Caosmanagement n.82

Vivere verticalmente

I cambiamenti nell'ambito della tecnologia della comunicazione sono stati estremamente veloci negli ultimi 50 anni. E' un qualcosa che oramai sappiamo e ci viene ripetuto ogni qualvolta assistiamo ad un seminario, presentazione, etc. sulle nuove tecnologie.
Magari quello di cui non ci rendiamo conto è cosa tutto questo ha significato nell'ambito domestico, e per le nuove generazioni.

Fino a venti anni fa nelle case c'era un telefono fisso, di solito vicino alla entrata principale; per anni fu nero con un sistema di disco per fare il numero, il ricevitore non era leggerissimo, e squillava  sufficientemente forte per essere sentito in tutti gli ambienti. Per comodità, nelle case grandi, si metteva un duplex, ed in pratica  significava che qualcuno poteva tranquillamente seguire la telefonata insieme a chi parlava causando una gran quantità di equivoci, censura mascherata dei genitori e quanto altro.

Negli uffici esistevano i centralini telefonici, apparecchi abbastanza ingombranti e costosi, dunque solo le medio-grandi aziende potevano permetterselo. L'internazionalità di una azienda era caratterizzata dalla presenza del telex, o telescrivente.
 
Si è andato avanti così per una gran quantità di anni, senza che ci fosse nessun gran vero cambiamento.

Nella vita lavorativa il primo vero cambiamento è stato il salto dalla macchina da scrivere meccanica alla macchina da scrivere elettrica con tutto quello che significava. Niente più copie carbone da correggere con il bianchetto delle segretarie, perché la pallina ti faceva correggere sul posto (siamo passati senza renderci conto dal mondo Underwood, Olivetti, al mondo IBM).

Da lì al computer e dai calcolatori enormi ai computer da tavolo. Negli uffici mano a mano sono sparite le macchina da scrivere e sono apparsi i pc da tavolo,  i fax, le stampanti ad aghi, le stampanti termiche, fino ad arrivare alle stampanti dei giorni nostri a fogli singoli, tutto compreso che fanno fotocopie, scanner, fax, e tutto quanto.

E' cambiata la telefonia,  e ci siamo abituati ad avere ognuno di noi un nostro cellulare (qualcuno ne ha anche tre), con il quale parliamo, mandiamo messaggi, chattiamo, fotografiamo, facciamo video, registriamo, giochiamo, possiamo sapere dove siamo, dove vogliamo andare, farlo sapere agli altri e sapere dove sono gli altri con noi collegati.
Tutto questo per noi oggi è la normalità.
In molti a casa non hanno più il telefono fisso perché considerato inutile, e si aspetta una certa età (sempre più bassa) per regalare il cellulare al piccolo/a di casa.

I bambini imparano tranquillamente a cambiare con il telecomando, ad usare il cellulare di mamma e papà prima di noi, ad usare il tablet e il pc, a giocare col nintendo e fare tutto con molta disinvoltura e a non comprendere bene la comunicazione senza immagini, per la loro generazione un qualcosa di vitale e indispensabile. E fino qui, ci siamo tutti.

Non ti puoi sorprendere se una bimba di 5 anni guardando per la prima volta un ricevitore telefonico a disco, chieda alla sua mamma: e questo te lo mettevi in borsa?

Ora, andiamo più avanti ancora.



E pensiamo a Chiara, 4 anni e mezzo, figlia di genitori Italiani che per lavoro vivono a Dubai. E vivono al Burj Khalifa, che al momento attuale è il grattacielo più alto del mondo. Non si ricorda da quanto tempo ci vive, si sa che il tempo per i più piccoli è qualcosa di molto relativo. E Chiara, vive in verticale.


In che senso? Nel senso che la sua vita si svolge da un piano all'altro, spostandosi con gli ascensori dentro il primo grattacielo che dalla preistoria include un'area residenziale. La torre si trova in mezzo ad un lago artificiale che lo avvolge procurando delle viste incredibili.  La parte superiore dell'edificio contiene un punto di osservazione e un club privato.
Infatti, Burj Dubai dispone di sky lobby sui livelli 43, 76 e 123. Questi spazi offrono fitness e un centro benessere. Le lobby sui livelli 43 e 76 dispongono di una piscina e una sala ricreativa per i ricevimenti e altri eventi.


Chiara non lo sa, ma vive in una torre di 830 m di altezza, con 163 piani, che comprende una area alberghiera, un area commerciale/uffici, ed una area residenziale.  E' dotata di ristoranti, caffè, piscine, parchi, giardini, banche, uffici postali, insomma, tutto quello che si necessita per vivere.
E, come Chiara non conosce altro, le sembra normalissimo il fatto che non deve mai uscire da questa magnifica torre. Il tutto succede lì dentro, ossia, si muove in verticale, vive in verticale.
Non ha bisogno di mettere i suoi piedini per strada, infatti, non la portano mai perché non ne vedono il bisogno.

Abu Saif, uno dei tanti tecnici a carico della manutenzione vive anche lui verticalmente. Il suo vivere verticale è senz'altro diverso da quello di Chiara. Abu Saif, ha conosciuto per gran parte della sua vita il caldo torrido del deserto e cosa significa vivere senza area condizionata, dunque ora è felicissimo di spostarsi verticalmente per la torre, in mezzo a tutte le condotte interne, a constatare che l'acqua di condensa raccolta dal sistema A / C è pari a 20 piscine olimpioniche ogni anno e, a sua volta, utilizzata per l'abbellimento. La sua vita ormai è sicura, tecnologica, potremmo dire liscia e controllata e a lui va bene così.

Sarei felicissima di salire al top del Burj Khalifa e guardare il panorama mozzafiato, ma sono altrettanto contenta di vivere calpestando il marciapiede di casa mia ogni qualvolta esco da casa, anche se ogni tanto ci si può trovare con qualcosa al di sotto delle scarpe!
(Dicono che calpestare la merda porta fortuna, chi lo sa...)

 

 

 

Facts

  • Burj Dubai is the tallest man-made structure in the world, surpassing the KVLY-TV Tower in North Dakota as well as Warszawa Radio Mast, the previous tallest structure ever built.
  • The Burj Dubai had its name officially changed to Burj Khalifa during its grand opening in honor of the president of the U.A.E. H.H. Sheikh Khalifa bin Zayed al Nahyan.
  • Engineers working on the design considered installing triple-decker elevators, which would have been the first in the world. In fact, the realized building uses double-decker elevators.
  • The condensation water collected from the A/C system equals to 20 Olympic-sized swimming pools per year and in turn, used for landscaping.
  • Over 330,000 cubic meters of concrete and 31,400 metric tonnes of steel rebar was used at the completion of the tower.
  • The tower is situated on a man-made lake which is designed to wrap around the tower and to provide dramatic views of it.
  • The top of the building contains a public observation deck and a private club above that.
  • Burj Dubai features sky lobbies on levels 43, 76 and 123. These spaces offer fitness and spa facilities. The lobbies on levels 43 and 76 each have a swimming pool and a recreational room for receptions and other gatherings.
  • This is the first world's tallest building since prehistoric times to include residential space.
  • The cladding system is designed to withstand Dubai's extreme summer temperatures.
  • The exterior cladding is of reflective glazing with aluminium and textured stainless steel spandrel panels with vertical tubular fins of stainless steel.
  • A total of 45,000 cubic metres of concrete are used in the foundations with a weight in excess of 110,000 tonnes.
  • The building sits on a concrete and steel podium with 192 piles descending to a depth of more than 50 metres (164 feet).
  • The building was rotated 120 degrees to allow for less stress from the prevailing winds.
  • An observation deck will occupy the 124th floor.
  • The highest residential floor will be level 109.
  • "Burj" is Arabic for "Tower".
  • The design by Skidmore Owings & Merrill replaces a plan to reuse the design for Grollo Tower, which was proposed in Melbourne a few years earlier.
  • Burj Dubai became the world's tallest high-rise building on July 24, 2007, and the world's tallest self-supporting structure on September 12, 2007.
  • Designed by Adrian D. Smith, FAIA, RIBA Design Partner at Skidmore Owings & Merrill LLP.
  • Although the building's shape resembles the bundled tube concept of the Willis Tower, it is structurally very different and is technically not a tube structure.
  • A subtle reference to the onion domes of Islamic architecture can be found in the building's silhouette when looking up at the lobes from near the base.
  • The triple-lobed footprint of the building is based on an abstracted desert flower native to the region.
  • The maximum elevator speed is 600 m/min.

 

Marisol Barbara Herreros

Cilena di nascita nazionalizzata italiana, con più di 30 anni di esperienza in marketing, vendita e relazioni pubbliche (fatto anche la dogsitter a Londra, vissuto in una houseboat sul Tamigi e la receptionist di un grande albergo a Santiago, tra altre cose). Viaggiato un po', vissuto stabilmente in Santiago del Cile, Quito, Londra e Roma. Responsabile della Redazione di Caos Management. Direttore di GEManagement Ltd. Presidente Associazione Culturale Progetto Innesto.

 https://www.linkedin.com/in/barbaraherreros

 


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Commenti   

 
0 #4 Assunta 2013-11-30 19:01
Ciao Barbara.
Articolo affascinante e fotografie spettacolari.
Ma come Laura anch'io amo gli spazi aperti e non potrei mai vivere in quelle,pur magnifiche,torr i d'avorio.
E provo infinita pena per Chiara che non potrà provare l'emozione di sdraiarsi su di un prato,guardare le nuvole che corrono nel cielo,abbraccia re un albero.
Giocare imbrattandosi di terra,costruire capanne sui rami degli alberi o dentro a cespugli.
Tutto ciò il mio fortunato figlio da bambino l'ha vissuto e ancora oggi,da giovane adulto,lo ricorda.
Un abbraccio
Assunta
Citazione
 
 
0 #3 Laura Lambiase Profeta 2013-11-30 18:31
Sono d'accordo, è molto inquietante , quindi in un certo senso molto attraente.
Un luogo specialissimo, che hai raccontato con grande abilità, in un bell'articolo con splendide immagini.
Un posto che fa pensare più di ogni altra cosa ad un futuro post-atomico, ad un non- luogo in cui gli esseri umani saranno costretti ad abitare per la propria sopravvivenza.
Citazione
 
 
0 #2 Marisol Barbara Herreros 2013-11-30 16:27
Pensa che deve essere il sogno dei fotografi, dei paracadutisti, dei tecnologici, e anche dei pigri che possono trovare in un solo posto.
In ogni caso come opera urbana è incredibile e merita di essere conosciuta!
Citazione
 
 
0 #1 Laura Lambiase Profeta 2013-11-30 08:44
Carissima Barbara,
questo è l'icubo dei claustrofobici,
degli acrofobici, dei depressi.
Di tutte quelle persone che amano gli spazi aperti, ventosi ,assolati, nevosi, lunari ...
Insomma è il mio incubo personale.
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