Caosmanagement n.84

Un venerdì da pendolare tra Boston e New York

Treno locale Boston-Washington. Un venerdì. La storia è la stessa che si tratti di Stati Uniti o l'Italia: studenti che rientrano a casa per il fine settimana e pendolari vari, treno affollato, persone in piedi. Stanchezza e anticipazione. Ma le similitudini finiscono qui e si apre un divario non appena una voce al microfono invita a liberare i sedili da borse e pacchetti per far accomodare tutti. Poco dopo la partenza del treno, sopraggiunge il controllore che con uno scanner legge il biglietto che ho ricevuto per posta elettronica.


Mi accorgo che la batteria del telefono è quasi scarica. Nessun problema, c'è una presa accanto ogni sedile. Mi appresto a rilassarmi con la lettura del New York Times sul mio i-Pad, e mi sorge il dubbio che il treno non fermi a New Rochelle, ultima fermata prima di New York. Nessun problema. Vado sul menù impostazioni e trovo la connessione wifi dell'AmTrack, la compagnia ferroviaria. Vado quindi su internet e mi si apre automaticamente la pagina del treno su cui mi trovo con tanto di fermate e di cartina che mi informa in tempo reale dove ci troviamo. Il tutto gratuitamente, senza noiose registrazioni o costose sottoscrizioni. Ripeto, il treno è locale, l'equivalente di un nostro inter city e non di un più costoso Pendolino che qui si chiama Acela. Il biglietto di andata e ritorno è costato 142 dollari. Di solito costa meno ma siamo in un'ora di punta.

Abituata al passeggero tipo italiano che in treno passa tutto il tempo al telefono, mi sorprendo del silenzio che regna in una carrozza da tutto esaurito. Per me è già un sogno così, ma se avessi voluto, avrei potuto sedere nella "quiet car" ovvero la carrozza dove la luce è bassa, i cellulari sono silenziati e si può parlare sono in "library volume", come all'inizio ricordava la voce al microfono. Library volume: bisbiglii da biblioteca. Insomma, molto sottovoce.

Per ingannare il tempo - quattro ore sono lente a passare- decido di prendermi un tè, che trovo nella carrozza ristorante, allo stesso prezzo di un qualsiasi Starbucks. Nessuna maggiorazione. Niente prezzi pazzi da stazione Termini.


Guardo fuori dal finestrino e vedo gocce di pioggia sul vetro. Controllo le previsioni sulla pagina  AmTrack che avvisa di possibili nevicate nella notte. Torno al mio posto e cambio giacca con una più pesante che ho nella borsa: quando arriverò stasera a New York farà sicuramente freddo. Grazie AmTrack.

Laura del Vecchio

Due lauree, Giurisprudenza con tesi in Economia a Roma e Commercio Internazionale a Le Havre; due specializzazioni, in Economia dei mercati asiatici e in Comunicazione; due esperienze “in azienda” come export manager per Fiat Auto Japan e per Danone; due esperienze “di penna” al quotidiano economico “Nikkei” e all’ISESAO della Bocconi: un “saper scrivere e far di conto” che ha finito per trovare buon uso all’Istituto nazionale per il Commercio Estero. Nata il 13 settembre del 1968: da poco compiuti... due volte vent’anni.


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Commenti   

 
0 #1 ettore 2014-01-15 18:59
Tutto molto bello......pera ltro tutta questa perfezione un poco mi preoccupa sempre......mi chiedo quale sia l'altro lato della medaglia......
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