Apprendere a Distanza

Apprendere a Distanza

Metodologie efficaci

 

 

 

Come è già' capitato per il lavoro da remoto - se ne parlava da almeno trent'anni e ci è voluta la pandemia per farci capire i vantaggi di adottarlo - così ora accade per la scuola a distanza. Così come accade per il cosiddetto smart working anche per la scuola a distanza occorre prima di tutto cambiare la terminologia.

 

Cominciamo quindi con l'abolire il termine didattica. La didattica (dal greco διδάσκω, cioè "insegnare"), indica la teoria e la pratica dell'insegnamento. Il termine didattica affonda le sue origini nel greco didàskein, che sta ad indicare l'acquisizione della pratica dell'insegnamento e del mostrare. La didattica è la scienza che definisce i metodi e le tecniche per insegnare.

 

Invece di didattica, insegnare, formare - espressioni scuolacentriche ed arroganti - utilizziamo apprendere, che è invece parola studentecentrica ed umana.

 

Socrate non insegnava: "Non insegno niente a nessuno, faccio solo in modo che pensino".

 

 

I principi dell'apprendimento

1.    L'apprendimento è una (tras)formazione che si sviluppa nel tempo L'apprendimento è il processo mediante il quale le persone cambiano il modo di interpretare e comprendere le proprie esperienze. Lungo tutta la nostra vita noi costruiamo complessi modelli d'apprendimento che ci permettono di capire attraverso le esperienze. Modificare questi modelli non è semplice: è necessario mettere in discussione e cambiare i vecchi modelli, le vecchie conoscenze e le vecchie idee prima che il nuovo apprendimento possa avere successo. Il processo d'apprendimento si sviluppa nel tempo: si incontrano nuove idee e si diviene consapevoli di altre convinzioni, si adottano le nuove idee e si usano in diverse situazioni, infine ci si assume la responsabilità di trasferire ad altri le nuove idee.

 

2.    L'apprendimento è una successione continua di azioni e riflessioni                 Si apprende operando e quindi riflettendo in maniera concreta sul processo che si è adottato. Il riflettere, vale a dire l'esaminare e consolidare, su quello che si è compiuto porta a una nuova comprensione, che a sua volta guiderà le azioni successive.

 

3.    L'apprendimento è efficace quando concerne argomenti importanti per chi apprende. Apprendiamo per poter rispondere ai nostri bisogni e desideri. Siamo motivati o dal desiderio di acquisire nuove conoscenze o dalla consapevolezza delle conseguenze negative derivanti dal non apprendimento. L'apprendimento è in generale più veloce quando è legato ad obiettivi personali o sociali.

 

4.    L'apprendimento è efficace quando si svolge in gruppo                            Quando il processo di apprendimento avviene insieme ad altre persone si ha la possibilità di condividere e comunicare (mettere in comune) la comprensione di ciò che si è appreso. In effetti, si ha la possibilità di conoscere le interpretazioni degli altri e mettere in discussione le proprie. Inoltre apprendere in gruppo costruisce meglio la collaborazione nell'applicazione di ciò che si è appreso.

 

5.    L'apprendimento è efficace se si sviluppa in ambiente sereno e tranquillo Apprendere vuol dire impadronirsi del nuovo e sperimentarlo e questo è possibile farlo se non si ha timore di correre rischi. È quindi essenziale agire in un ambiente non minaccioso e sereno. L'apprendimento è più profondo se si fa tesoro di piccoli errori che se ci si esalta per i successi. Se non si ha la possibilità di accettare sfide intellettuali ed emozionali ci si adagia sui vecchi metodi e non si cercheranno mai altre strade per fare meglio.

 

 

Metodologie efficaci

 

Sulla formazione a distanza, in generale,  abbiamo già avuto modo di scrivere sui precedenti numeri della rivista CaosManagement. Ce ne siamo occupati teoricamente e praticamente sin dai suoi esordi fin dalla seconda metà degli anni ’90.

 

Ecco alcuni motivi per cui la formazione a distanza diventa sempre più interessante.

1. Grande scelta Esistono ora online molti programmi tra cui scegliere.
2. Flessibilità Permette di apprendere senza trascurare altri impegni.
3. Opportunità di Networking E’ possibile entrare in contatto con altri studenti.
4. Tempi Molti programmi online permettono di studiare organizzando il proprio tempo.
5. Risparmio La formazione online costa meno di altre tipologie di formazione.
6. Nessuna necessità di muoversi Nessuno spreco di tempo e costi di trasporto.
7. Contenuti di alto livello Alcuni programmi online permettono il contatto diretto con professori di alto livello accademico o di esperienza.
8. Efficacia Recenti studi hanno permesso di constatare che lo studio online è più efficace di quello in una aula tradizionale.
9. Contatto Alcuni programmi online permettono il contatto diretto e personale con i docenti.

 

In sintesi la formazione a distanza permette ai partecipanti di gestire il proprio tempo in maniera molto più completa che la partecipazione ad un tradizionale corso in aula e permette soprattutto un contatto diretto con i docenti.

 

Per quanto concerne le metodologie più efficaci adoperate nella formazione a distanza abbiamo citato practice simulation e Business Games . (Abbiamo applicato questa metodologia fin dagli anni '90 a grandi e medi gruppi aziendali, anche a livello intercontinentale, come  Seat Pagine Gialle, ENEL, Agip, TIM ...)

 

L’altra metodologia interessante e che ci ha fornito grandi risultati è il Topic Based Learning (TBL) ispirato dal Problem Based Learning (PBL).

 

Questa metodologia si basa sulla multidisciplinarità: agli studenti viene sottoposto un argomento  da esplicitare acquisendo, con l’assistenza del tutor/docente, tutte le conoscenze necessarie. Questa metodologia può essere efficacemente applicata all'apprendimento sia universitario sia liceale, con opportuni adattamenti.

 

Si tratta di una metodologia di apprendimento ampiamente utilizzata  come mezzo per coinvolgere gli studenti, sviluppare l'apprendimento collaborativo, costruire un apprendimento indipendente e incoraggiare un apprendimento più profondo.

 

L'apprendimento basato su argomenti è  un modo per concepire o progettare programmi di studio, può quindi essere considerato  una filosofia o un approccio educativo per la progettazione di programmi di studio. Tipicamente, in questo caso l'accento è posto su un'organizzazione multidisciplinare del curriculum.

 

Secondo questo punto di vista, i programmi devono essere fortemente multidisciplinari. Alcuni aspetti principali possono essere considerati come componenti essenziali di un programma di studio basato su argomenti:

 

Apprendimento cumulativo

Nessun argomento  dovrebbe essere studiato in profondità limitata in qualsiasi momento, piuttosto dovrebbe essere reintrodotto ripetutamente.

 

Apprendimento integrato

I soggetti non dovrebbero essere presentati separatamente, ma piuttosto essere disponibili per lo studio in quanto riguardano un argomento.

 

Progressione nell'apprendimento

Man mano che gli studenti maturano, i vari aspetti del curriculum devono cambiare (ad esempio, lavorare in gruppo, relazione tra teoria e pratica).

 

Coerenza nell'apprendimento

Gli obiettivi del TBL devono essere operativi in ogni aspetto del curriculum (ad esempio, il rapporto tra insegnamento e test).

 

L'integrazione tra le discipline è considerata una caratteristica essenziale per la scelta dei contenuti dei corsi nei programmi basati su argomenti.

 

La metodologia è stata applicata in Italia per corsi di management ed in UK anche per corsi universitari, con ottimo successo.

 

Il processo di apprendimento ha al centro gli studenti. Il ruolo dell'insegnante/docente è quello di facilitare piuttosto che insegnare; l'educatore/facilitatore fornisce domande per aiutare a indirizzare il pensiero degli studenti, può rispondere ad alcune domande, ma non dire agli studenti risposte o risolvere l'argomento per loro.

 

A questo punto può essere interessante, ed utile per una eventuale applicazione, delineare i principi di base del PBL e di identificare alcuni dei problemi nell'applicazione delle tecniche PBL. Principi e problemi derivati da esperienze concrete effettuate diversi anni fa in special modo, in presenza, a distanza e blended, su corsi di management in area banche e servizi energia.

 

Questa metodologia  di apprendimento in prima istanza può incontrare frustrazione, risentimento e mancanza di fiducia. La frustrazione è parte del processo di apprendimento - è frustrante che non possiamo imparare le cose facilmente a volte! Un bambino che impara a camminare; inevitabilmente cadrà, si procurerà escoriazioni alle ginocchia e ci vorrà un po' di tempo  prima di riuscire ad impadronirsi delle abilità, del coordinamento motorio, dell'equilibrio e della fiducia. Nessuno critica il bambino se è troppo lento, o se commette errori, egli invece viene incoraggiato a continuare a provare. Questo è il ruolo del facilitatore in PBL. Gli errori fanno parte del processo di apprendimento. L'ambiente PBL deve quindi essere completamente non minaccioso per lo studente sia in termini di rapporto studente-educatore che di rapporto studente-studente.

 

Le attività PBL si basano su principi delineati dai pionieri nel campo della PBL, in particolare Wim Gijselaers presso l'Università di Maastricht.

 

Gijselaers (1996) delinea i seguenti principi chiave nella comprensione e nell'utilizzo del PBL:

 

I problemi servono come stimolo per l'apprendimento

 

PBL si basa su tre importanti principi di apprendimento:

            1.L'apprendimento è un processo costruttivo e non ricettivo - l'apprendimento             avviene quando il nuovo apprendimento è associato alle reti di conoscenza esistenti

 

2.    Conoscere la conoscenza (metacognizione) influisce sull'apprendimento - Cosa farò? Come farò? Ha funzionato?

 

3.    I fattori sociali e contestuali influenzano l'apprendimento - capire come e quando usare la conoscenza è importante quanto la conoscenza stessa

 

 

La metodologia PBL si basa su fondamentali caratteristiche:

Il lavoro in piccoli gruppi incoraggia la collaborazione e l'indipendenza degli studenti

 

Gli studenti imparano a condividere le loro idee e a condividere la responsabilità

 

Gli studenti imparano a mettere in discussione le proprie ipotesi

 

Le opinioni contrastanti nell'ambito della discussione facilitano la comprensione

 

Gli educatori devono avere fiducia negli studenti che useranno il loro tempo con saggezza e possono essere attendibili per svolgere i compiti richiesti in tempo

 

I problemi si incontrano prima che tutte le conoscenze pertinenti siano state acquisite, non dopo

 

Quest'ultimo punto è molto importante per il processo e forse una delle caratteristiche più difficili da cogliere per gli educatori/facilitatori. L'educatore/facilitatore  rinuncia al ruolo di trasmettitore di informazioni

 

Come funziona PBL? E come quindi può funzionare TBL?

 

Utilizzando il modello dell'Università di Maastricht, gli studenti sono divisi in gruppi di 5 a 9  con una persona nominata presidente e un'altra come segretario.  Il ruolo della presidenza è quello di guidare le discussioni del gruppo, ma tutti gli studenti devono essere coinvolti nelle discussioni. L'educatore/facilitatore distribuisce il problema/argomento al presidente che lo distribuisce al resto del gruppo.

 

Il processo quindi continua con diversi passaggi: lettura dell'argomento proposto, comprensione profonda, verifica di cosa si conosce e cosa è necessario ricercare, individuazioni delle questioni chiave, verbalizzazione delle discussioni e delle scoperte, verifica degli obiettivi dell'apprendimento, organizzazione di compiti di ricerca sia individuali sia dei gruppi ristretti.

 

Completato il processo, i gruppi possono fare una presentazione delle loro scoperte e una discussione può essere facilitata sul motivo per cui ci sono state diverse soluzioni allo stesso problema/argomento e su ciò che possiamo imparare da queste diverse soluzioni sul problema/argomento. 

 

Per PBL * Engel, C.E. (1991). Not just a method but a way of learning. In D. Boud & G. Feletti (Eds.), The Challenge of Problem-Based Learning, 23-33. London: Kogan Page) * Wilkerson, L. & Gijselaers, W.H. (Eds.) (1996). Bringing Problem-Based Learning to Higher Education: Theory and Practice. New Directions for Teaching and Learning, Volume 68. San Francisco: Jossey-Bass Publishers.

Per Practice Simulation * https://www.amazon.it/dp/B08BJBV8N9 L'E-learning di Gemini Europa: Una parte della storia [Print Replica] Formato Kindle di Giuseppe Monti (Autore) Formato: Formato Kindle

 

Giuseppe Monti

Senior Advisor, Former Partner IMC (Integral Management Consulting Zurigo), CMC (Certified Management Consultant): Esperienza consolidata (+ di 50 anni) in Formazione Manageriale, Marketing Internazionale, Internazionalizzazione, Business Plan, Marketing Strategico, Organizzazione, pianificazione ed implementazione di Balanced Scorecard, di BCP Business Continuity Management, di ISO 9001, 14001 e SA8000, Lean Organization per aziende Piccole, Medie e Grandi. Direttore di Caos Management. Vice Presidente Associazione Culturale Progetto Innestol. Collaboratore de Il Giornale delle PMI.  Public Profile. 
 http://www.linkedin.com/in/giuseppemonti


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Commenti   

 
0 #1 sorgenteweb 2020-11-25 08:39
La didattica a distanza... termine abusato (ma mai capito veramente) da almeno trent'anni. La mia esperienza, fatta nelle bella Gemini Europa, agli inizi del 2000 sembrava condurci verso una formazione vera, reale, misurabile e utile. Sembrava una cellula per un futuro diverso nella formazione, che come dicevamo allora, non doveva esser vista come formazione statica (c'è chi insegna e chi impara) ma come condivisione, superamento delle difficolta nella sperimentazione . Ricerca continua di strade nuove, diverse, senza rischi. Questo era per noi il fondamento nella formazione. Oggi, cerco di applicare questo concetto da free lance. Per fortuna, ci sono molti LMS (piattaforme) da applicare, tanto poi come sempre sarà la creatività e l'improvvisazio ne a fare la differenza nella sperimentazione . Questo per me è il concetto fondamentale della formazione a distanza ed in quella in vivo. Sperimentare nuove soluzioni senza che le sperimentazioni facciamo disastri nella vita reale.
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