MA SIAMO PROPRIO SICURI DI DISCENDERE DALL'HOMO SAPIENS?

 

 

Mammifero caratterizzato dalla stazione eretta, dallo sviluppo straordinario del cervello, delle facoltà psichiche e dell'intelligenza, dall'uso esclusivo del linguaggio simbolico articolato e dalla conseguente capacità di fondare, trasmettere e modificare una cultura; in senso collettivo, la specie umana nelle caratteristiche che la contraddistinguono: l'essere umano in quanto soggetto culturale e nei suoi rapporti con l'ambiente da lui costituito.

 

             

 

Questa, in sintesi, la definizione dell’essere umano. 

La differenza tra gli esseri del mondo animale è determinata dalla presenza nell'uomo della capacità di pensare e parlare. ... Una condizione assente nel mondo animale non umano o, se presente, del tutto diversa quanto a modalità di espressione e di apprendimento.

La principale differenza tra il mondo animale e quello vegetale sarebbe allora la presenza di un'anima che alle piante mancherebbe in ragione della loro dissimilarità con le altre specie viventi.

 

Ecco dunque appare evidente  dalle definizioni scientifiche che l’essere umano si differenzia dal mondo animale e vegetale per delle proprietà che lo mettono in cima alla piramide dell’evoluzione della vita sul nostro pianeta.  Eppure, se andiamo a leggere la storia non dell’evoluzione umana in quanto specie vivente ma la storia dell’umanità in quanto ad evoluzione sociale,  questo primato vacilla, anzi ci viene da chiederci se ci sia realmente.

 

L'uomo è un animale sociale. Così Aristotele definì l'essere umano, in quanto capace di unirsi in gruppo e costituire una società.

 

Ma la storia ci dice ben altro.

 

Guerre: quante guerre ci sono state? Dai tempi dei tempi ci sono guerre tra gli esseri umani. Per motivazioni diverse gli uomini si fanno la guerra da sempre.

 

Razzismo: bianchi contro neri, ariani contro ebrei, nordisti contro sudisti, ricchi contro poveri, eterosessuali contro omosessuali.  Da sempre gli esseri umani trovano nelle differenze un motivo per scatenare la loro violenza.

 

Supremazia: con le lance, piuttosto che con i carri armati, ma anche con la tecnologia piuttosto che con la finanza gli esseri umani si esercitano per affermare la supremazia dell’uno sull'altro.

 

Tutela della salute: il paese più ricco del mondo (gli USA) è anche il Paese nel quale le persone povere possono morire di malattia in quanto nessuno le cura.

 

Democrazia: la democrazia in quanto forma di governo in cui il potere viene esercitato dal popolo, tramite rappresentanti liberamente eletti appare essere la forma più evoluta di governo di una comunità. Ebbene l’uso dei mass media e delle moderne tecniche di comunicazione (i social network) hanno minato la veridicità di tale affermazione in quanto in grado di influenzare in maniera determinante l’esito del voto e quindi della elezione dei propri rappresentanti. Inoltre i tentativi di “esportare” la democrazia in paesi precedentemente a regime autoritario (ad esempio in Iraq) sono miseramente falliti. Il discorso è un pò più complicato ed il processo più complesso di quanto si pensasse.

 

Povertà/fame nel mondo: esiste da sempre, non mi risulta che sia stata debellata, anzi possiamo dire che la ricchezza di alcuni popoli e stati si fonda da sempre sulla povertà di altri popoli e stati.

 

Potrei continuare all'infinito con esempi ed argomentazioni a tutti noti ma il risultato non cambierebbe.

L’esito della nostra storia ci dice che, nonostante da un punto di vista scientifico ci caratterizziamo per avere un cervello particolarmente sviluppato, facoltà psichiche ed intelligenza sociale e capacità di comunicare attraverso un linguaggio articolato in 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) anni non abbiamo appreso nulla.

Da un essere vivente in possesso delle facoltà richiamate mi sarei aspettato infatti un processo evolutivo magari non lineare, magari non costante ma realmente evolutivo, ovvero un processo che, come oggi si afferma per le macchine dotate di intelligenza artificiale “imparano dai propri errori e modificano il proprio comportamento futuro”. Ecco invece la storia ci dice che l’essere umano dai propri errori non ha appreso nulla. La capacità di apprendimento e, quindi, di evoluzione, in 2.500.000 anni è stata pari a zero. Le guerre si facevano prima e si fanno oggi, la violenza c’era prima e c’è adesso, la supremazia si cercava prima e si cerca adesso, la povertà c’era prima e c’è adesso, il razzismo e l’emarginazione c’era prima e c’ è adesso.

 

 

 

Ma allora il nostro cervello particolarmente sviluppato a cosa serve? Siamo sicuri di avere un cervello particolarmente sviluppato?

E la nostra intelligenza sociale a cosa serve se ci “scanniamo” come e più di 2.500.000 anni fa?

E la nostra capacità di comunicare con un linguaggio articolato  a cosa serve se un essere umano non riesce a comprendere le esigenze di un altro essere umano? Se un popolo non riesce a comprendere le esigenze di un altro popolo? Se un ricco non riesce a comprendere le esigenze di un povero?

Siamo sicuri che gli animali e i vegetali non abbiano fatto di meglio in questi 2.500.000 anni? Che abbiano appreso più di noi? Che si siano evoluti più di noi?

Ed in quanto all'anima (che si attribuisce solo al mondo animale) siamo proprio sicuri che il mondo vegetale non la possieda? Da cosa deriva questa affermazione? Se la nostra capacità di comunicare è quella che la storia ci insegna ( e cioè la nostra incapacità di comprendere anche gli altri esseri umani) dubiterei fortemente che possiamo comprendere altri esseri viventi.

 

C’è qualcosa che non torna tra la realtà scientifica e la storia dell’umanità. O non siamo particolarmente intelligenti, sociali, ed empatici ed allora occorre rivedere le definizioni che la scienza ha attribuito all'essere umano oppure la storia dell’umanità va riletta in senso non evoluzionistico ma statico. Sono cambiati gli strumenti, c’è sicuramente stato un progresso scientifico, ma gli esseri umani se dopo 2.500.000 (duemilionicinquecentomila) anni continuano ad avere gli stessi comportamenti sociali sono rimasti quelli di sempre. Non c’è stato alcun apprendimento e, quindi, alcuna evoluzione. E data la nostra incapacità di comprensione non siamo neanche in grado di sapere se e come si sono evoluti gli altri esseri viventi. Chissà se hanno fatto meglio di noi?

 

Walter Zanuzzi

 

Ex-Amministratore Unico Svi.Va – Sviluppo del Valore Società di Consulenza di Direzione, Esperto di Management, Consulente di Direzione per Risorse Umane e Sviluppo Organizzativo, Change Management, Socio fondatore del Comitato per la Promozione Etica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.


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