Tempo di lettura: un po’ meno di 7 minuti

Settembre è il mese delle promesse, inizio di nuovi progetti e conferma di quelli già in corso, dell’avviamento della educazione dei bambini e dell’entrata degli adolescenti in una scuola più impegnativa e Paolo Mottana nel suo bell’articolo augura agli studenti «una scuola di abbondanza e di profusione, di generosità e di espansione, di maestri accesi, di insegnanti pieni di sale e di fuoco, di guide prodighe di avventura perché sono ancora anch’esse nell’avventura della “gnosi”, – la conoscenza partecipativa che non scinde i sensi e non separa la luce dal mistero -, e dei suoi molteplici percorsi aerei e sotterranei».

Gli stessi giovani che un domani faranno parte del mercato del lavoro del nostro paese e dell’UE, un mercato italiano contraddittorio e sotto certi aspetti diverso da quello da noi conosciuto secondo come lo descrive Paolo Iacci con cifre alla mano, facendoci scoprire anche la categoria degli inattivi (32,6%) ossia di chi non lavora né cerca lavoro.

Luca Massacesi ci porta per mano nel mondo reale, e ci parla di “plutomania” e di come questa si manifesta nella governance democratica e nelle relazioni internazionali come un sistema in cui, nonostante un’apparente struttura democratica, la produzione legislativa e le decisioni politiche sono insistentemente orientate a favore dei ricchi, a scapito del benessere del ceto medio e dei ceti più poveri.

Cambia anche e velocemente l’azienda e Antonio Angioni ci parla di hybrid model, un modello di azienda più faticoso ma che valorizza le persone e per questo più impegnativo e che spiega la malcelata ritrosia che spesso abbiamo avvertito nelle realtà nelle quali operiamo, senza dimenticare l’impatto crescente determinato dall’utilizzo dell’IA generativa e le implicazioni in termini di organizzazione del lavoro.

Entriamo direttamente nell’abbondanza digitale di contenuti multimediali che si possono consultare, scaricare, condividere in modo quasi del tutto gratuito, e siamo costretti a porci una domanda fondamentale: la cultura prospera grazie alla libertà e alla condivisione, o ha bisogno di protezioni e vincoli? Umberto Santucci considera questo conflitto tra due modelli culturali, uno fondato sulla gratuità e il libero scambio e l’altro sulla proprietà e la monetizzazione, il vero dilemma del nostro tempo, e ci consiglia consapevolezza e prevenzione nell’ambito della normativa sul diritto d’autore digitale.

A sua volta Patrizia Musso già dal titolo del suo articolo La trasformazione del punto vendita: da luogo esperienziale a “terzo spazio” fino a “retail media network”” con intervento di Elisabetta Sala, Direttrice Retail in Catalina Marketing Italia ci fa capire dei cambiamenti subiti dal originale punto vendita degli anni ‘90 al giorno di oggi dove si arriva a considerarlo un vero e proprio “media” di comunicazione. Possono essere buttati al macero i soliti manuali di marketing!

Siamo grati a Antonio D’Antonio per la sua costanza, chiarezza e meticolosità e pubblichiamo volentieri il suo contributo che finisce un percorso sulla “Scienza dell’organizzazione in 10 punti”, iniziato a Novembre 2024 che volevano essere, e lo sono, per quanto possibile, tappe significative nell’evoluzione del pensiero organizzativo.

Le aziende hanno bisogno di essere seguite e sappiamo bene quanti consulenti e formatori ci sono in giro, speriamo di non incontrare quelli ai quali si riferisce Massimo Ferrario, quelli insomma che fanno la disperata caccia alla commessa, unita a una certa postura psicologica da sempre diffusa nella cultura italiana (e non solo di impresa o consulenziale), e che produce spesso il ‘peggior consulente’.

Luigi Campanella parla di scienza e ambiente per darci l’allarme e la preoccupazione che dovrebbe essere anche nostra. La scienza deve fare la sua parte su due fronti: man mano che composti sconosciuti compaiono focalizzare su di essi l’attenzione con l’approccio della massima prevenzione rispetto a salute ed ambiente, il nostro special detector, il corpo umano.

“L’esercito delle vedove grigie” analizza il perché negli ultimi anni si è venuto formando questo esercito di vedove grigie che possiamo trovare al supermercato, nelle ferie, nelle domeniche mattina, nelle pizzerie dove si trova una famiglia riunita a mangiare! Marisol Barbara Herreros dichiara questo sia un accorato appello leggero ed un po’ ironico, per invitare tutte le donne grigie ad entrare nel mondo del colore!

Giuliana Guazzaroni presenta un intervento corredato da video sul “Ruolo delle Emozioni nell’Esperienza Artistica e Museale” enfatizando il fatto che l’atto visivo non è una registrazione passiva, ma una costruzione attiva che implica processi di elaborazione e analisi.

Il Circolo Navigli Artisti e Patriottica è vivo, pronto a trasformare ogni sguardo in uno spunto di comunità e ogni risata in un progetto condiviso. Rappresenta un unicum nel panorama culturale milanese, sintesi di continuità storica e innovazione sociale. È una vera e propria “perla rara”, autore Adelio Schieroni, un esempio di come le istituzioni culturali possano attraversare i secoli, mantenendo la propria identità e contribuendo attivamente alla costruzione di una polis vibrante, promuovendo la convivialità attraverso il dialogo inclusivo e perseguendo il bene comune tramite iniziative culturali, sociali e artistiche.

Nella rubrica “inpocheparole” il nostro Massimo Ferrario ci racconta e commenta come Milton H. Erikson in “Perché porti quel bastone?” fa un inno ai bambini e alla loro capacità di ‘vedere’: noi adulti, se ‘guardiamo’ (ma talvolta neppure ‘guardiamo’ perché, da saputelli, pensiamo di ‘avere già visto’), ancora fatichiamo a comprendere la differenza fondamentale tra ‘guardare’ e ‘vedere’.

Simone Corami presentando NORMAL PEOPLE, è categorico: assolutamente da vedere se si vuol provare a capire i giovani. Arrivata in Italia nel 2020 su StarzPlay e oggi disponibile in esclusiva su RaiPlay, Normal People (2020) non è una semplice serie TV: è un evento culturale. Tratta dall’omonimo bestseller di Sally Rooney (oltre 1 milione di copie vendute).

Walter Zanuzzi ci augura una buona ripresa ricordandoci che è difficile pensare di cambiare il mondo ma certamente possiamo cambiare qualcosa nelle nostre abitudini quotidiane così come possiamo cambiare qualcosa nel nostro stile di vita. Piccole modifiche in tal senso possono far migliorare molto il benessere complessivo nostro e delle persone che ci sono vicino.

Buona ripresa!

Marisol Barbara Herreros
Direttore 

Per approfondire o commentare questi articoli o inviare segnalazioni scrivete redazione@caosmanagement.it 

ELENCO DEI PODCAST DI CAOS MANAGEMENT DA ASCOLTARE SU SPOTIFY, CLICCA QUI. 

 

 

Il podcast che potete ascoltare, è elaborato dalla IA Notebook LM, costruito a partire dalla scrittura originale del suo autore umano. Lo consideriamo un complemento, non è una replica, è un’interpretazione!