Numero 64 Registrazione al tribunale di Roma N° 3/2004 del 14/01/2004

“ AZZONZO”
Estratto

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di Gaetano Testa

      

 

1 – un leonard cohen affranto mi mordicchia piacevolmente il diaframma. settembre è qui e non so che farci. interrompo con pazzia le mie concentrazioni su una famiglia nana di bulloni che rifiutano personalismi e tinte cromatiche immediatamente leggibili. m'affaccio al balcone appoggiandomi alla ringhiera di ferro nero impolverata di ruggine e chiazzata di cacatelle. sole tiepido antimeridiano. anzi diafano. un ventacciolo sporco. palme pini gerani oleandri in silenzio in uggia. le mie mani fanno una limpida puzza di solvente nitro. me le annaso. rientro. riseggo. riispeziono i bullonetti quasi-bulletti. m'alzo. vado a cercarmi un phil spector qualsiasi. trovo all'inizio un 'to know him, is to love him”. regolo il volume. passando davanti allo specchio dell'ingresso noto che il silenzio insistito delle donne m'ha tolto quattro chili di salame dalla pancia e dai fianchi. inserisco un secondo caffè. me lo prosciugo poi lentamente senza zucchero in compagnia di tina turner. affronto il più grosso della famiglia. il padre. lo diteggio di bianco. l'improvviso citofono mi scardina l'ossatura. è il portiere che mi chiede se può salire “a leggere l'acqua”. mi rimetto al balcone coi gomiti sulla ringhiera e indago nella foschia da porticello a montecuccio. trovo che col padre non ci sono mai problemi. rientro veloce sapendo dove dovrò interrompere quel bianco impreciso con senape ben ferma. poi passano tre o cinque giorni. è mercoledì mattina. forse le dieci. resto a letto stremato. dai fori della serranda entrano minuscoli raggi. osservando le loro traiettorie perfettamente parallele mi sento pronto alla lotta. prendo fiato con un respirone che mi rastrella le interiora fino all'inguine e alla prostata. m'alzo di colpo. barcollo. m'appoggio alla toletta. l'interno del cranio sta ruggendo. dopo altri 20 secondi sono pronto. vado. e intanto nell'immediato caco. al buio.

 

 

nella stessa settimana mi faccio venire mentre mi frullo tre uova un'idea massacrante spolverare i libri. il tempo ha rotto l'anticiclone. nuvolaglia spesso pesante fa le giornate grigie. c'è vento quasi freddo. mi metto all'opera spinto in su nell'ordine da satie varese e milhaud. mi addormento prima del buio. salto su rifatto alle cinque del mattino. nessuna interruzione dall'esterno. scatolette di insalatissime di tonno e fagioli. riassetto dei generi soprattutto romanzi e libri d'arte che sono aumentati assai più della storia attuale e dell'etica. il teatro immobile da mezzo secolo. psicologia e linguistica procedono a balzelloni. sto lì un paio d'ore a sfogliarmi un lagven astrofisico che m'impressionò tanto. poi mezza giornata coi reami fortificati dell'asia centromeridionale. molti libri sono ancora sigillati. molti scomparsi. moltissimi che impilo a parte da buttare. palestrina monteverdi laudatari. sto in canottiera e mutande. ogni tanto anche canticchio un violino nel mio cuore. una sera al crepuscolo dopo la doccia in accappatoio pesante di spugna blu sto seduto al balcone e non so dove angosciarmi con più spazio a disposizione. ho le donne mancanti. certi amici che non si fanno sentire di tanto in tanto. i sogni dimenticati. la maternità interrotta nell'aiere di un urlo o sogghigno. la città ancora senza amministratori. ancora boschi in fiamme su tutte le alture. visto che già ci sono mi dedico alle farneticazioni sull'apocalisse quotidiana progressiva fino alla completa soddisfazione della mia capacità di bilanciare la prefigurazionie  del peggio del peggio abissale con quella del meglio orizzontale. mi sveglio al balcone alle 3,20 di notte intirizzito. il giorno dopo una cartolina fitta di parole e saluti da hammamet. mio disappunto. j coltrane my love supreme.

 

il ragazzo non sa in che direzione muoversi. Su quali libri saltare. Dico “segui me”. e fa quello che faccio io. passa uno straccio umido sulla mensola come faccio io. passa alla mensola successiva. e intanto confabuliamo con un paul simon in sottofondo. è una bella mattinata di fresco settembre. tutto sta per concludersi come le altre volte. il ragazzo fa le domande io le risposte. impieghiamo gli stessi tempi e lo stesso tono. spolverando un librettino lui dice “e se dopo tutto questo non si vede nessun risultato?” “cos'è?” “sergio toscano tramonto neutrale” “buttato anzi no dammi qua” lo sistemo in una speciale colonnina di libercoli che va crescendo minacciosa e dico “nessun risultato non esiste esiste quello che riesci a fare” “e se mi è già passata la voglia?” “la voglia di tutto?” “la voglia di tutto” “bè hai sempre le voglie delle parti e poi delle parti più piccole che sono ancora di più e che per fortuna nostra non sembrano neppure voglie ma lo sono e con più diritto di altre” “per esempio?” “sorseggiare un bicchiere d'acqua mentre non hai sete”. così fino all'ora dei pasti. i libri non finiscono mai. nel pomeriggio finalmente piove. tutto il pomeriggio. annaso felicità duodenale e mnemonica. al balcone mi faccio bagnare due miuti. e all'improvviso so che quel ragazzo è stato mandato proprio a me da me stesso. entro e chiudo.

 

BIBLIOGRAFIA
1963: “S.p.a.”
1968: “5”
1973: “L’idea del consumo” (con Elio Piazza), Flaccovio, Palermo.
1978: “Per approssimazione”, Flaccovio.
1990: “Borno”, (con Francesco Gambaro).
2001: “Azzonzo”, 2001.
2003: “Kleenex” (con Francesco Gambaro), Flaccovio.
2004: “Mistretta & baci”, Flaccovio, Palermo. (Questo testo, che contiene scritti e opere, è stato pubblicato in occasione di una mostra, svoltasi a Mistretta, dal 7 al 18 settembre 2004).

 

 

Gaetano Testa, scrittore, autore teatrale, pittore, scultore. Un grande artista, completo ed eclettico, capace di eccellere in vari campi da più di 40 anni.
Nato a Mistretta, nel 1935, Testa vive e lavora da sempre a Palermo.

E' stato tra i fondatori del “Gruppo 63” e protagonista della “Scuola di Palermo”.
E' un grande scrittore, ma la sua attività ha attraversato tutte le arti "con spirito di indipendenza e fuori dalle mode".
Fra le opere pubblicate, S.p.a (Feltrinelli, 1963), 5 (Feltrinelli, 1968), L'idea del consumo (Flaccovio, 1973), Per approssimazione (Flaccovio 1978).
Commentatore e collaboratore con racconti, poesie e note critiche a numerosi quotidiani e riviste ("L'Ora', "Giornale di Sicilia", "Il Verri", "Marcatre", "Il Caffè", "Malebolge", "Quindici", "Nuova Corrente", "Che fare?"), ha promosso le riviste "Fasis" e "Per Approssimazione", oltre ad essere l'animatore della casa editrice palermitana Perap, che pubblica testi di autori siciliani inediti e fuori dal mercato.
Sue mostre personali sono state realizzate a Ghibellina, da Fulvio Abbate (1985) e da Achille Bonito Oliva (1992), e a Palermo, da Rosa Mastrandrea (1995). Curata da Francesco Gambaro e Rosa Mastrandrea, una mostra al Teatro Biondo era realizzata in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura della Città di Palermo. Nel 2006 Geppino Monti ha presentato “Intorno ai testi di Testa” al Teatro Antico di Segesta, spettacolo multimediale basato sulla opera scritta e grafica di Testa. Lo spettacolo è stata presentato l'anno 2007 a Napoli nell'ambito della Notte Europea dei Ricercatori.