I FIGLI COME CLIENTI, I figli fantasiosi

 

 

Ecco il figlio più frizzante: il fantasioso.

-       Con i ragazzi timidi ci vuole molta determinazione, ma anche molto tatto.

-       Con quelli diffidenti dobbiamo cercare di essere molto onesti intellettualmente e precisi.

-       Con gli spavaldi dobbiamo fare il miracolo socratico di educarli cercando di far nascere in loro (dopo averne smascherato i falsi convincimenti) il desiderio della ricerca della verità.

-       Parlando dei figli amichevoli abbiamo concluso con la riflessione che se diventiamo amici in modo sbagliato dei nostri figli rischiamo di non essere più la loro guida, il loro capitano.

 

Sarebbe bello, ma non c’e’ una pozione magica per diventare dei buoni genitori davvero; rimangono umili tentativi intelligenti per far bene.

Ci si può aiutare con le informazioni che il mondo della comunicazione mette oggi a disposizione con questo libro se lo trovate utile, cari genitori-lettori.

Rimettiamoci al lavoro, dunque, parlando dei nostri figli fantasiosi.

I figli fantasiosi sono, sicuramente, i più originali: nel modo di fare, di vestire, nella scelta degli studi, come dei divertimenti; nel comportamento in generale.

 

Sono molto originali!

Poi afferrano velocemente le idee, specialmente quelle nuove e danno ai problemi delle soluzioni spesso dettate dalla loro immaginazione. La routine e le tradizioni li annoiano (riuscite con facilità, in occasione delle canoniche ricorrenze, a trascinarli con voi nelle solite visite parentali? In che modo li coinvolgete? Cosa mai avranno organizzato per le vacanze?

Questo tipo di figlio pensa e agisce velocemente… anche troppo.

Il nostro obiettivo e’ quello di salvare e alimentare questa loro bella fantasia orientandola, però, al servizio di risultati veri; anziché nella fuga dalla noia della routine.

 

Vediamo

Dobbiamo essere positivi e fiduciosi.

Un atteggiamento frizzante e aperto da parte nostra (seppur vigile) indurrà i nostri figli fantasiosi ad avere fiducia in noi e in quanto diciamo, proprio per come lo diciamo. Penseranno di essere così fantasiosi per cause cromosomiche, di avere ereditato proprio da noi questa bella caratteristica. Sarebbe bello che pensassero a noi come a dei modelli ispiratori, no? Senza riferirsi a modelli esterni non sempre raccomandabili.

Dobbiamo evitare le cose ovvie, anche se desideriamo essere certi che i nostri figli capiscano bene il valore di fondo di quanto tentiamo di trasferire nella loro coscienza; non consideriamoli così poco intelligenti solo perché sono un po’ strani, particolari; la fantasia non è proprio una dote di tutti, per questo ci appaiono particolari. Non perdiamo dunque tempo su punti del discorso ovvi ed elementari.

Dobbiamo ottenere la loro partecipazione con formule originali di conversazione e dimostrare loro il nostro stupore positivo, il nostro interesse per l’originalità di quanto stanno dicendo (altrimenti si bloccano)

 

Evitare frasi tipo: Ma cosa stai dicendo?

                           Fammi il favore di stare con i piedi per terra

                           Tu ti sei bevuto il cervello, caro mio

                           ………………………………………………..

 

Dobbiamo assolutamente coinvolgerli.

Patch Adams, il famoso oncologo, manda i suoi collaboratori a studiare nei circhi, affinché imparino a coinvolgere (per tentare di farli guarire con la risoterapia) i piccoli malati di cancro.

Dobbiamo ascoltarli bene, essere colpiti dalle loro originali esperienze e conquiste anche se un po’ ci spaventano. Loro desiderano impressionarci positivamente perché del nostro parere e delle nostre reazioni, in fondo, si fidano (vorrebbero potersi fidare). Il nostro giudizio negativo, invece, ammazza piano piano la loro fantasia.

 

Poniamo l’accento sulle novità del mondo.

Assicuriamoci che i nostri figli fantasiosi capiscano che siamo aggiornati, al passo con le innovazioni, pronti a incontrare le nuove necessità che questo tempo nuovo e cambiato farà in tempo a presentare a noi, oltre che a loro. Ce la faremo a essere -in futuro- i loro maestri, i loro tutor, i loro mentori, le loro guide in questa selva oscura, oltre che dei bravi ma noiosi genitori? In buona sostanza, mostriamo loro la nostra ambizione a non invecchiare.

 

Si perde la guida quando si lascia il comando…

Nessuno segue una guida che non conosce il cammino verso la conquista di un nuovo territorio, dove trovarsi per amare e lavorare con bellezza, gioia e fantasia.

 

Nel film La storia infinita il “nulla” voleva distruggere il Regno di Fantasia, perché ne aveva paura, minacciava il suo nefasto potere.

 

Aiutiamo i nostri figli a creare il mondo nuovo.

Meglio loro fantasiosi che dei sedicenti “potenti” chiacchieroni e ciarlatani.

 

A prestissimo per palare dei quando i nostri figli sono scostanti.

Che spina nel cuore…

Franco Marmello

Membro AIF Associazione Italiana Formatori, Responsabile Italia “Bottega del Cambiamento”, Giornalista, scrittore. Il progetto bottega si rivolge all'Uomo Nuovo in Azienda: una risorsa consapevole della complessità organizzativa provocata dal fenomeno del cambiamento, consapevole di dover crescere in modo meno empirico rispetto al passato, sia sul piano professionale che sul piano umano.


www.bottegadelcambiamento.it


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