L’eccezione è diventata normalità

 

 

 

 

 

Nel caos di vaccini promessi, di lavoro da casa e scuola in cucina, la vita sembra avere trovato una sua norma nell’eccezione: eccezionali sono i giorni e presto gli anni in cui abbiamo perso colleghi, amici e parenti; eccezionali sono i ritmi lenti dei convalescenti; eccezionali gli stimoli fiscali, gli assegni di disoccupazione e i licenziamenti. Siamo così abituati all’eccezione che la invochiamo a giustificare ogni cattiva azione: è un’eccezione se non indossiamo la maschera; eccezionalmente saltiamo la fila, e speriamo in un’eccezione per un vaccino fuori età minima.

 

E tutto questo mentre sogniamo di tornare a una vita normale.

 

La vita che conoscevamo non tornerà. Questa pandemia è qui e resta. 

 

Nel Sud dell’America, il Sud della Georgia che ha votato democratico alle Presidenziali e al ballottaggio per il Senato, convive con il Sud della South Carolina che ha votato Trump e confermato Lindsey Graham al Senato.

Nella mappa del livello di rischio di contrarre Covid-19, la South Carolina è viola con un ‘very high risk’. Tra campi di mais, mucche e trattori si nasconde una popolazione in gran parte sorda agli appelli a mantenere le distanze e che fa finta di niente. Per loro le elezioni non sono mai accadute, il coronavirus non c’è mai stato.

Non mi resta che pregare.

 

In mancanza di una chiesa Cattolica, ho bussato alla porta di una chiesa battista. Ogni domenica, per prima cosa, prima ancora degli inni e della predica, si fa il conto di chi c’è e di chi manca. I banchi sono semivuoti, e si prega per chi non tornerà. 

 

 

 

Laura del Vecchio

Due lauree, Giurisprudenza con tesi in Economia a Roma e Commercio Internazionale a Le Havre; due specializzazioni, in Economia dei mercati asiatici e in Comunicazione; due esperienze “in azienda” come export manager per Fiat Auto Japan e per Danone; due esperienze “di penna” al quotidiano economico “Nikkei” e all’ISESAO della Bocconi: un “saper scrivere e far di conto” che ha finito per trovare buon uso all’Istituto nazionale per il Commercio Estero. Nata il 13 settembre del 1968: da poco compiuti... due volte vent’anni.


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