Da qualche tempo si parla molto di talenti. La ricerca dei talenti. Trattenere i nostri talenti. I migliori talenti costretti a cercare fortuna all’estero, etc… E spesso si associa il  talento al  leader.

Vediamo di fare innanzitutto un po’ di chiarezza perché sono concetti molto diversi tra loro  ed è errato associarli.

Cos’è il talento?

Per talento s’intende un’abilità, una inclinazione naturale, una dote innata. Il che si traduce in una capacità in grado di far eccellere chi la possiede in una determinata disciplina. In questo senso, seguendo una lettura orientata alle competenze delle risorse umane  il talento fa parte di quelle competenze denominate capacità/qualità individuali che, a parità di conoscenze acquisite,  fanno la differenza tra un individuo ed un altro. Il talento quindi, come per tutte le altre capacità e qualità individuali mette la persona che lo possiede in una condizione di grande vantaggio ma, per potersi manifestare in pieno necessita di essere allenato e affinato. Un esempio classico di talento lo troviamo nelle discipline sportive.  E’ frequente individuare fin da tenera età dei talenti nello sport. All’occhio attento degli osservatori sportivi un talento nel calcio, nel nuoto, nel tennis, in qualsiasi disciplina sportiva o musicale si nota quando l’individuo è ancora molto giovane, da bambini. Ed infatti i talenti, una volta notati, vengono seguiti ed allenati al fine di affinare il loro talento naturale con la formazione. Totti, Pelè, Maradona piuttosto che Borg, Federer o Tomba e Mennea sono nati con un’abilità innata che poi adeguatamente seguita, sviluppata ed allenata li hanno portati a diventare quei campioni che tutti conosciamo e riconosciamo.

 

Cos’è la leadership? 

“La leadership è l’attività volta ad influenzare le persone a impegnarsi volontariamente per obiettivi di gruppo” (George R. Terry)

“L’influenza interpersonale esercitata in una situazione e rivolta, mediante il processo della comunicazione, in direzione del conseguimento di uno o più obiettivi specifici” (R. Tannembaum)

“La leadership consiste nell’influenzare le persone a cooperare per il raggiungimento di un obiettivo comune” (H. Kootz e C. O’Donnell)

 

La leadership per essere agita implica pertanto l’attivazione di capacità e qualità individuali volte a influenzare il comportamento degli altri. Tra le capacità più richieste per esercitare la leadership ricordiamo quella di motivare, lavorare in team,  delegare, comunicare, relazionarsi, decidere, tendere al risultato.

Per comprender appieno il significato di leadership dobbiamo però fare una  distinzione  tra l’essere CAPO e l’essere LEADER.

Il CAPO è colui che viene posto da altri alla testa di una organizzazione, o a parte di essa. Prevede quindi una nomina formale, dei poteri gerarchici attribuitegli dall’organizzazione stessa  e ricopre una posizione di potere (concetto di autorità).

Il LEADER è colui che viene accettato spontaneamente da un Gruppo di persone in quanto ritenuto in grado di guidarlo verso un obiettivo. Prevede un riconoscimento sostanziale delle sue capacità (concetto di autorevolezza).

Da ciò ne discende che non tutti i capi possono essere  leader e non tutti i leader possono essere capi.

Ma qui sorge un altro importante e problema: leader si nasce o si diventa?

Non voglio dilungarmi esponendo studi e teorie manageriali a supporto di questa o quella tesi ma una cosa è certa. Leader si diventa se l’individuo alla base ha delle capacità/qualità individuali che, al pari dei talenti, lo predispongono, lo facilitano nell’esercizio della leadership.

In altri termini  il leader nasce ”in fieri “ e se coltiva le sue capacità potrà diventare leader pieno ed esercitare con successo la leadership.  Perché tra le tante capacità/qualità necessarie per diventare leader (molte delle quali si possono acquisire con lo studio, la formazione, l’esperienza) ne segnalo una fondamentale che non si può studiare, non si può acquisire, ne sviluppare: IL CARISMA. 

Il CARISMA è quella dote che, al pari del talento, a parità di competenze fa la differenza ad esempio tra un buon manager ed un leader. Il CARISMA è quella capacità innata di attrazione che alcuni individui posseggono e che fa si che trovino facilmente proseliti, seguaci, collaboratori, persone che li seguano nei loro pensieri, nella loro azioni, nei loro progetti.  Personaggi carismatici nella storia sono stati  PAPA WOITILA, OBAMA, STALIN, ma anche MUSSOLINI e HITLER, CHURCHILL, THATCHER,  F. D. ROOSEVELT.

 

Ho citato un Papa e vari personaggi politici di estrazione diversa. Provate a confrontarli con coloro che si autoproclamano leader di oggi nazionali e internazionali e verificate se posseggono lo stesso carisma e le stesse capacità. Non è un mistero che oggi viviamo in un’epoca storica in cui c’è carenza di leader. In tutto il mondo c’è una forte carenza di persone capaci e carismatiche un po’ in tutti i campi, in particolare nel settore politico che invece necessita di persone che abbiano una visione, capacità e carisma in grado di gestire il presente e soprattutto il futuro della nostra società.

Ecco dunque spero di aver chiarito il significato e le differenze tra talento e leadership, tra capo e leader, tra leader reali (carismatici) e leader autoproclamati.

E tornando al titolo ed all’associazione che si fa spesso tra talento e leader come avete visto sono concetti diversi anche se sono  accomunati dal possesso di qualità innate per poter essere esercitati. I talenti difficilmente diventano leader. Eccellono nella loro disciplina e spesso diventano campioni (nello sport, nella musica, nelle arti). Ma quando  cumulano il talento naturale per una disciplina con il carisma allora accade il miracolo e diventano anche leader veri (e sono molto pochi).