Archivio Riviste

 

Il cane sentendo il bisogno d'uscire,

porta al padrone guinzaglio e museruola

tanto... per farsi capire...

 

Per il cane educato, usar sempre quel tipo di vestimento

per poter uscire, era del tutto normale

l'avevan tutti e quindi senza dubbio di ripensamento,

 

Anche il padrone che a casa

se ne stava scialbo e trascurato

per uscire si vestiva ben agghindato...

 

Un giorno, il cane, vide un gatto girare per la strada

“che fai in strada senza vestimento?

Vatti a mettere guinzaglio e museruola

il tuo modo d'essere non è  un degno comportamento”


Il gatto s'inarca in una gobba e sfoga

la sua rabbia, drizzando anche la sua bella coda

“Ma va, stupido cane,..va alla malora,

lacchè e servitor de i tuoi padroni.

 

continua pure a guaire per mangiare

chiedi di metterti guinzaglio e museruola

anche per andar, tra gli altri, a passeggiare;

mi raccomando poi, scodinzola per farti coccolare.

 

Sei nato così, prigioniero delle regole dell' umana società

non puoi capire e nessuno di voi mai capirà

che io, gatto randagio, seppur pago alla vita

un prezzo assai più caro,

mantengo la mia intelligenza e la mia libertà

ma sono vivo – senza guinzaglio

e godo il piacere di fare tutto ciò che mi va.

Vai...vai povero cane, il padrone ti chiama

torna scodinzolando che lui ti coccolerà

tanto né tu ne lui potrete mai capire

cosa significhi la vera libertà

 

diego sivini
Author: diego sivini

Nato a Trieste, classe 1939. Una vita dinamica, vissuta nell’ambito delle relazioni commerciali e culturali internazionali, in modo particolare rivolte ai Paesi dell’Est Europa e del bacino Mediterraneo. Si è laureati recentemente -a 78 anni compiuti-  in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali (110/110). E’ stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica al tempo degli on. Pertini e Spadolini, del “Cuoricino d’oro” massima onorificenza della Associazione Amici del Cuore, nonché del Mercurio d’Oro e del Premio Trieste che Lavora.


Submit to FacebookSubmit to Google BookmarksSubmit to LinkedIn

Commenti   

 
0 #3 Laura Lambiase Profeta 2019-06-08 09:22
Era evidente il gioco ironico sugli stereotipi : cane conservatore, gatto rivoluzionario. Prigioniero- Libero e così via. E' evidente per me che si stia parlando di massimi sistemi giocando sulle differenze "animalesche". Mi sono sempre considerata una parte della natura e non padrona di essa.
Con il tempo mi sono appassionata a tutto il mondo animale e vegetale, come parte della mia grande"famiglia ". Posseggo un giardino che ho trasformato in un bosco...e a pochi passi da una metropolitana napoletana del centro antico è una gran scommessa. Ora soffro della mancanza di cani e gatti, ma ho merli cantatori e piccioni mangiatori che mi vengono a chiamare per il loro pasto, uno dei ltanti pasti, quaotidiani.
Mi augiro di leggerti ancora, dammi del tu per favore
come faccio io.
Ti ringrazio di cuore per il tuo apprezzamento nei confronti di ciò che scrivo.
Un carissimo saluto.
Citazione
 
 
0 #2 Diego 2019-06-07 13:16
Gentile Laura, mi ha fatto piacere poterla conoscere meglio attraverso le sue parole proprio perchè apprezzo i suoi scritti.
Cagnaro simpatizzante non solo dei gatti ma di tantissimi altri animali. Se facessimo maggiore appello al "fanciullino" potremmo capirli meglio e apprezzare anche quelli più "cattivi" Del resto è ciò che traspare dal suo scritto. Il gioco era: secondo voi io sono e voi siete cagnolino o gatto ?La statistica mi dà che su tredici risposte dieci persone che mi conoscono da tempo hanno risposto gatto, due hanno detto quasi gatto ed una cagnolino. > Leggere quelle righe solo in funzione dei due animali è molto riduttivo; leggerla come un discorso sul servilismo è si! Quindi il dialogo è tra un cagnolino viziato e superprotetto (da normative imposte) ed il gatto che si capisce bene sa di randagio e quindi libero; non certo gatto di casa disposto a rinunciare alla vita tranquilla in nome del godimento di una libertà di opinione e quindi anche di azione.
Citazione
 
 
0 #1 Laura Lambiase Profeta 2019-06-05 07:08
Non è stato mai "padrone" di un cane, evinco.
Siamo noi innamorati dei canidi ad essere loro servi.
Se vogliono uscire e noi abbiamo altro da fare, li sentiremo uggiolare davanti alla porta per ore. Nulla li attirerà altrove. Così se a loro non piace il pasto (croccanti o riso e carne che sia) rivolteranno la ciotola e ci guarderanno negli occhi con fermezza e disappunto. Portarli dal veterinario o dal "tolettatore" per farli lavare è una guerra intestina. Non salgono in macchina, non camminano già sapendo che quella non è una passeggiata ma il percorso per una visita odiatissima in tutti i casi.
Ho avuto anche una colonia di gatti e Gattuccio, gatto entrato nella mia vita proveniente non so da dove, mi si attaccava al collo per baciarmi e mi difendeva dalle gatte che avevano avuto i piccoli e che mi si avventavano contro per difenderli.
I gatti che crescono insieme ai cani e viceversa prendono tutti i difetti e i vezzi dell'altra specie.
E sono un miracolo di coesione e di "condivisione"
Ho giocato con lei, certo.
Io sono cagnara per elezione, ma gattara per simpatia. E provo una certa diffidenza per chi non ha mai vissuto con un animale in casa, o abbia amato guardare le rondini in cielo e le api sui fiori.
Grazie
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Archivio riviste precendenti al n80

la rivista nel suo vecchio formato in xhtml)