Da pochi giorni è finito il Campionato Mondiale di calcio e lontani sono i tempi quando l’Italia era uno dei protagonisti e la partecipazione del popolo italico era massiccia. In ogni caso, credo sia stato un fenomeno mediatico abbastanza seguito con un interesse da parte di molti sicuramente per la parte sportiva, ma da tanti altri la vera ragione era curiosità. Location insolita, non un solo paese, ma le partite si sono giocate in Messico, Stati Uniti e Canada e questo ha destato immediata curiosità, perché si sa gli Stati Uniti non sono un paese dove il calcio sia lo sport primario. Tra le squadre partecipanti ritenute possibili vincitrici c’erano alcuni paesi che non erano specialmente graditi all’attuale Presidente americano e di fatto la cerimonia di premiazione finale è stata un mix di divertimento e folklore. Possiamo dire che in Europa eravamo sopraffatti dalle alte temperature, che hanno causato molto disagio alla popolazione, lasciando la maggior parte delle persone con poche energie e voglia di correre da una parte all’altra. Effettivamente, l’Europa meridionale sta ancora affrontando una grave emergenza incendi, con Spagna, Francia e Italia particolarmente colpite da roghi estesi. Si spera in tempi migliori!
Gli articoli di questo numero:
Lieti di accogliere Carlo Ziviello tra noi con il suo articolo “CHI LAVORA DAVVERO?“. L’intelligenza artificiale non inaugura la sostituzione del lavoro umano, accelera un processo iniziato da tempo. Ma accanto all’automazione operano altre due dinamiche: la concentrazione delle attività economiche e il trasferimento di lavoro retribuito ai consumatori che lo svolgono gratuitamente. Queste forze stanno ridisegnando il rapporto tra lavoro, reddito e domanda.
“AI, UOMO E LAVORO NELLA MAGNIFICA HUMANITAS” di Paolo Iacci. Scrive l’autore: «Non bisogna essere marxisti per leggere Il Capitale. Come non bisogna essere liberali per apprezzare La ricchezza delle nazioni di Adam Smith. I grandi testi non chiedono adesione: chiamano al confronto. Costringono a pensare, indipendentemente dalle convinzioni pregresse del lettore. Credo che questo sia il modo migliore per leggere anche la Magnifica Humanitas di Leone XIV. Io l’ho fatto: il testo ci propone una riflessione profonda sull’uomo, sul lavoro e sulla tecnologia…»
“PICCOLE, MA NON MINORE: l’export italiano visto dalla Francia”di Antonio Angioni. Il rapporto Bpifrance Le Lab ribalta un luogo comune sulle PMI: la piccola dimensione delle imprese italiane non è necessariamente un sintomo di fragilità. È anche una forza quando si traduce in specializzazione, prossimità al cliente e capacità commerciale.
“IL COSTO NASCOSTO DELLA DIFESA IN AZIENDA, che nessun bilancio misura” di Marina Capizzi. Le aziende misurano costi, tempi e produttività, ma raramente misurano quanta energia viene consumata per proteggersi. Quando il contesto attiva difesa, le persone parlano meno, rischiano meno, decidono più tardi e imparano più lentamente. Il problema non è solo psicologico: è economico, perché silenzi, escalation, mail prudenti e riunioni inutili consumano capacità organizzativa. La paura non blocca il lavoro: lo riempie di attività difensive che sembrano lavoro ma non producono valore. Il costo più nascosto, oggi, è l’energia che l’impresa spende per non far emergere ciò che avrebbe bisogno di vedere.
“I GURU DEL MANAGEMENT IN DIECI PUNTI” di Antonio D’Antonio. D’Antonio ci presenta il suo ottavo autore, e questa volta si tratta di Michael Porter.
“L’ECO DI ECO: apocalittici e integrati 2.0″ di Umberto Santucci. L’eco di Eco è un agente IA che Santucci ha istruito con alcune opere di Umberto Eco, per disporre di un interlocutore con cui sviluppare conversazioni ispirate a famosi libri del semiologo, da risfogliare dopo più di mezzo secolo. E hanno cominciato con il concetto di apocalittici e integrati, con cui si intitola quella che fu una sua importante lettura giovanile.
“LA CARTA DELLA RESTITUZIONE” di Luca Massacesi. Si tratta di un racconto dove si segue la figura di Olympe, leader di un movimento globale che giunge al Palazzo delle Bilance per far approvare la Carta della Restituzione, una legge radicale volta a ridistribuire le ricchezze mondiali e garantire i diritti fondamentali a ogni essere umano. Dopo anni di lotte e marce di milioni di poveri, il potere politico ed economico tenta di sabotare il documento attraverso emendamenti che ne svuoterebbero il reale significato trasformativo. Rifiutando un compromesso ingannevole che avrebbe tradito le speranze dei più deboli, la protagonista sceglie la via della verità assoluta.
“LA REALTÁ VIRTUALE OLTRE IL GAMING: come si stanno ridisegnando I confini dell’esperienza culturale” di Giuliana Guazzaroni. L’origine tattile del nostro futuro digitale. Secondo la Guazzaroni, la VR smette di essere un’appendice del gaming per diventare una nuova frontiera della visione e della conoscenza. Il Libro Bianco sulla VR in Italia, promosso da Rai Cinema e dall’Ufficio Studi Rai, non è solo un rapporto di settore, ma una fotografia necessaria di un Paese che sperimenta tra cinema, TV e beni culturali. È la mappatura di un orizzonte in cui le immagini smettono di essere proiezioni distanti per trasformarsi in luoghi da abitare.
“LA LUNGA MARCIA DEL CIBO“ di Andrea Mannini Fiaschi. Si dice che il sesso e le guerra muovono il mondo! L’autore parte dall’epoca nella quale il primo a capire che se i suoi soldati non mangiavano non potevano vincere in battaglia, si racconta, è stato Napoleone. Per arrivare al giorno di oggi dove si tengono molto di più in conto I bisogni biologici del corpo umano.
“IL LEGAME TRA ARTE E SCIENZA” di Luigi Campanella. Dichiara di essere un ricercatore stupito dalla mancanza di innovazione creativa dei nostri tempi – lasciando fuori la tecnologia – e segnala come unico dato rilevante ma tenuto poco di conto la Street Art.
“TEMPI SEGNATI DAL PROPRIO CORPO*” di Roberto Vacca. Ci segnala delle strategie per ricordare a noi stessi dei bisogni del nostro corpo, quando nella anzianità la nostra memoria e i nostri bisogni non sono tanto chiari.
“CRONACA, GIUSTIZIA E SOCIETÁ” di Walter Zanuzzi. L’articolo di Zanuzzi è una riflessione anomala (non è sua abitudine parlare di queste cose) su dei fatti di cronaca ampiamente conosciuti in Italia e seguiti dalla popolazione con molto interessi.
“SOTTO LA STESSA LUNA, da Santiago a Roma” di Marisol Barbara Herreros. Si esplorano i parallelismi culturali, climatici e sociali tra la città d’origine dell’autrice, Santiago del Cile, e la sua casa attuale, Roma. Attraverso il racconto dei suoi spostamenti tra Londra, l’Ecuador e l’Italia, emerge una profonda meditazione sulla mobilità umana e sull’importanza di mantenere una prospettiva ottimista nonostante le avversità globali. L’immagine della luna, osservata da diverse latitudini, funge da simbolo di unione universale e continuità interiore in una vita segnata dal cambiamento. Si criticano inoltre le restrizioni burocratiche moderne, contrapponendo alla libertà fondamentale di sognare e di sentirsi parte di un’unica umanità. Si chiude con un invito alla rinascita personale e alla ricerca della bellezza come strumenti per superare il dolore e la solitudine.
Le rubriche di Caos Management
inpocheparole di Massimo Ferrario.
Ringrazio Massimo per la sua accuratezza, cura, attenzione ed amicizia con la quale ha portato avanti questa rubrica da Gennaio 2025 e non potendo obbligare Massimo a continuare, mi rassegno, lo saluto, e lo ringrazio ancora per il pezzo di strada nel quale ci ha accompagnato.
Vibrazione Indaco di Adelio Schieroni. Nel terzo episodio presentano Le Fondazione di Seldon e ci parla di culture, genere e intelligenza artificiale: un pianeta di modalità cognitive complementari.
Visione&Revisione di Simone Corami. “Zombie, cosa vediamo davvero quando li guardiamo”. «Scrive l’autore: Amanti dell’horror o meno a tutti, o quasi, è capitato, di restare incollati a un film o ad un episodio qualsiasi di una serie di zombie. A me è successo e mi sono chiesto cosa stessi guardando e cercando in quelle immagini di carne che marcisce e continua a camminare. Non era paura, esattamente. Era qualcosa più vicino al riconoscimento. Lo zombie ha questa proprietà rara tra i mostri: non lo guardi da fuori. Lo guardi e per un attimo ti chiedi se quello che vedi sia già, in parte, dentro di te. Lo spettro vero è diventare come quell’essere…»
È tempo di staccare la spina e ricaricare le energie. Ci rivediamo a settembre.
Vi auguro, più che mai, una Buona Vita!”
Marisol Barbara Herreros
Curatore Editoriale
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO PER I LETTORI
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