Caosmanagement n.84

L'America guarda all'Europa

Paul Krugman, economista da premio Nobel (2008), si complimenta nel suo blog con l'Europa per la creazione di posti di lavoro. In particolare si rallegra della Francia e si sorprende di come questa crescita del mercato del lavoro sia rimasta sommersa.

Fatti i dovuti distinguo tra Nord e Sud Europa, Krugman si sofferma a esaminare un fenomeno rimasto in ombra a causa delle alterne vicende dell'Euro, ma di certo importante specie in considerazione del dibattito in corso negli Stati Uniti circa salario minimo e tassazione del lavoro.

 

 

 

Secondo Krugman, nuovi posti di lavoro e benefici socio-assistenziali non sono in conflitto. La riprova sarebbero proprio i Paesi nord-europei in cui la protezione dei lavoratori è a livelli inimmaginabili negli Stati Uniti. In un momento in cui in Italia da più parti si invoca la liberalizzazione del mercato del lavoro e si imputa all'elevato costo del lavoro la rovina delle piccole aziende, è interessante notare come oltre oceano si stia invece guardando a soluzioni più vicine al garantismo europeo.

I dati parlano: la fascia di età 25-54 anni soffre negli Stati Uniti livelli di disoccupazione più alti che in Francia. Naturalmente, non è sempre stato così: negli anni '90 i sussidi di disoccupazione francesi erano un deterrente per trovare lavoro. Il mercato era fermo.

Ma le cose sono cambiate e nel cuore della controversa questione dei sussidi alla disoccupazione di lunga durata aboliti dal Congresso o dell'assistenza medica obbligatoria imposta dall'amministrazione Obama e ferocemente combattuta dai Repubblicani, l'America guarda incredula e ammirata all'Europa per i successi di Francia e Germania. Un monito per l'Italia che sogna l'America.

 

  • La foto è del giorno che hanno firmato il "The Tax Relief, Unemployment Insurance Reauthorization, and Job Creation Act of 2010"

 

Laura del Vecchio

Due lauree, Giurisprudenza con tesi in Economia a Roma e Commercio Internazionale a Le Havre; due specializzazioni, in Economia dei mercati asiatici e in Comunicazione; due esperienze “in azienda” come export manager per Fiat Auto Japan e per Danone; due esperienze “di penna” al quotidiano economico “Nikkei” e all’ISESAO della Bocconi: un “saper scrivere e far di conto” che ha finito per trovare buon uso all’Istituto nazionale per il Commercio Estero. Nata il 13 settembre del 1968: da poco compiuti... due volte vent’anni.


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