“Come si chiamano quelli che nel parlare di loro si accrescono (esagerano comunicando i loro presenti risultati)?

A Milano li chiamano bauscia; mi piacerebbe sapere da qualcuno di voi, genitori all’ascolto, come vengono appellati nella vostra città o nel vostro paese. In lingua italiana si chiamano megalomani. 

 

Il mio Devoto-Oli (vocabolario della lingua italiana) recita sulla megalomania: tendenza a presumere esageratamente delle proprie possibilità economiche o intellettuali che si traduce in atteggiamenti e comportamenti di burbanzosa prosopopea. 

Ora, genitori, quando questa burbanzosa prosopopea viene manifestata dai nostri figli ci crolla il mondo addosso. Abbiamo magari appellato per anni amici e cognati come megalomani e ora ce ne troviamo uno in casa!

 

 

Intanto guai a detestarli o a pentirsi di averli messi al mondo (nemmeno per ridere).

Tempo fa ho sentito un papà rispondere per strada a un conoscente che gli aveva appena chiesto come stesse sua figlia: “Avrei fatto meglio quella sera a giocare a tresette…” e ad aggiungere, dopo aver esplorato l’espressione stupita dell’altro “…Ormai sa tutto lei!…”

 

Indubbiamente i figli megalomani (li senti quando parlano al telefono, quando si confrontano con fratelli, sorelle e cugini, li immagini a scuola o in mezzo ai loro amici) passano molto tempo e celebrarsi, a descrivere quanto loro siano importanti; lo fanno magari raccontando e magnificando performance banali e poco significative per il loro futuro affermarsi nella vita.

megalomani (compresi i nostri figli quando sono così) pensano di conoscere più di quanto conoscono gli altri e parlano di loro stessi molto a lungo, urtando e aggredendo, naturalmente, l’ego di chi li ascolta. In verità hanno bisogno di essere continuamente rassicurati e di sentirsi fare complimenti. Invece ottengono l’effetto contrario. Chi può li tacita (non fare il megalomane!). Chi non può li sopporta.

Noi genitori possiamo (dobbiamo) aiutarli.

 

INTANTO (anche se difficile) dimostrando approvazione, non contrastarli subito altrimenti diventano aggressivi. 

Magari una divertita approvazione:

-Ma dai…!

– Però…!

– Perbacco…!

– Hai capito…?!

 

PARLANDO (nei limiti del possibile) il loro stesso linguaggio.

– Non superiori

– Non troppo accondiscendenti

– Neppure autoritari

 

CONCLUDENDO (simpaticamente, mai sarcastici e con intelligenza) CON OSSERVAZIONI AFFASCINANTI

– questo che dici mi ricorda…

– in fondo é solo questione di…

– pensandoci, piacerebbe anche a me

– certamente avrai provveduto a…

– sicuramente avrai pensato che…

 

INUTILE DISCUTERE (evidente)

Vincere una discussione -in ogni caso e in particolare con i nostri figli megalomani- puo’ portare a compromettere per sempre un rapporto. Nel discutere a lungo si rischia di colpire, offendere, mettere in crisi l’importanza personale dell’altro, e con il megalomane é un atteggiamento suicida (se il megalomane é nostro figlio, poi…)

 

GRATIFICARE PAGA SEMPRE (senza mentire e prendere in giro)

Se vogliamo essere seguiti e amati dai nostri figli dobbiamo imparare a fare loro i giusti complimenti. 

Nessuno (nemmeno i megalomani, specialmente se sono i nostri figli) é privo di valore: esploriamo per apprezzare con un p.c.s. (piccolo complimento sincero) tutte le idee dei nostri cuccioli megalomani, anche se esposte così male. Ma da chi avranno preso?!

 

CORREGGERE SI FA PIANO PIANO (la gattina frettolosa fece i gattini ciechi, lo dicono in toscana)

L’esposizione del megalomane tende a far emergere, prima dell’accordo, l’eventuale disaccordo. I punti di accordo li cerca, con pazienza, sempre chi è più grande. Rilassatevi e ascoltateli, ascoltare i nostri figli ci fa sempre bene e aiuta loro a esprimersi. Se esagerano nel raccontare le loro imprese é perché hanno grandi ambizioni, una gigante immagine dell’IO e, forse, una buona dose di paura che il futuro non sia la favola a cui il loro cuore aspira.

 

Gli elementi ci sono tutti.

L’ambizione é la base per porsi delle mete da raggiungere nella vita… senza sogni si muore.

Una immagine dell’IO vincente è il minimo per accettare gli obiettivi sfidanti che questo pazzo mondo in continuo cambiamento, ci propone e proporrà ai nostri figli.

 

La paura é la faccia della medaglia da voltare per trovare la Speranza e le risorse naturali per trasformarla in Progetto.

– Siamo noi i costruttori della loro Speranza

– Siamo noi i dottori per la loro paura

 

L’atteggiamento megalomane dei nostri figli é una reazione al timore di non riuscire nella vita con gli strumenti naturali di cui sono dotati.

Avanti genitori: in corsia!

 

Prossimamente parleremo dei pessimisti…