Il compositore barocco Antonio Caldara

...ed il suo erede moderno.


Sono appassionato di musica da sempre, scrivo canzoni, suono chitarra e pianoforte; canto. Fino all’estate del 1997, non mi sono posto domande sull’origine di queste mie predisposizioni naturali, ma - durante un viaggio in Australia -  ho casualmente scoperto di avere un antenato che è stato un importante compositore del periodo barocco. In quell’estate del ’97 frequentai -per circa un mese- la Camden High School (Camden è una cittadina che si trova a circa 60 km da Sidney) e, quando sono arrivato in aula per la prima lezione di musica, il professore mi chiese: “What’s your name?”;  io, naturalmente, risposi: “Roberto Caldara” e lui: “Oh, Caldara, like the composer”. In un primo momento, ho pensato che stesse scherzando per mettermi a mio agio in un ambiente per me nuovo ma, finita la lezione, andai in biblioteca per cercare notizie su Caldara; la mia sorpresa fu grande quando lessi alcune pagine dell’enciclopedia della musica che raccontavano la vita ed i successi musicali di Antonio Caldara.
Ricordo che, nel corso di una telefonata con l’Italia, chiesi a mio padre se avesse notizia del nostro antenato barocco e lui mi confermò che non si trattava di un caso di omonimia, ma che era nel nostro albero genealogico. Da quel momento, ho sentito il desiderio di conoscere la musica di Caldara e, durante il mio soggiorno londinese nell’estate del ’98, ho comprato molti compact disc.
Nell’Italia contemporanea, Antonio Caldara è conosciuto soltanto da una ristretta elite di intenditori, ma <<è una delle glorie del Settecento musicale italiano>(1). Nacque a Venezia nel 1670 dove si distinse come cantore contralto della basilica di San Marco, violinista e violoncellista. Sempre a Venezia esordì come compositore d’opera nel 1689. Fra il 1701 ed il 1708 ricoprì vari incarichi di “maestro di cappella” dapprima a Mantova al servizio di Ferdinando Carlo (ultimo duca della dinastia Gonzaga-Nevers) e poi a Barcellona dove l’arciduca Carlo aveva dato vita ad un vero riconoscimento delle arti. <<In Spagna venne nominato “Compositore di Camera” del Sovrano Carlo III, futuro imperatore Carlo IV>>(2).
<<La musica e lo stile di Caldara sono una vera e propria sintesi delle principali tendenze delle scuole italiane dell’epoca: il dotto madrigalismo veneziano, l’appassionato melodismo napoletano e l’ottimo strumentalismo bolognese. La sua produzione fu estremamente fertile tanto da raggiungere i tremilaquattrocento titoli fra melodrammi, opere buffe, musica sacra e da camera.
Egli fu innanzi tutto e soprattutto un compositore che conosceva benissimo le possibilità e i mezzi della voce umana, con un’evidente genialità nel cogliere le più piccole sfumature del testo letterario >>(3).
A Roma, Caldara rilevò nel 1709 le funzioni già ricoperte da Handel al servizio dei principi Ruspoli;  mantenne questo ruolo fino al 1716.
Il 7 maggio 1711 Caldara sposò il contralto Caterina Petrolli e <<può essere suggestivo ipotizzare che la cantata “Medea in Corinto”, pervenutaci in una tarda copia manoscritta conservata presso la Bibliothèque Nationale di Parigi, possa essere stata composta per lei>>(4). Fra le tante opere di Caldara, merita menzione il “Giuoco del quadriglio”. <<Composto nel 1734, il gioco del quadriglio è in realtà una cantata a quattro soprani strutturata come un intermezzo manieristico del Seicento, in cui l’importanza del testo letterario va quasi a scomparire a favore della splendida ricchezza delle parti vocali. Questo graziosissimo lavoro fu commissionato a Caldara dall’imperatrice Elisabetta Cristina d’Austria in occasione di una rappresentazione presso la Corte imperiale. L’esecuzione ebbe un cast d’eccezione: l’arciduchessa Maria Teresa d’Austria nella parte di Clarice e sua sorella Maria Anna in quella di Livia>>(5).
Morì il 27 dicembre del 1736 avendo composto moltissime opere. Coevo di Vivaldi, Caldara  è sempre stato apprezzato dalla critica. Paolo Isotta ha scritto che <<Il Magnificat in Sol minore è una delle migliori opere sacre di Vivaldi, ma letteralmente scompare di fronte allo Stabat Mater nello stesso tono di Antonio Caldara>>(6). Cantore contralto, violinista, violoncellista ed eclettico compositore al servizio delle più importanti corti d’Europa; questo è stato il mio antenato Antonio Caldara.
A me piace pensare che – per il noto salto generazionale dei geni ereditari – la mia predisposizione musicale ed il mio orecchio assoluto derivino da lui e che, pertanto , io abbia la musica che scorre nelle vene. Da ciò deriverebbero anche la mia capacità naturale di suonare senza aver preso lezioni e la semplicità con cui ho composto melodie di vario genere, spaziando dal pop al classico.

(1) Paolo Isotta, Caldara genio da riscoprire, in Corriere della Sera, 24 ottobre 2004.

(2) Scheda biografica di Adriano Sebastiani, Antonio Caldara (1670 – 1736). Il Giuoco del quadriglio.

(3) Ivi.

(4) Scheda biografica di Carlo Vitali, Antonio Caldara: Cantate per contralto solo, Sonate a tre.

(5) Sebastiani cit.

(6) Isotta cit.

 

 

Roberto Caldara

Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Roma Tor Vergata. Iscritto all'Ordine Avvocati di Roma nella Sezione Speciale Avvocati Stabiliti, ai sensi del D.LGS. 96/2001. Componente del Progetto Cultura e Spettacolo dell'Ordine Avvocati di Roma e Componente del Progetto Giovani Avvocati dell'Ordine di Roma. Già cultore della materia in Diritto del Commercio Internazionale, Facoltà di Scienze Politiche, Università degli Studi Niccolò Cusano. Ha collaborato con riviste di cultura e ampia divulgazione. Il sito web è www.robertocaldara.com


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