Nella storia dell’umanità, diverse società hanno riservato agli anziani un ruolo centrale, basato sul rispetto, la venerazione e l’ascolto attivo, spesso riconoscendo loro una saggezza superiore legata all’esperienza e alla memoria.

La ragione principale era che la vecchiaia non era vista come un peso, ma come la ‘fase della saggezza’. Il valore dell’anziano risiedeva nella sua capacità di tramandare conoscenza, storie e tradizioni orali. Avevano una forte capacità di mediare e risolvere conflitti grazie all’esperienza accumulata. E soprattutto, le veniva riconosciuta un’autorità morale e politica per guidare (gerontocrazia).

Per rinfrescare la memoria a tutti noi, cito le società nelle quali gli anziani erano veramente ascoltati:

Antica Roma (Età Monarchica e Repubblicana): La società romana poggiava sulla gerontocrazia. Il termine Senato deriva da senex (vecchio), indicando che le decisioni più importanti erano in mano agli anziani. Cicerone, nel De Senectute, evidenzia come la saggezza e l’autorità degli anziani fossero pilastri della res publica.

Antica Sparta: Sparta era governata dalla Gerousia, un consiglio composto da 28 uomini sopra i 60 anni, oltre ai due re, che esercitavano un potere enorme e a vita.

Cina Tradizionale: Basata sul principio confuciano della pietas filiale, la cultura cinese ha sempre venerato gli anziani come custodi della sapienza. L’anziano era il pilastro della famiglia e della comunità, spesso coinvolto nella gestione del commercio e nella risoluzione dei conflitti.

Società Tribali e indigene (Africa e America): Nelle comunità africane precoloniali e tra i Nativi Americani, gli anziani erano considerati “biblioteche umane” e mediatori col mondo spirituale. Il loro ascolto era fondamentale per la trasmissione della tradizione orale, dei metodi di caccia e dei rituali.

India Antica: La cultura indiana ha sempre rispettato gli anziani, considerandoli figure di autorità e talvolta equivalenti a divinità, con una forte tradizione di cura familiare e ascolto all’interno dei clan.

Società contadine tradizionali: Fino al secolo scorso, anche in Occidente, la società patriarcale rurale delegava agli anziani le decisioni strategiche (gestione dei terreni, matrimoni) grazie alla loro esperienza pratica.

Tutto questo è riaffiorato alla mia memoria perché oggi su un “social” ho visto l’accorato appello lanciato da una persona che stimo, una persona che con il suo fare professionale contribuisce al benessere di questo paese, e invita i giovani ad andare negli ospedali geriatrici a parlare con gli anziani, spesso scaricati lì dai propri figli, o dai famigliare più prossimi perché non vogliono prendersi cura di loro. Racconta, che molti di questi, nel momento in cui ci si ferma davanti al loro letto, si mettono a piangere, perché dopo molti giorni di silenzio, trovano una persona disposta ad ascoltarli. Sono stati abbandonati come un mobile vecchio, rotto, qualcosa che non è più utile! Confessa che vedere piangere un bambino o un adulto lo fa commuovere, ma vedere piangere un vecchio è una sofferenza infinita! Secondo il suo parere, i giovani tornerebbero a casa sicuramente avendo imparato qualcosa, se non altro – aggiungo io – con un po’ di umiltà in più nel cuore.

A questo punto, diciamo qualcosa in più su quali sono i social usati dalle persone anziane:

Meta (precedentemente Facebook Inc.) è la società madre (holding) che controlla il social network Facebook, oltre a Instagram, WhatsApp, Messenger e Oculus, che sono le più usate dagli anziani in generale. In sintesi, Meta è la società “contenitore” e Facebook è una delle sue principali “applicazioni”1. .

Dobbiamo fare i conti anche con l’Intelligenza Artificiale (AI) che viene usata sempre di più a livello professionale in ambito lavorativo, come è usata tantissimo dagli adolescenti 2 e pure a livello domestico dall’adulto e dagli anziani più tecnologicamente avanzati per fare ricerca o semplicemente per aiutarsi a scrivere con minor difficoltà in un lasso di tempo brevissimo, quasi istantaneo come il caffè solubile!

La generazione composta dai vecchi di oggi, è quella cresciuta leggendo Corin Tellado e Liala 3 . Entrambe le autrici hanno dominato il mercato editoriale di massa per il pubblico femminile, offrendo storie di amori appassionati e tormentati, definite come genere “rosa”.

Entrambe dipingevano un mondo dove la donna era debole, ignorante, e molto più dipendente dal maschio, di quella di oggi.

Nei social, e parlo principalmente di Facebook ma può capitare anche in Instagram, i finti raccontini pietosi e strappalacrime stanno diventando sempre più numerosi. Credo siano iniziati con gli animali, considerati soggetti deboli, gattini o cani che cercano una casa dove essere accolti. Ora raccontano di anziani minacciati da figli, nipoti o chicchessia costretti a lasciare la proprietà a chi presumibilmente ha più bisogno, solo per il fatto di essere giovane e/o con una famiglia in crescita, mentre il bisogno dei vecchi non è valutato come importante.

Corin Tellado e Liala, nei loro romanzi rosa, salvano sempre le protagoniste in difficoltà e arrivava il cavaliere o il principe sul suo incredibile cavallo bianco a risolvere tutti i problemi della fanciulla in pericolo! Nei racconti dei social il vero scopo è di farti “scrollare” all’infinito per portarti a vedere tutta la pubblicità possibile.

Non sappiamo se questi racconti sono stati scritti dalla intelligenza artificiale o dalla Corin Tellado del momento, ma il fatto è che sono indirizzati a chi ha più tempo da perdere e a chi può cadere in tentazione, comprando online una marea di cose inutili o da aziende inesistenti, pagando a caro prezzo. E diversamente dai racconti rosa degli anni ‘60-’80, oggi non arriverà nessun principe sul cavallo bianco a salvare nessuno: la società non protegge abbastanza gli anziani che cadono in queste trappole e bisogna dire che le istituzioni non aiutano a sanare le truffe sulle carte di credito e gli avvocati costano troppo.

Non è possibile obbligare una persona di una certa età, oltre i 65 anni – per dare una soglia teorica – a digiuno di nozioni tecnologiche ad affrontare operazioni delicate ed indispensabili soltanto con l’utilizzo di un’app del cellulare, o lo SPID, o qualsiasi altra tecnologia con la quale non ha nessuna dimestichezza. Questo non significa assolutamente che questa persona sia diventata incapace. Semplicemente, sono cambiati gli strumenti, e non tutti hanno qualcuno che possa aggiornarle con pazienza, senza rimproveri e senza farle sentire inadeguati a muoversi nel giorno di oggi!

Provengo da una famiglia molto longeva, e mia madre in particolare ha vissuto fino ai 99 anni con una vitalità invidiabile, in buona salute, con la sua mente lucida, di una simpatia debordante ed una saggezza che ha insegnato a tutti noi fino al suo ultimo giorno. Abbiamo tribolato molto di più noi a seguire lei e la sua energia, soprattutto in un’epoca dove la libertà di parola era preclusa nel nostro paese, il Cile. Quante volte ho dovuto toglierla gentilmente da una fila in mezzo alla strada, per evitare che reclamasse troppo forte per quello che considerava un suo diritto? Certamente aveva ragione lei, ma neanche negli anni della dittatura aveva paura davanti ad un soldato o ad una mitraglietta, lei non rimaneva “a bocca chiusa”.

Ora, la mia testa è bianca e brilla alla luce del sole, cosa che mia madre non ha mai avuto perché ha continuato a tingersi i capelli fino alla fine. Non so fino a che età arriverò e le mie aspettative si fermano al vivere in salute mentale, con la testa a posto e mi preoccupo affinché il corpo mi supporti. Appartengo alla categoria dei “vecchi svegli”, quelli che usano il pc, tablet, cell, Chat GPT tranquillamente, che pensano di essere molto avanti, che si sentono capaci e attuali.

Di esperienza ne ho accumulato tanta, e ne vado fiera!

Certe volte, dimentico che sono ancora in grado di fare, di raccontare, di apportare un servizio alla comunità nella quale vivo. Veniamo chiamati Silver Surfer4 , Smart Boomer, Anziano 2.0, Modern Senior, o Tech-savvy Senior, ma vorrei per tutti noi “vecchi” un trattamento rispettoso, come per qualsiasi altro essere umano, tenendo in conto che magari le nostre gambe non sono più così veloci, i nostri occhi non vedono tanto chiaramente, le mani non riescono ad aprire tutte i tappi, certe volte possiamo raccontare la stessa storia due volte, ma ricordatevi che siamo stati noi a crescervi, e inizialmente vi abbiamo portati per mano nel mondo. E lo abbiamo fatto felici di poterlo fare.

Note:

1 Il cambio di nome del 2021 riflette la nuova strategia di Mark Zuckerberg incentrata sul metaverso, mentre le app mantengono i propri nomi e identità. Meta Platforms, Inc. è il nome della compagnia che possiede le diverse piattaforme. Facebook è il social network specifico, controllato da Meta. Il rebranding (da Facebook Inc. a Meta) è stato ufficializzato a ottobre 2021 per rappresentare la visione futura dell’azienda verso la realtà virtuale e aumentata, non solo i social media.

2 Save the Children: Il 41,8% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni intervistati afferma di essersi rivolto a strumenti di intelligenza artificiale per chiedere aiuto in momenti in cui si sentiva triste, solo/a o ansioso/a. Una percentuale simile, oltre il 42%, per chiedere consigli su scelte importanti da fare (relazioni, sentimenti, scuola, lavoro). Il 92,5% degli adolescenti ascoltati utilizza strumenti di IA, contro il 46,7% degli adulti. Il 30,9%, quasi un/a ragazzo/a su tre, tutti i giorni o quasi, il 43,3% qualche volta alla settimana, solo il 7,5% non la utilizza mai.

3 María del Socorro Tellado López, nota come Corín Tellado, è stata una scrittrice spagnola di romanzi rosa e fotoromanzi, bestseller in diversi paesi di lingua spagnola. Ha pubblicato più di 4.000 titoli e venduto più di 400 milioni di libri, tradotti in diverse lingue. Liala (Amalia Liana Cambiasi Negretti Odescalchi), è stata l’autrice di narrativa sentimentale più letta e venduta in Italia per decenni, con oltre 80 romanzi che hanno definito il genere “rosa” italiano.

4 Silver Surfer: È il termine più diffuso per indicare le persone della “terza età” (Silver, in riferimento ai capelli argentei) che navigano in internet (surfer). Utilizzano la rete per comunicare, tenersi in forma, restare in contatto con la famiglia e gestire servizi online.

Immagine fatta dall’autrice con l’Intelligenza Artificiale. 

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Il podcast che potete ascoltare, è elaborato dalla IA Notebook LM, costruito a partire dalla scrittura originale del suo autore umano. Lo consideriamo un complemento, non è una replica, è un’interpretazione!