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Leggo sempre più spesso post o commenti in cui si parla di “difesa della nostra cultura”, ovviamente contrapposta ad altre culture: è un modi di dire molto comune, ma spesso usato in contesti diversi o con accezioni diverse.

Per abitudine, e professione, ritengo che le parole siano molto importanti, quindi (non avendo, in questo momento, voglia di lavorare) passo un po’ di tempo a curiosare nell’Enciclopedia Treccani, che ritengo fonte autorevole per capire meglio.

Premetto, però, che questo scritto non ha valenza politica e che non voglio entrare nelle diatribe pro o contro l’immigrazione o pro o contro l’attuale governo. Ho opinioni, ovviamente, ma mi interessa di più comprendere.

L’enciclopedia Treccani definisce la cultura come: complesso delle istituzioni sociali, politiche ed economiche, delle attività artistiche e scientifiche, delle manifestazioni spirituali e religiose che caratterizzano la vita di una determinata società in un dato momento storico.

Chiarissimo, ma non chiarificatore.

In base a questa definizione, chi ha una religione diversa dalla mia, ha una coltura diversa. Prendo l’affermazione per valida, ma mi chiedo se la variabile è il Dio in cui credo, e quindi tutti i cristiani hanno la stessa cultura, o valgono le differenze. Non lo so. La definizione parla anche di manifestazioni spirituali: quindi chi ha un senso di spiritualità diverso dal mio ha un’altra cultura? E vale anche per mio marito o per i miei familiari?

Ho capito … che non capisco. E vado oltre.

Chi inneggia alla difesa della nostra cultura (chissà quale?!) viene spesso definito razzista.

E io cerco, sempre sulla Treccani, razzismo, trovando due definizioni.

Razzismo: Ideologia, teoria e prassi politica e sociale fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane biologicamente e storicamente «superiori», destinate al comando, e di altre «inferiori», destinate alla sottomissione, e intesa, con discriminazioni e persecuzioni contro di queste, e persino con il genocidio, a conservare la «purezza» e ad assicurare il predominio assoluto della pretesa razza superiore

Non mi basta: mi serve una definizione di razza. Vado alla Treccani!

razza Raggruppamento di individui che presentano un insieme di caratteri fisici ereditari comuni. Nel caso dell’uomo, tali caratteri si riferiscono a caratteristiche somatiche (colore della pelle, tipo di capelli, forma del viso, del naso, degli occhi ecc.), indipendentemente da nazionalità, lingua, costumi, ma il concetto di razza umana è considerato destituito di validità scientifica, dacché l’antropologia fisica e l’evoluzionismo hanno dimostrato che non esistono gruppi razziali fissi o discontinui.

Concordo sull’ultima parte (il concetto di razza umana è considerato destituito di validità scientifica) anche perché l’ho studiato anni fa, ma ciò che mi interessa è la prima parte.

E qui traggo alcune conclusioni.

Si può essere di razza diversa e avere la stessa cultura o appartenere alla stessa razza e avere culture diverse. Chi parla di difesa della cultura e non di difesa della razza non può essere definito razzista. Però se voglio difendere la mia cultura devo avere ben chiaro cosa comprende e rifiutare TUTTE le culture diverse dalla mia.

È un casino: se rifiuto i neri sono razzista, se rifiuto i musulmani no, ma automaticamente devo rifiutare anche gli ebrei e, forse, gli ortodossi e i protestanti. Con un pizzico di ironia, peggioro le cose e affermo che la mafia è tanto profondamente radicata in Italia (so per certo che alcuni locali della prestigiosa zona di Milano in cui abito sono in mano alla mafia o alla ‘ndrangheta) che devo considerarla parte integrante della cultura italiana. Non ci sto e quindi, in ogni caso, difendo solo alcune parti della mia cultura. 

Sempre la Treccani, però, offre una definizione aggiuntiva di razzismo:

più genericamente complesso di manifestazioni o atteggiamenti di intolleranza originati da profondi e radicati pregiudizî sociali ed espressi attraverso forme di disprezzo ed emarginazione nei confronti di individui o gruppi appartenenti a comunità etniche e culturali diverse, spesso ritenute inferiori

La mia confusione aumenta perché non solo in base a questa definizione l’attribuzione di razzismo verso chi si batte in difesa della nostra cultura è pienamente lecito, ma mi scopro profondamente razzista anch’io perché ho parecchi problemi, ad esempio, verso chi non usa il congiuntivo …

La mia confusione aumenta. Tutto ruota intorno al concetto di cultura, ma la cultura di un popolo è in costante evoluzione e la storia ha dimostrato che, globalmente, l’evoluzione delle culture è positivo.

Chi bruciava o crocifiggeva i cristiani, lo faceva in nome della difesa della propria cultura, e anche chi bruciava le streghe. Lo schiavismo ha fatto parte per secoli della cultura europea, come il lavoro minorile.

Forse è meglio smettere di parlare di cultura e cominciare a riconoscere, ciascuno per sé, chi o cosa siamo disposti ad accettare di quanto o di chi è diverso da noi, riconoscere che il diverso e il cambiamento fa un po’ paura e ammettere che ciascuno di noi ha almeno un pizzico di razzismo.

Tutto il resto non ha nulla a che vedere con la cultura: è politica, sociologia, gestione economica …

 

Carla Fiorentini

Laureata in CTF e iscritta all’Albo dei Farmacisti dal 1983, Carla Fiorentini per oltre vent’anni ha quasi portato avanti due vite parallele: la professione di dirigente d’azienda da una parte, la passione per la Comunicazione, la Psicodinamica e l’I Ching, dall’altra. Dal 2005 ha unito le due strade, aggiungendo il coaching e la PNL sistemica, alternando consulenze di management e marketing strategico in Italia e all’estero ad attività per il miglioramento della professionalità e della qualità di vita attraverso la comunicazione.

È manager di rete, associato Federmanager, coach, master in PNL sistemica, docente presso PNL Evolution, autrice de Il Farmacista che comunica,  blogger accanita, ed è ricca di sogni da realizzare. www.comunicazioneinfarmacia.it, www.ilmedicocomunica.it, www.chingecoaching.it, www.isalmoni.it


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