatori che vale la pena di ricordare e che riguardano strettamente la chimica:

 

 

  • preponderanza delle tematiche chimico nella formazione degli addetti chimici per l’industria

 

  • sostanziale correlazione diretta sul piano internazionale fra qualità delle sedi didattiche universitarie e la presenza in esse della chimica contributo storico ed attuale della chimica analitica alla soluzione di alcuni problemi planetari (ambiente, salute, risorse alimentari)
  • rapporto stretto fra chimica analitica e metrologia e quindi contributo della chimica analitica per la qualità del dato analitico come garanzia non solo scientifica ma anche economica (globalizzazione dei mercati)
  • contributo della chimica sul piano normativo (leggi di controllo)
  • rapido sviluppo delle tecniche strumentali che giustificano un continuo aggiornamento nel processo formativo
  • sempre più stretta correlazione con fisica e matematica da una parte,biologia e geologia dall'altra senza dimenticare i settori di studio dedicati ai Beni Culturali che richiedono e spingono verso un’integrazione culturale anche con il settore umanistico

 

 

 

Luigi Campanella

Degree in Chemistry and qualified as chemist on 1961.
University teaching qualification for Electrochemistry.
Stabilised in charge Professor of "Practice Industrial Chemistry II" and then of "Practice of Applied Chemical Analysis"  at the University "La Sapienza" of Rome from 1967 to 1980.
Full Professor of "Analytical Chemistry" at the University "La Sapienza" of Rome since 1980 and of Environmental and Cultural Heritage Chemistry since 2003.Also Professor of "Agricultural Chemistry" and then "Soil Chemistry since 1994, of "Restoration Chemistry" since 1998 andof Food Chemistry since 2003 at the University "La Sapienza" of Rome.
President of the Council of the Industrial Chemistry Course from 1981 to 1983
Head of the Chemistry Department in the period 1983-86.
Director of the Ph.D. course in Chemical Science at  the University of Rome.
Dean of the Faculty of Mathematical, Physical and Natural Science of "La Sapienza" University of Rome from 1988 to 1994.
Author of about 500 publications in the field of Analytical Chemistry, Electrochemistry, Environmental Chemistry and Analytical Biotechnology. Particularly he set characterised and applied many biosensors, based on immobilised enzymes or vegetal tissues, to determine compounds of clinical, pharmacological and environmental interest. These let him to participate as a member to the CEE Research Group on "Biosensor". He also studied the application of chemical and biological procedures for the remediation of polluted (by surfactants, hydrocarbons, pesticides, heavy metals) civil and industrial wastes.
He participated at about 500 national and international Congresses.
Author of five books in the fields of Analytical Chemistry,Applied and Industrial Chemistry,Phylosophy of Chemistry,Chemistry of Cultural Heritage
President of the Division "Analytical Chemistry" of the Italian Chemistry Society from 1989 to 1990 and of the Environmental and Cultural Heritage Chemistry Division since 2004 till 2006
Vice President of the Italian Chemistry Society from 1990 to 1992.
President of MUSIS (Museum of Science and Scientific Technology) in 1991.
Scientific adviser of Rome mayor from 1993 to 1997.
Visit Scientist in Russia (MOSCOW University and Museum), Poland (Warsaw University), Canada (Moncton University), China (Pechino Environmental Sciences Institute), USA (Oak Ridge Labs), Tunisia (Tunis City of Science), Cuba (L’Avana University).
Representant of Italy in IUPAC (International Union of Pure Applied Chemistry)
Member of EUCHEM,American Chemical Society,AOAC
Responsible of Internationsal Research Agreement withL’Avana University Faculty of Sciences,with Lomonosov (Moscow)University Center of Eco Health
Member of various Study Commissions in CNR (National Research Council), MURST (Ministry of the University and of Scientific and Technological Research), ENEA (New Technology, Energy and Environmental Agency), between which the Infrastructure, Innovative Materials and Chemistry Committee of MURST, the Metals Group of Water Research Institute of CNR
Winner of International Capire Prize for a creative future on 1994 , of the European E.I.P. (School as instrument of peace) Prize on 1996 and of the Prize Science for Peace (Convention 2005)
Gold Medal 2003 of the Environmental Chemistry Division of Italian Chemical Society.
2007 Liberti Medal of Italian Chemical Society
Winner of Croce Prize 2008 for Alternative methods to experiments on animals 
Winner of Anassilaos Prize 2009 for Scientific Research


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