Dalla Redazione

N°88 Maggio 2014

Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Nella nostra rivista siete abituati a sentire parlare di intelligenza artificiale, nanotecnologia, robotica, nutraceutica, evoluzione biologica, utilizzo di internet, innovazione tecnologica, etc. etc. il che comporta una attenzione particolare al riconoscimento dello stato dell'arte in tante di queste aree che sono basilari per il nostro futuro.
Si parla naturalmente di lavoro, tema alquanto difficile al giorno di oggi specialmente per il nostro paese, sia per le elezioni europee sia per la disoccupazione. 
La soluzione ideale non esiste, e probabilmente possiamo solo aspirare a cercare le migliori combinazioni possibili di soluzioni, certe volte anche alternative, che risultino in una fattibilità economico sociale per far vivere gli uomini in condizioni migliori. Tra gli autori troviamo una convergenza sulla re-distribuzione della ricchezza.


Gli articoli di questo numero:

“Ritorno alle (ab)origini – La chiusura del cerchio” di Giuseppe Monti. Una personale ed interessante visione del lavoro nel mondo del futuro.

“La fine del lavoro” di Umberto Santucci. Partendo da Rifkin, Santucci si domanda: “quello che angoscia è la mancanza di lavoro o la mancanza di reddito?” La risposta è tanto acuta quanto la domanda. 

“Per creare lavoro: ricerca e sviluppo – non solo flessibilità e riforme” di Roberto Vacca. Secondo Vacca “Per creare  lavoro, dunque, ci vogliono: educazione e istruzione più diffuse e di migliore livello – ricerca scientifica - sviluppo industriale” e cita un interessantissimo documento  della Commissione Europea  “Innovation Union Scoreboard 2014”.

“Il lavoro cambia. E cambia pure la geografia politica dell'Europa” di Marisol Barbara Herreros.  Non solo la tecnologia sta cambiando il lavoro ma anche gli spostamenti geografici della popolazione alla ricerca di migliori condizioni di vita. Poste delle domande alla Prof.ssa Maria Paola Pagnini, Preside della Facoltà di Scienze Politiche e docente di Geografia Economica-Politica della UNICUSANO.

“Il mercato del lavoro del pubblico impiego. Dinamiche e responsabilità” di Luca Massacesi. Analisi che inizia dalla costatazione che “il personale presente nella pubblica amministrazione italiana sia il più vecchio del vecchio continente” alla conclusione “Viviamo in una transazione epocale che detta nuovi paradigmi fondamentali”. Ed altro ancora. 

“La riforma italiana del mercato del lavoro: un bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto” di Eugenio Campo. Le considerazioni di Campo si basano non solo sui numeri (Istat – Eurstat) ma anche sull'operato politico del governo Renzi, parlando di Jobs Act, Decreto Poletti con il suo punto di vista.

“Il Cambiamento del Lavoro nella transizione verso la Società della Conoscenza” di Paolo Manzelli esprime con  fermezza e convinzione la necessità di una “re-distribuzione sociale della ricchezza, cambiamenti che potenzialmente si traducono in una nuova concezione della funzione delle risorse umane nella futura società egualitaria e della condivisione del sapere”.

“L'America guarda all'Europa” di Laura del Vecchio. "In un momento in cui in Italia da più parti si invoca la liberalizzazione del mercato del lavoro e si imputa all'elevato costo del lavoro la rovina delle piccole aziende, è interessante notare come oltre oceano si stia invece guardando a soluzioni più vicine al garantismo europeo".

“El ejemplo chileno” di Samuel Jimenez Moraga parla della contraddizione di essere il Cile un paese visto anche dagli organismi internazionali come un esempio ma dove i suoi governanti hanno impiegato più di 25 anni per capire i costi delle riforme principalmente nell'ambito della educazione e della salute.

“Spazio Economico Pan-Europeo e  Unione Maghrebina Araba: qualche considerazione” di Vincenzo Porcasi. Uno sguardo storico/politico sul ruolo dell'Europa in un nuovo contesto geopolitico arrivando alla possibile "collaborazione con il Governo del Marocco per far acquisire anche educativamente i mezzi atti a consentire una dignitosa sopravvivenza, anche nell’area del Sahel, rimediata così la politica interventistica nel Corno d’Africa, nel Nord Africa, nel Medio Oriente, e, in Afganistan".

“The Peer Support Program”  di Valentina Tropiano. Una descrizione precisa del programma gestito dal UN Department for Safety and Security (UNDSS) e un invito agli “esterni” a partecipare numerosi.  


“Comunicare secondo natura -la comunicazione me to me (conosci te stesso)” di Franco Marmello. Questa volta  ci parla di “Esplorando i livelli più intimi della nostra mente” in forma seria, documentata e alla portata della comprensione di tutti, cosa non facile quando si tratta di questi argomenti.


“La mia ultima volta” di Laura Lambiase Profeta. Toccante e personale dichiarazione seguita da un leggero e divertente racconto scritto per Cosmopolitan nel 1992: Un amore di Pan.


“Considerazioni in merito alla registrazione all’estero di unità da diporto che stazionano in porti italiani. Pro e contro della bandiera belga” di Roberto Caldara. Parla di “Il vero e grande vantaggio di far sventolare bandiera straniera è quello di poter navigare in acque internazionali e questo è importante nell’era della globalizzazione”.

 

Buona lettura!

Marisol Barbara Herreros

Redazione di Caos Management

 

 

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