Ho scoperto il segreto dell’immortalità di Roma.
Di Roma si parla spesso. I cittadini di tutto il mondo come di una città che vorrebbero visitare almeno una volta nella vita in quanto centro della cristianità, ma anche in quanto rappresenta l’80% del patrimonio monumentale mondiale. Venire a Roma significa, a buona ragione, immergersi nella storia e tutti ne sono consapevoli ed interessati. Se poi aggiungiamo anche l’arte culinaria a quella rappresentata dai monumenti e dalle mostre il menu è completo.
I residenti a Roma ne parlano in maniera diversa. Chi vive in questa città, spesso pur amandola, si trova a convivere con i suoi atavici problemi: traffico, sporcizia, decoro, trasporti e servizi pubblici.
Eppure Roma è sempre se stessa. Alcuni dicono che vive di luce propria, in quanto gli amministratori pubblici che si sono susseguiti, in questi ultimi decenni, non hanno fatto altro che peggiorare la situazione della vivibilità. Eppure i turisti continuano a venire ed i romani continuano a restare. In genere quando una situazione peggiora, quando un ambiente non è più confortevole, quando un territorio diventa ostile i residenti migrano ed i turisti cambiano itinerari. A Roma non è accaduto questo, nonostante i suoi difetti, nonostante la atavica mancanza di servizi adeguati al suo status di Capitale d’Italia e centro mondiale del cristianesimo.
Perché?
Per quanto riguarda i turisti vale su tutto probabilmente il suo essere unica, come Venezia per esempio. Sono città che non si possono sostituire e quindi si, vivono di luce propria, e per questo sono eterne anche da un punto di vista turistico. Poi i flussi possono oscillare in funzione dell’accoglienza, delle strutture ricettive, dell’organizzazione, della qualità dei servizi pubblici.
Per quanto riguarda i romani occorre fare una introspezione sul carattere dei romani, sul loro Dna che ci spiega anche molte altre cose che accadono o non accadono in questa città.
La romanità è da sempre la stessa. Dai tempi degli antichi Romani. Dai tempi di Cesare Augusto. I romani sono tolleranti, indolenti, impermeabili, generosi ma anche pigri, insofferenti e volubili. Questi tratti hanno fatto la loro disgrazia ma anche la loro fortuna.
La loro disgrazia perché se sono costretti a vivere in una città sporca, dove le auto parcheggiano in seconda, terza e quarta fila, dove non si rispettano mai le code, le precedenze o le priorità, dove per ottenere qualcosa in un pubblico servizio si agisce solo per raccomandazione, dipende, in buona sostanza, dalle caratteristiche del loro essere.
La loro fortuna perché la loro indolenza e la loro impermeabilità ne hanno tutto sommato fatto sempre una città inclusiva, dove chiunque sia arrivato e da qualunque paese del mondo si è integrato presto e naturalmente, grazie al carattere bonario dei suoi cittadini. La loro fortuna perché si la città è sporca e lo era anche ai tempi degli antichi romani, lo è sempre stata e non hanno mai fatto una rivoluzione per questo, quindi ci convivono. La loro fortuna perché ogni avversità gli scivola addosso e questa loro impermeabilità ne ha sancito l’eternità.
Ecco il segreto più intimo e profondo di Roma è questo: l’impermeabilità. Qualunque cosa succeda Roma ed i romani con i loro pregi ed i loro difetti sono sempre qui. I tifosi della AS Roma ne sono un esempio eclatante: comunque vada la squadra, qualunque sia il punteggio in campionato, chiunque sia l’allenatore o il proprietario, lo stadio è sempre pieno e i tifosi vanno a vedere la squadra, indipendentemente dai risultati, a prescindere dai risultati: sono impermeabili alle vicende terrene.
Qui viene fuori anche la natura intima, religiosa del romano. Non è un fatto di credere o di non credere, di essere praticanti o meno, di seguire le indicazioni della Chiesa o no. E’ un fatto intimo, di Dna. Roma è il centro della Cristianità da sempre, il Cupolone è qui da sempre, e Roma ed i romani saranno sempre qui. In duemila anni ne è passata di acqua sotto i ponti: guerre, terremoti, carestie, invasioni, migrazioni. Roma ed i romani sono sempre gli stessi e sono sempre qui.
Ecco l’immortalità di Roma!
A coloro che sperano in profondi cambiamenti dico: non illudetevi troppo. Roma è sempre la stessa e la sua immortalità è anche la sua immutabilità.
Roma si ama, non si giudica!