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manuale sottovoce per parlare con i nostri figli

e avere qualche probabilità di essere ascoltati

 

 

Cari amici, la svolta è presa.

Vi ho parlato per anni di mercato, di clienti e collaboratori: interlocutori importanti indubbiamente. Dal nostro successo sul lavoro dipendono molte cose nella vita, e non solo materiali, sul lavoro noi cerchiamo la riuscita economica e non soltanto. La chiusura di un contratto o una riunione efficace aumentano la nostra autostima, eccetera. Ma il tempo dedicato alla famiglia non è sicuramente meno importante, si tratta del riposo del guerriero. E come dice nonno Freud i nostri due palcoscenici per prendere gli applausi che sicuramente meritiamo sono il lavoro e la famiglia. Conoscere meglio i nostri figli diventa, pertanto, l’esercizio quotidiano che propongo ai fedeli lettori di Caos.

 

L’obiettivo del mio lavoro dedicato a genitori e figli è quello di cercare di capire insieme i differenti tipi di carattere delle nostre creature, per aiutarle a crescere. Parliamo di modalità efficaci che consentano a tutti noi che abbiamo a che fare con i giovani (figli o collaboratori in fondo é lo stesso) di  instaurare un rapporto utile per una migliore qualità della vita.

Chiunque desideri svolgere con soddisfazione il ruolo di genitore deve porsi l’obiettivo di essere/diventare: un buon osservatore, uno che sa ascoltare, un buon psicologo, un esperto di relazioni umane molto speciali. E’ importante per noi genitori saper affrontare il nostro compito con amore, ma anche con la massima professionalità. Dobbiamo convincerci che è importante per noi essere capaci di aver a che fare con l’individuo, con la persona che nostro figlio o nostra figlia sono e/o possono diventare.

Comincia il nostro viaggio dentro al magico e misterioso mondo dei nostri figli, cari genitori. Ma ricordatevi: quanto segue è solamente uno spunto per aiutarvi ad analizzare e capire meglio come dovete cercare di comunicare con loro; il buon senso e il vostro approccio individuale troveranno la strada giusta e naturale per portarvi alla riuscita di questo naturale ma difficilissimo compito. Troverete che molte delle soluzioni esaminate rappresentano delle buone regole per qualsiasi situazione di vita, anche al di fuori dall'ambito familiare.

Iniziamo con il riflettere come comportarci efficacemente con i figli timidi. Cominciamo a descriverli: i figli timidi ci appaiono un po’ vergognosi, imbarazzati e per nulla aggressivi. Quando è così ci rendiamo conto che i nostri cuccioli hanno difficoltà a prendere una decisione e che nell'intimo desiderano che noi genitori decidiamo per loro.

Al lavoro.

 

La prima mossa da fare è quella di dimostrare approvazione nei loro confronti, condividendo sinceramente il loro atteggiamento di prudenza nel programmare e pensare prima di prendere una decisione. A questo punto possiamo tentare di ottenere la loro partecipazione: dimostrando che siamo interessati a quanto ci stanno dicendo, cercando di farli partecipare a quanto diciamo, coinvolgendoli nel modo che la nostra fantasia e il nostro amore ci suggeriscono. Se ci chiedono un consiglio dobbiamo essere molto decisi nel fornirglielo. I figli timidi sono in difficoltà nel fare una scelta e se noi siamo insicuri nel consigliarli le cose non possono che peggiorare. Quando hanno deciso grazie al nostro consiglio aiutiamoli a convincersi di aver scelto bene, a prescindere dalle titubanze e dai dubbi che li hanno tormentati durante l’analisi delle varie alternative. Non facciamo pressioni, però: esponiamo chiaramente il nostro punto di vista, ascoltiamo attentamente i loro dubbi e le loro perplessità, non sfuggiamo alle loro obiezioni: essere sfuggenti o superficiali di fronte alle loro titubanze o fare eccessive pressioni crea soltanto ostilità e può compromettere il rapporto. Anche se fare pressioni a volte sblocca la situazione e induce i figli timidi a prendere finalmente una decisione, possono sentire poi questa decisione come una cosa non saggia. Rassicuriamoli, perché i figli timidi hanno bisogno di aiuto psicologico, in modo particolare dopo aver deciso.

Infine sforziamoci di essere tolleranti.

Nessuno è perfetto, nemmeno i nostri figli

Impariamo a sopportare la loro –a volte estenuante- timidezza che noi consideriamo un clamoroso handicap per la loro vita futura; non mostriamo troppo chiaramente il nostro dispiacere e la nostra delusione; impariamo a fare tutto questo con amore, in modo veramente disinteressato. Con i figli timidi ci vuole molta determinazione ma anche molto tatto.

Il viaggio è iniziato, cari genitori.

Al più presto parleremo dei figli diffidenti.

Buona vita!

                                                          

 

Franco Marmello

Membro AIF Associazione Italiana Formatori, Responsabile Italia “Bottega del Cambiamento”, Giornalista, scrittore. Il progetto bottega si rivolge all'Uomo Nuovo in Azienda: una risorsa consapevole della complessità organizzativa provocata dal fenomeno del cambiamento, consapevole di dover crescere in modo meno empirico rispetto al passato, sia sul piano professionale che sul piano umano.


www.bottegadelcambiamento.it


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