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AVETE QUALCHE VOLTA LA SENSAZIONE DI NON RIUSCIRE A CONCENTRARVI A SUFFICIENZA SUI PROBLEMI CAUSA IL TROPPO STRESS?
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Avvertiamo, spesso, il bisogno di dirigere l’attenzione mentale in un luogo ben preciso.
Così che la nostra energia non venga dispersa, dissipata.

Con la dinamica mentale, che pratico e insegno, questo diventa possibile.
Si impara a psicoincidere nella mente, attraverso il raggiungimento di un perfetto equilibrio cerebrale e fisico.
Si impara a trasmettere ordini alle cellule cerebrali a livello soggettivo interiore.

In questo modo il cervello è in grado di prendere nota di quelle strategie di ricerca, di quei comportamenti, di quelle volontà che a livello oggettivo razionale elabora, ma che poi non riesce a trasferire nella vita reale sotto forma di azioni eccellenti mirate alla soluzione dei problemi.


AVETE MAI ALZATO AUTOMATICAMENTE GLI OCCHI VERSO L'ALTO (QUALCUNO DICE "GLI OCCHI AL CIELO"), NEI MOMENTI IN CUI NON RIUSCITE A TROVARE LA RISPOSTA A UN VOSTRO PROBLEMA, COME PER CHIEDERE AIUTO O COME SE DA QUALCHE PARTE, LASSU', FOSSE SCRITTA LA RISPOSTA?
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Gli studi scientifici a cui si è ispirato Everett, padre della Dinamica Mentale, evidenziano che quando alziamo gli occhi verso l'alto facciamo scattare un tipo di frequenza cerebrale lenta che viene codificata con il termine Alfa. In dinamica si impara ad accedere al livello Alfa facendo uso della consapevolezza e della volontà. E l'accesso viene sempre finalizzato a un reale e specifico bisogno.


AVETE MAI CHIUSO GLI OCCHI IN UN MOMENTO DI MAGICA ISPIRAZIONE, DI MASSIMA CONCENTRAZIONE O DI PROFONDO SENTIMENTO: PER ELIMINARE DISTRAZIONI ESTERNE, PER CERCARE UN PO' DI PACE E DI RELAX, MENTRE ASCOLTATE UNA MUSICA, CERCANDO DI COLLEGARVI MENTALMENTE A UN BELLISSIMO RICORDO O CERCANDO DI PENSARE INTENSAMENTE A QUALCHE PERSONA LONTANA... MENTRE DATE UN ROMANTICO BACIO?
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Everett -lo seguo da molti anni, come sapete- afferma che ad occhi aperti le frequenze cerebrali dominanti sono molto rapide e quindi (facile da dedurre) poco adatte ai momenti straordinari citati nel paragrafo precedente. Queste frequenze vengono codificate con il termine Beta. In buona sostanza, seguendo la teoria, il cervello lavora meglio in Alfa. E quando ruotiamo gli occhi verso l'alto -come già detto- imprimiamo le informazioni nei circuiti cerebrali in maniera permanente e indelebile. In dinamica questo atteggiamento spontaneo e casuale viene insegnato e imparato per essere utilizzato quotidianamente. I nostri cinque sensi, collegati al cervello, funzionano come ricevitori, convertitori e trasmettitori. I circuiti dei neuroni, attraverso i quali viaggiano gli impulsi, vengono continuamente stimolati e subiscono mutamenti elettro-chimici. Ciò permette agli stimoli esterni di giungere al cervello sotto forma di sensazioni quasi sempre fuori dal nostro personale controllo.


SOTTO PESANTE STIMOLO, IN SITUAZIONI PER VOI CRITICHE, PRENDETE -DI SOLITO-  DECISIONI STRATEGICHE CREATIVE, OPPURE SIETE VITTIME DI REAZIONI EMOTIVE QUASI SEMPRE SBAGLIATE?
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Praticando la dinamica mentale di Everett questo processo può gestito in piena autonomia.
Ognuno è in grado di imparare semplici esercizi mirati ad allenarsi in modo naturale.
Un tipo di ginnastica che permette a chiunque di essere-diventare consapevole e padrone delle sensazioni che arrivano al cervello attraverso i cinque sensi.

L'attivazione dei centri creativi legati alla facoltà di immaginazione è un altro risultato ottenibile.
La facoltà di immaginazione è un dono naturale, ci permette di portare avanti i mattoni spirituali con i quali costruire qualsiasi cosa nella dimensione fisica e materiale, ma in molti casi giace nel fondo della mente e del cuore, impaurita, addormentata.

Visualizzare e immaginare sono due doti del genio.
E tutti noi desideriamo essere geni più di quanto normalmente crediamo.
Troppi hanno perso il dono dell'immaginazione.
Occorrerebbe ritornare un po' bambini per riconquistare il vivido potere che in quella stagione della nostra vita sicuramente avevamo.

PRATICANDO LA DINAMICA MENTALE -SOSTIENE EVERETT- SI IMPARA A IMPRIMERE ORDINI NELLE CELLULE CEREBRALI A LIVELLO SOGGETTIVO. MA COSA SUCCEDE IN CONCRETO?
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Succede che il cervello (che vogliamo intendere nel suo significato biologico di organo facente parte del nostro corpo) registra il messaggio ricevuto nelle sue cellule nervose. A questo punto entra in gioco un’ entità che non è più di tipo biologico-materiale. Si tratta della mente che -a differenza del cervello- non può essere pesata, misurata o espressa in termini reali. La mente si impadronisce del messaggio e lo trasferisce dal livello oggettivo reale al livello soggettivo intimo. In altre parole è la mente a fare da ponte tra la dimensione oggettiva e quella soggettiva. E' evidente che quando noi a livello soggettivo (con gli occhi della nostra mente) immaginiamo o visualizziamo qualcosa, possiamo registrarne il risultato anche a livello oggettivo-reale, imprimendo il messaggio nelle nostre cellule cerebrali.

VISUALIZZARE E IMMAGINARE SONO DUE DOTI DEL GENIO. E NOI POSSIAMO  RISVEGLIARE QUESTE DOTI. MA COSA INTENDIAMO PER VISUALIZZARE E IMMAGINARE?
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Visualizzare significa formare una figura mentale o una visione astratta di qualcosa che realmente esiste e che - nella realtà- è un oggetto concreto. Immaginare rappresenta il potere di formare o di creare i nostri disegni, di dare vita a una raffigurazione mentale di un oggetto che ancora non esiste nella realtà; è la facoltà profondamente creativa e potente di creare nuove immagini da idee e di porle in essere. L'immaginazione è una dote tipica dell'uomo creativo. Tutto ciò che l'uomo ha costruito, edificato e inventato -in ogni tempo- e' stato prima immaginato. Il grande genio di Leonardo ha immaginato soluzioni sicuramente molto in anticipo rispetto alle tecniche dell'epoca. Il grande genio di un bambino che tiene in mano un pezzo di legno immagina di essere un guerriero con la spada. Per i bambini la realtà oggettiva praticamente non esiste, vivono costantemente a livello Alfa per cui tutto il loro mondo è immaginario, cioè soggettivo.


VI SIETE ACCORTI CHE NON SOLTANTO CIO' CHE OSSERVIAMO NELLA REALTA' E' IN GRADO DI MODIFICARE LA CHIMICA DEL NOSTRO CERVELLO, MA CHE OGNUNO DEI NOSTRI PENSIERI E' IN GRADO DI PRODURRE QUESTO TIPO DI MUTAMENTO?
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Si sa... qualcosa di irreale e di immaginario come un pensiero trova la sua realizzazione anche a livello corporeo. Per avvalorare ciò basta pensare al disastroso fenomeno delle malattie psicosomatiche.

In dinamica si impara, attraverso il raggiungimento di un perfetto equilibrio mentale e fisico, a psicoincidere nella mente. Gli estimatori di questa tecnica arrivano a sostenere di poter programmare il cervello come un computer. Possibile... ma occorre conquistare alcune condizioni di fondo.

  1. Per ottenere dei risultati con questo procedimento di dinamica mentale che abbiamo chiamato  psicoincisione, è necessario desiderare e operare molto seriamente per il loro ottenimento. Bisogna imparare a pensare che e' nelle nostre possibilità ottenere ciò che desideriamo. Chi prega con profonda fede, quando chiede la grazia al suo Dio, lo fa nella profonda convinzione di poter ricevere. Il credo, in dinamica, è definito come il potere di percezione e consapevolezza della mente che, quando e'  unito al potere di immaginazione, modella la sostanza a livello oggettivo reale. Credere, in dinamica equivale a vedere. Pertanto migliora e rende efficace la visualizzazione che fa da base al processo della psicoincisione appena citato. Abbiamo già detto che i pensieri cambiano la chimica del cervello, il quale -a sua volta- causa mutazioni a livello oggettivo-reale.
  2. E’ altresì necessario un buon utilizzo dei fattori emozionali che influenzano normalmente il nostro comportamento. In dinamica questi fattori servono come veicolo per aumentare il grado di affettività  che noi nutriamo verso i risultati desiderati. L'emozione è come un motore aggiuntivo e i risultati  migliorano. Nella vita reale, nel bene e nel male, attraverso l'emozionale ci arrivano cariche energetiche che ci consentono prestazioni fuori dai nostri canoni di normalità. Basta immaginare una mamma che si scaglia su chiunque -a prescindere da valutazioni oggettive relative alla forza fisica- nell'intento di difendere i suoi bambini. I fattori emozionali, pertanto, aiutano la mente a sintonizzarsi ai suoi livelli più profondi.
  3. In parte già sottolineato, ma fondamentale da ribadire, l'impegno di sostituire la speranza con il desiderio. Si può morire sempre sperando senza aver ottenuto nulla. In dinamica, per poter psicoincidere con sufficiente efficacia, occorre "guardare" al risultato finale e "sentirlo" come già conquistato. Il percorso è : credere=vedere=visualizzare di aver già ricevuto.
  4. Molto importante è abituarsi a vedere il buono.                                           Ogni cosa, persona, fatto, ha una parte     buona.                                                                                                   A volte è molto nascosta, ma c’è; è la vecchia storia del rovescio della medaglia, del bicchiere mezzo pieno. In dinamica questo concetto supera il luogo comune e cresce in qualità. La modificazione che noi desideriamo deve prendere in esame lo stato delle cose così come sono. Partendo dai punti di forza già acquisiti però, nel rispetto di un principio economico di patrimonializzazione e valorizzazione dei beni esistenti che, in una sede come questa, non possiamo sicuramente trascurare.


In parole quanto mai povere, per ottenere il massimo in dinamica mentale, occorre che vi avviciniate a questa disciplina seriamente intenzionati a decondizionare e regolare la vostra vita. Occorre che abbiate iniziato a vedere, a immaginare voi stessi come desiderate essere nel futuro. Occorre che il vostro impegno quotidiano sia di conquistare, difendere e conservare un ragionevole grado di positività.

Ricordate
tutto quanto la mente può concepire
il corpo lo può realizzare in modo semplice e naturale

Franco Marmello

Membro AIF Associazione Italiana Formatori, Responsabile Italia “Bottega del Cambiamento”, Giornalista, scrittore. Il progetto bottega si rivolge all'Uomo Nuovo in Azienda: una risorsa consapevole della complessità organizzativa provocata dal fenomeno del cambiamento, consapevole di dover crescere in modo meno empirico rispetto al passato, sia sul piano professionale che sul piano umano.


www.bottegadelcambiamento.it


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