La citazione di Ágnes Heller: ALLA PERSONA BUONA IGNOTA
Le persone buone sono spesso invisibili, solitamente rimangono nell’ombra. Non si conoscono i loro nomi. Una volta ho suggerito di erigere un monumento in onore delle persone oneste, ma ignote. Ci sono tanti monumenti per il milite ignoto, ma nessuno per la persona buona ignota. Nella mia vita sono esistite persone di questo genere, potrei raccontare moltissime storie su di loro. Fanno cose semplici. Mio padre ad esempio è stato deportato ad Auschwitz e durante la deportazione ha gettato fuori dal treno un bigliettino con su scritta qualche riga per noi e l’indirizzo di casa. Il biglietto ci è arrivato. Quindi qualcuno l’ha sollevato da terra, ha comprato una busta, l’ha infilato dentro, ci ha incollato su un francobollo e ha spedito la lettera. Questa è una persona buona. Perché l’ha fatto? Chi l’ha ringraziato? Nessuno avrebbe scoperto che era stato lui a farlo. Anche il soldato tedesco che ai tempi salvò la nostra casa non aveva nessuno che lo vedesse. Io gli ho rivolto la parola e lui è stato subito disponibile: una persona buona. A cosa gli sarebbe servito aiutare questi poveri ebrei? Assolutamente a nulla. Era solo una persona buona. Nel corso della mia vita ho notato spesso che le persone buone rimangono ignote. Non sono eroi, non portano a compimento alcuna impresa eroica. Si tratta di piccoli gesti, ma sono questi piccoli gesti che rendono la vita degna di essere vissuta.

*** ÁGNES HELLER, 1929-2019, filosofa e saggista ungherese, Freiheit ist für mich der höchste Wert, intervista di Malte Dreyer, in ‘Deutsche Zeitschrift fur Philosophie’, 4, 2013, pp. 593-603, ora in Solo se sono libera, Castelvecchi, edizione digitale 2017, traduzione dal tedesco di Elisabeth Zoja, pos. 2503. Ágnes Heller è stata la massima esponente della ‘Scuola di Budapest’, corrente filosofica del marxismo, parte del cosiddetto “dissenso dei paesi dell’est europeo”, prima del crollo definitivo dei regimi dell’est europeo. Ha pubblicato oltre una ventina di saggi.
EROI SENZA VOLERLO E SENZA SAPERLO (mf)
Queste parole di una quindicina d’anni fa di Agnes Heller mi sembrano quanto mai cruciali e ogni giorno che passa, soprattutto, attuali. Non si tratta di essere ottimisti. Io, almeno, resto affezionato al mio atteggiamento fondamentalmente realista. E se si è realisti, non si può non vedere la valanga di negatività che, secondo lo spirito del tempo, questo tempo ci butta addosso: tra genocidi in presa diretta, razzismo e suprematismo xenofobo, guerre in corso e derive belliciste sempre più spinte e bellamente prodotte in sinergia da sedicenti leader politici e relativi sudditi plaudenti (per i cittadini aspettare: continuano a essere in altre faccende affaccendati), c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si tratta semplicemente di riuscire a vedere nel buio sempre più cupo, senza inventarsele per auto-consolazione, anche le piccole luci che ogni tanto, oggettivamente, esistono e potrebbero bucare la coltre, tossica e soffocante, che ci avvolge. Sì, il bisogno di “piccoli gesti che rendono la vita degna di essere vissuta” è quanto mai urgente: se vogliamo restare vivi in tutti i sensi, è diventato più prezioso ancora dell’aria che respiriamo. Cerchiamoli, questi piccoli gesti: aguzziamo vista e udito e li troveremo. Perché esistono ancora i ‘buoni’. Quelli che, indifferenti al contesto e continuando ad essere fino in fondo quello che sono grazie alla magia del particolare dna che li ha determinati, vivono ‘naturalmente’ la vita al di fuori della perversa tendenza dominante. Sono eroi senza esserlo: che ci insegnano a esserlo senza esserlo. Costretti ad essere davvero anticonformisti, ci aiutano a comportarci bene. Magari, perfino, a essere perbene. E questo – sono convinto che anche la Heller concorderebbe – vale infinitamente di più dell’ennesimo monumento che si potrebbe sognare di erigere in loro memoria.
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