Ci occupiamo di complessità potrei dire da sempre, visto le fondamenta che muovono il caos, e sono contenta di leggere una variazione intelligente sul tema, dando il benvenuto a Marina Capizzi che attribuisce la complessità al mondo aggiungendo però che molte organizzazioni falliscono non perché il mondo è complesso ma falliscono perché continuano a decidere lontano da dove l’esigenza si manifesta, aggiungendo così complessità interna a quella esterna.

E del mondo delle imprese con la sua solita chiarezza Paolo Iacci tocca un argomento che sembra banale, ma non lo è affatto: il welfare aziendale! Chiudendo con una domanda diretta: Quanto vale davvero quello che arriva in tasca al lavoratore?

Antonio Angioni ci dice che le aziende sono chiamate a fare una scelta. Ci parla di lavoro, crisi d’engagement dove secondo lui il fattore umano è una partita decisiva per le PMI e prende spunto dal Rapporto Gallup che afferma che la mancanza di engagement delle risorse corrisponde a circa 10 trilioni di dollari in produttività persa, pari al 9% del Pil globale.

Un aiuto per le imprese può venire dal Guru per eccellenza Thomas J. Peters, del quale ci parla Antonio D’Antonio, arrivato alla sua sesta presentazione dei guru più conosciuti e prestigiosi del management.

Rimaniamo ancora nel mondo delle imprese, con un racconto di Luca Massacesi sulla difficoltà di inserimento nelle nostre aziende per chi è diverso, per coloro che arrivano da noi dal mare e per cui l’integrazione non è né facile, né immediata.

Andrea Mannini Fiaschi nel suo articolo “La geografia dell’autonomia” dice che le società contemporanee tendono a raccontare la libertà come una conquista ormai consolidata. Nel linguaggio pubblico, soprattutto nei contesti urbani, educativi e professionali, l’autonomia individuale appare come una condizione di base della modernità: un risultato naturale dell’uguaglianza legale, dell’accesso all’istruzione e della rimozione delle barriere formali che caratterizzavano i sistemi sociali del passato.

Ci sono degli strumenti, come l’arte e la bellezza, dei quali forse non siamo pienamente consapevoli. Giuliana Guazzaroni ci informa che in un’epoca segnata da una crescente epidemia di solitudine e malessere psicologico, la cultura si sta rivelando una risorsa dinamica per la salute pubblica, capace di generare benessere laddove i protocolli tradizionali a volte faticano. E scrive di welfare, di arte, di bellezza, di cultura.

Marisol Barbara Herreros aggiunge che le emozioni ci accompagnano per tutta la vita: col trascorrere del tempo, se ne può perdere la traccia, ma rimangono sotto pelle e rifioriscono intatte a un segnale del nostro stato d’ animo, o quando riemerge un ricordo.

Umberto Santucci, costruisce un dialogo molto interessante con Gemini, che dichiara Non provo sentimenti o intenzioni, ma elaboro le informazioni per rispondere in modo coerente alle tue richieste”.

Le rubriche di Caos Management:

inpocheparole” l’acuto Massimo Ferrario scrive senza timore: Non è il pensiero positivo che si è fatto realtà: è solo l’inganno di una illusione, nel suo commento al racconto di Ferdinando Camon “Cieco”.

viaggiareeconoscere” ci porta in un mondo reale ancora difficile e complicato da vivere per le persone disabili e del quale Graziella Falaguasta sovente né parla. Ci parla di accessibilità a prescindere, e soprattutto ci parla dell’impegno necessario per rendere universale ed inclusivo ogni luogo; credo sia per noi lettori, un’opportunità per diventare più consapevoli…

Siamo tutti coscienti della curiosità, paura, entusiasmo, di tutti noi verso la intelligenza artificiale e così inauguriamo una nuova rubrica “Vibrazioni Indaco” del nostro impollinatore Adelio Schieroni, che ci illustra un progetto molto interessante e di avanguardia con un titolo intrigante “Il suono della neve”.

Non si ferma lì, perché Adelio Schieroni è presente anche con la rubrica “Perle Rare” con un bell’articolo dove parla dell’incontro tra la “Piccola Ape Furibonda”, Alda Merini, e il “Panettiere degli Editori”, Alberto Casiraghy, un dialogo durato ben diciotto anni.

In Visione&ReVisioni”  Simone Corami intervista Alessia Bottone per parlare del nuovo cortometraggio della Bottone intitolato “La banda muta”. Un tema di conversazione antico, ma che ha preso una forma che prima non aveva: il rapporto fra gli esseri umani e la morte, nell’epoca della visibilità permanente, non è più una questione privata né soltanto rituale.

Chiudiamo con invitarvi ad andare a vedere la mostra L’ECO DELLE BALENE di Ana Tomás” della quale siamo molto fieri perché Anita fa parte della nostra piccola comunità di Caos Management.

Immagine di Ana Tomás. 

 

Buona vita!

 

Marisol Barbara Herreros

Curatore Editoriale

 

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Il podcast che potete ascoltare, è elaborato dalla IA Notebook LM, costruito a partire dalla scrittura originale del suo autore umano. Lo consideriamo un complemento, non è una replica, è un’interpretazione!