Il contenuto di questo documento intende esplorare le tematiche del degrado del calcestruzzo in ambiente marino; la corrosione è certamente la più rilevante delle conseguenze strutturali che ne determinano la vita al servizio delle strutture.
L’evoluzione della corrosione si sviluppa dalla fase di innesco alle diverse forme di degrado che coinvolgono i materiali fino ai metodi di valutazione e prevenzione di un determinato ammaloramento concludendo con le operazioni di riqualificazione e consolidamento.
L’ambiente marino è un paesaggio costituito da acqua e tutto ciò che include al di fuori di essa costantemente soggetto a un continuo contatto con l’acqua; le strutture che ospita sono definite costruzioni marittime (case di villeggiatura, ponti, strutture offshore ecc,).
Il maggiore antagonista dei materiali di questo paesaggio è l’aerosol marino, una sospensione di microscopiche particelle solide e liquide contenute nell’atmosfera, dovute ad un bacino acquifero. Il fattore scatenante del degrado dell’edificio sono le particelle solide contenute, per lo più sottoforma di ioni solfato e cloruro che depositandosi sulla finitura dell’opera, penetrano nel calcestruzzo attraverso la sua tessitura raggiungendo lo scheletro dell’edificio (l’armatura).
La corrosione produce vari sottoprodotti come ossidi ferrosi, macchie, fessure, aumenti di volume che alterano lo stato inziale dell’edificio, di conseguenza, non cambiano solo la forma fisica ma anche le forme prestazionali per cui l’opera era stata creata, sottoponendola a rischi maggiori. Colmare queste fragilità è una nostra responsabilità, non banale, poiché ne va della sicurezza di tutti noi e influenza fortemente il piano finanziario dell’intera popolazione. Queste debolezze se non curate maturano uno stato di non ritorno determinando la fine della vita di servizio di una struttura poiché non possiede più i criteri necessari per poter garantire la sicurezza alle persone che ospita e limitrofe.
Perciò è importante saper predire con sufficiente accuratezza il tempo di innesco della corrosione. Il controllo e il monitoraggio sono operazioni indispensabili per mantenere la vita di esercizio di un edificio mediante continui studi e analisi, al fine di evitare spiacevoli eventi come quello del Ponte di Genova.
Questo non incide sull’importanza della progettazione e tutto quello che la riguarda, come la classe di esposizione, lo spessore del copriferro, diametri delle armature tutti dettagli che danno modo all’opera di poter reagire al sito in cui viene collocata. Questa è la fase più delicata poiché se la struttura già alle origini presenta dei difetti sarà più vulnerabile.
Dai dati si evince che ai fini di tutela della sicurezza la progettazione ha un peso maggiore
in quanto durante questo stadio vengono plasmate tutte le caratteristiche che il progetto dovrà garantire in base alla destinazione dello stabile, al paesaggio in cui verrà localizzato e al periodo di vita utile, nozioni che non potranno essere reintegrate in un secondo momento.
Sotto il profilo economico va evidenziato che una corretta pianificazione, conduce a significativi risparmi fino al 15% sul costo totale del complesso.
La dimostrazione di quanto esposto è fornita ad esempio dall’onerosa manutenzione continua richiesta per mantenere agibile la torre Eiffel. Con la nascita dell’edificio si passa alla fase di costante monitoraggio, con la finalità di mantenere il corpo sano preservandolo nel tempo.
È perciò evidente che non si può parlare di progettazione senza menzionare il controllo fissato che una buona progettazione non può compensare un controllo inadeguato e viceversa.
Concludendo la soluzione più efficace contro la corrosione consiste nel garantire la durabilità della struttura fin dalla fase di progettazione. Questo obbiettivo può essere raggiunto attraverso l’uso di materiali di alta qualità e l’adozione di un copriferro adeguato alle condizioni ambientali specifiche. Tali misure rallentano significativamente la penetrazione dei sali e delle anidridi solforosa e carbonica, che altrimenti comprometterebbe la vita utile dell’edificio.