IL RUOLO DI INTERNET NEI PVS: IL FENOMENO
DEI TELECENTER
Nei
PVS il “divario digitale” è
solo un altro sintomo della forbice economica-sociale
tra i ricchi e i poveri del pianeta.
Nelle comunità più svantaggiate,
e quindi soprattutto nei PVS l’accesso
alle nuove tecnologie è una nuova risorsa
che genera impiego e migliora la vita di tutti
i giorni.
Se nei “Paesi sviluppati” internet
è un complemento agli altri mezzi di
telecomunicazione, come per esempio il telegrafo,
la posta, fax e il telefono, nei PVS fornisce
nuove possibilità di comunicazione e
di accesso alle informazioni.
Molti si domandano come può l’accesso
all’ICT cambiare le molteplici priorità
che i PVS si trovano ad affrontare, come la
mancanza ci cibo, acqua, problemi sanitari,
siccità e mancanza di tante altre cose…!
È proprio la natura di internet, che,
viene definita da Richardson come ”the
first comunication toll that allows every users
to be e sender, reciver, narrowcaster and brodcaster
in a global spere” a suggerire che
questo può essere un efficace mezzo che
consente di attuare un meccanismo di sviluppo
per queste comunità.
La connessione che tutti conosciamo, implica
di avere un telefono fisso a casa, comprare
hardware e software e di pagare il canone mensile
del telefono e della connessione. La maggior
parte della popolazione mondiale, però
non ha la possibilità e le risorse per
affrontare tutto questo.
Con queste difficoltà, l’unico
tipo di accesso che sembra dare alla massa la
possibilità di connettersi è l’accesso
collettivo, e proprio da qui nasce il fenomeno
dei telecenter.
I telecenter sono una della più
rapide applicazioni per la crescita dell’ICT
nei PVS, offrendo una vasta gamma di servizi
a più utilizzatori e a basso costo.
Ma che cos’è un telecenter?
Il telecenter è un luogo fisico
che provvede all’accesso dell’ICT
per lo sviluppo dell’istruzione, dell’ambito
sociale ed economico. Rappresenta una facilitazione
in cui l’ICT è resa disponibile
a persone che potrebbero avere scarse o nulle
opportunità di usare o di imparare ad
usare queste tecnologie.
I telecenter non sono un semplice centro tecnologico
ma un vero e proprio laboratorio in cui viene
facilitata la creazione e l’incontro delle
idee, promuovendo così l’economia
locale e fornendo una visione di sviluppo alla
popolazione.
Anche la composizione fisica e strutturale dei
telecenter è molto varia. I modelli più
comuni sono dei chioschi, scuole di computer
o laboratori, alcuni possono essere mobili e
altri possono essere gestiti da varie comunità.
Viene per questo usata una classificazione suddivisa
in tre categorie: comunity telecenter, multipurpose
telecenter e mobile telecenter.
I Comunity telecenter utilizzano
l’ICT per offrire una varietà di
attività legate alla vita della comunità.
Il loro scopo è quello di offrire servizi
base legati all’informazione che permettano
di avere risultati di uno sviluppo sostenibile
della comunità.
La maggior parte dei telecenter, però,
rientra nella categoria dei multipurpose
telecenter. Di solito offrono una vasta
gamma di servizi e supporti, inclusi anche servizi
non legati all’ICT, al fine di poter rispondere
ai bisogni più essenziali della comunità.
In molte aree, in cui, accessi permanenti ad
internet non sono possibili per il loro grado
di sviluppo, l’accesso alla tecnologia
è fornito tramite Mobile telecenter
al fine di portare alle comunità rurali
e analfabete i benefici di internet anche in
quei villaggi che non hanno una rete elettrica.
Molte volte vengono utilizzati dei pullman con
computer, e materiale audio e video.
Nonostante la loro diversa configurazione i
telecenter hanno tutti un aspetto in comune:
usano ITC per offrire una gamma di servizi
attraverso modelli condivisi di accesso. Il
miglioramento della comunità resta lo
scopo centrale.
Definiti quindi come luoghi per l’accesso
collettivo alla rete, i telecenter sono cresciuti
rapidamente nei PVS gestititi soprattutto da
tre tipi di soggetti:
- governi;
- organizzazioni non governative;
- settore privato;

Come mostrato dal grafico1,
la maggior parte appartiene alla categoria dei
no-profit.