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Un uomo autentico con una lanterna, si aggirava per le vie che conducevano all’Agorà di Atene, tante le persone intorno a lui su quella collina si affaccendavano discutendo e spesso interpellandolo gli chiedevano, Amico cosa cerchi? La risposta era Cerco l’Uomo.

 

Le persone ci insegnano la lingua latina, sono maschere articolate fra loro, ma solo maschere che da teatranti recitano a soggetto; nemm’anco capaci di affermare come dice la Donna della Canzone “Metto ‘a coppa a chi vogl’io”; l’uomo cercato è il Vir, l’essere la cui virtù è il proprio bene, spinozianamente parlando Vir è Catone Uticense che per non accettare Cesare, si uccide. Non come Bruto e i suoi amici congiurati che infoiati da una certa idea di Res Publica uccidono alle Idi di Marzo Giulio Cesare, incapaci di gestire il dopo al punto che Marcantonio, come Shakespeare dimostra, dando pubblica lettura del testamento di Cesare, facendo sì che la piazza ripudiasse il patriziato cui Cesare aveva dato appuntamento a Filippi.

 

Eppure la plebe, scesa in piazza, aveva già dovuto vedere uccisi i due tribuni: i Gracchi figli di Cornelia degli Scipioni, e poi Caio Mario e Catilina, ridotti al Silenzio da Silla e Cicerone.

 

Eppure Silla da vero politico aveva protetto il giovane Cesare per rispetto della Madre Aurora, di cui aveva grande ammirazione e rispetto senza che ciò comportasse pulsioni sessuali.

 

L’antico Uomo di Atene si muove ancora con la sua lanterna quasi che sia anche lui sul “vascello fantasma”. Quando Gorbachev ritiratosi dalla sconfitta afgana da grandissimo politico disfece l’U.R.S.S., con il consenso inglese, al fine di evitare un riscatto in chiave islamica fondamentalista della stessa, salvaguardò i supremi interessi della Russia e comunque lasciando ai suoi epigoni la questione daghestana e cecena.

 

Come tutti i collassi di un impero, il riassetto non fu facile anche perché mancava un ceto intellettualmente preparato al ragione critica espressione dialettica del mondo sicuramente borghese figlio tuttavia, della dialettica di un’economia di mercato, non più fondata su un’economia pianificata per far fronte e indeterminati e indeterminabili esigenze collettive, nonostante gli sforzi del Gosplan.

 

Il passaggio del mercato è stato drammatico nella Federazione Russa, nei pasi C.I.S. – Commonwealth of Indipendent States e in tutti quei paesi di cui Dubcek aveva parlato nella sua breve Primavera di Praga; ma Praga aveva dalla Sua la gente pronta alla ragion pura e a quella critica.

 

Pur di sopravvivere, le persone si son dovute riadattare, senza scuola di Management, sopportando il senso di tutte le sconfitte umane e personali conseguenti. Venute meno le certezze è rimasta la musica, il ballo, la Chiesa Ortodossa, quella Uniate, nonché quella Cattolica di Giovanni Paolo e dei Salesiani della nuova teologia della liberazione.

 

Trascorso Eltsin, la Chiesa guardò all’Armata, quella che era entrata per prima a Berlino e aveva fisicamente vinto la Seconda Guerra Mondiale, sottraendo al contempo a Oriente, al Giappone, in poche ore o giorni, Shakalin e le Curili, così costringendo gli U.S.A. ad usare le bombe atomiche.

 

Intanto l’Occidente e l’Europa andavano facendo grandi promesse, viene creata la Banca Europea di ricostruzione e sviluppo, con sede a Londra che essendo presidente Attali, raggiunse il massimo d’impegno a favore della ricostruzione del mondo orientale in transizione dall’economia collettiva a quella di mercato, sfangando ogni tipo di miseria umana e materiale, facendo arrivare per la propria mensa aziendale pane fresco da Parigi ogni giorno e i dolci da Vienna, essendo l’uno e gli altri immangiabili se prodotti a Londra.

 

Non domi, ci accorgiamo che è tempo di esportare le nostre piazze, pardon, le nostre democrazie, quelle di cui parla Giulio Verne ne “Il giro del mondo in 80 giorni”, ragion per cui affidiamo ai siriani il compito di pacificare il Libano, quindi andiamo in Afghanistan, già paese libero e di elevate tradizioni civili e politiche, prima dei Taliban e dei Sovietici; poi lasciamo campo libero al Signor Saddam nostro alleato di fare a botte con la Persia, la cui rivoluzione voluta dal “Bazar” di Teheran mai abbiamo cercato di capire, tranne che il Vaticano.

 

Per un problema non definito di successione attesa, eliminiamo di fila i vertici di 3 Paesi, non confliggenti con Israele: Tunisia, Egitto e Libia, determinandone il collasso politico e economico oltre che sociale.

 

Ora, nonostante la notoria potenza delle varie forme mafiose colà esistenti e le difficoltà di vita della gente ucraina, si decide che l’Ucraina è strategica per l’Occidente, gli Stati Uniti da una parte e l’Unione Europea dall’altra, pur con interessi profondamente divergenti, ma che in funzione della supremazia ereditata dalla Seconda Guerra Mondiale, devono unificarsi nella visione del pensiero unico di stampo statunitense

 

La Russia non poteva procedere a salvaguardare i propri interessi che sono quelli di una borghesia europeizzata in formazione, fedele a una Chiesa che non ha mai separato i due soli (il politico e il religioso) e che deve dialogare con i suoi vicini islamici per costruire un mondo fondato su ipotesi di crescita comune, partendo dai bisogni della gente più povera al fine di evitare la crisi vera a suo tempo evitata per l’illuminata e positiva azione di Gorbachev.

 

L’Europa ha un modello da proporre quello Renano, abbia il coraggio di usarlo al proprio interno unificandosi realmente e politicamente e di proporlo all’esterno. Su tali basi Russia, Cina e Giappone, avvierebbero un sicuro processo di collaborazione per essere insieme in un mercato di 2,5 miliardi di persone avente alla sua base la necessità di perseguire attraverso la crescita comune, quanto è previsto dalla Costituzione americana, la felicità qui e subito, aldilà del PIL di turno.

 

 

 

 

 

Vincenzo Porcasi

Dottore commercialista e revisore dei conti; Professore presso l'Università telematica Niccolò Cusano, Roma; Componente della Commissione internazionalizzazione dell'Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Roma; Componente della Commissione Finanziaria di ICC Italia-Comitato Nazionale Italiano della International Chamber of Commerce, Parigi.
Laureato in Giurisprudenza e in Scienze Politiche, specializzato in questioni di internazionalizzazione di impresa, organizzazione aziendale, Marketing globale e territoriale. Autore di numerosi saggi monografici e articoli, commissionati, fra l’altro dal C.N.R.-Consiglio Nazionale delle Ricerche e dal Ministero del Lavoro. Incarichi di docenza con l’Università “LUISS”, con l’Università di Cassino, con l’Università di Urbino, con l’Università di Bologna, con la Sapienza di Roma, con l’Università di Trieste, e con quella di Palermo nonché dell’UNISU di Roma. Ispettore per il Ministero dello Sviluppo economico. Già GOA presso il Tribunale di Gorizia, nonché già Giudice Tributario presso la Commissione Regionale dell’Emilia Romagna.

 


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