Cari genitori…

E se i vostri figli guardano sempre al brutto delle cose?

 

In questo caso sono pessimisti e, diciamo la verità, a volte ci risultano deprimenti.

Non sai come far loro coraggio, come farli sperare in bene.

 

Se domani hanno una interrogazione, un esame, girano tutto il giorno per la casa ripetendo la lezione e scuotendo la testa: sanno già che andrà male. Arrivano a scuola con il terrore che il prof. chieda loro proprio quel pezzo che non entrava in testa (e il prof glielo chiede…). In amore, non parliamone, si ritengono sfigati; nello sport perseguitati dalla sfortuna (infatti accade loro di tutto)

 

Hanno sempre paura di perdere gli amici e che gli amici li tradiscano.

Questo accade a tutti, ma per loro é la riprova della fondatezza del pessimismo continuamente manifestato.

 

La macchina nuova hanno paura che gliela righino (accade quasi sempre).

Più tardi nella vita, sul lavoro, potrebbero diventare personalità da infortunio e da mobbing; la psicologia industriale ha scritto cose interessanti ma abominevoli sul tema.

 

Potrei andare avanti  per pagine e pagine, ma non voglio girare il coltello nella piaga.

Interrompo quindi il funereo elenco e lascio alla vostra immaginazione e alla vostra esperienza di vita, cari lettori, la visione completa dello scenario nel quale si svolge la vicenda dei vostri figli pessimisti.

 

Intanto c’é da domandarsi da chi hanno preso…

Sull’impianto cromosomico, sulla ereditarietà dei caratteri é inutile discutere.

 

Dovrebbe essere compito di noi genitori scrutare dentro i figli fin dalla nascita per capire come sono fatti e lavorare sulle loro caratteristiche non troppo positive per trasformarle in caratteristiche almeno utili. Per esempio un cromosoma in più di pessimismo può aiutare i nostri figli che lo portano dentro a diventare  i prudenti, realisti della situazione, quelli che aiutano gli altri a riflettere, che impediscono agli incoscienti di farsi del male. Invece in famiglia c’é sempre qualcuno che può alimentare o, addirittura, attaccare loro questa brutta malattia. E’ successo anche a me.

Non dico il nome del parente stretto e convivente, ma annunciare di essere in partenza per un viaggio di lavoro e sentirsi dire speriamo non ti capiti niente… per me è stata la regola per anni.

 

Deve essere per primo il mondo adulto a smetterla  con questo pessimismo dilagante.

La terza causa di morte fra gli adolescenti (dopo l’incidente stradale e il tumore) é il suicidio.

Parliamone…

 

Poi parte una serie disperata e infinita di tentativi maieutici per calmierare dentro l’anima dei nostri figli l’effetto nefasto del pessimismo sui loro comportamenti sociali e tirare fuori, invece, il meglio. In questo caso si parla della disperazione positiva dell’amore, quella che rende un genitore forte contro qualsiasi avversità, la stessa disperazione positiva che ha consentito molti anni fa a una mamma  di stare 17 ore con la sua bimba attaccata alle braccia perché la piccola stava per precipitare da un terrazzo. La disperazione positiva di tutti i papà e le mamme coraggio di cui la letteratura, la cronaca e le leggende dei nonni ci hanno sempre informato.

 

Non dobbiamo contestare i timori che il loro pessimismo abituale rende troppo manifesti, bensì tentare di apprezzare la loro prudenza nel programmare e pensare prima di prendere una decisione. Se timidamente i nostri figli ci confidano i loro progetti dimostriamoci entusiasti senza farci sviare dai loro continui dubbi e dalle loro continue perplessità: il tentativo é quello di contagiarli positivamente. Nel fare loro delle proposte (famiglia, lavoro, studio, tempo libero) cerchiamo di entrare nella loro logica. Chiunque urli a un altro ma insomma sii logico si ispira ai propri parametri e non a quelli dell’altro, anche quando i suoi sono oggettivamente sbagliati. In questo caso, cari genitori, prima dei dettagli che molte volte impauriscono i pessimisti in generale, spieghiamo bene ai nostri cuccioli le basi comuni fra loro e il mondo che li circonda, le basi e le motivazioni che ispirano la nostra proposta. Non basta non capisci che è per il tuo bene… I nostri figli, specialmente se pessimisti fanno spesso fatica a capire cose sulle quali noi abbiamo ragionato a lungo, aiutati anche dall’esperienza che loro -e meno male- non hanno ancora.

 

 

Rassicuriamoli sempre!

Chiunque ha bisogno di aiuto, di supporto psicologico, figuriamoci i figli pessimisti…

Rassicuriamoli sempre; chiunque ha bisogno di aiuto, di supporto psicologico; figuriamoci i nostri figli pessimisti.

Rassicuriamoli specialmente subito dopo che abbiano preso una decisione sofferta, anche se da noi non completamente condivisa.

Da abolire i: sei sicuro, hai considerato tutto, non venire poi a piangere da noi…eccetera…

 

E poi smettiamola di essere così intolleranti con i nostri figli, specialmente con i pessimisti.

L’abbiamo detto molte volte in questa sede NESSUNO E’ PERFETTO, noi per primi.

Basta con il criticare i nostri figli.

Dobbiamo imparare a sopportare i loro errori con amore e con fermezza: medico pietoso medico doloso; ma medico sadico é perverso da parte nostra. Non mostriamoci sempre così delusi di loro per equivoci e sbagli di tutti i generi (compreso un reiterato pessimismo) che caratterizzano la oro giovane età. Impariamo ad aiutarli con grazia e tatto; con intelligenza. L’amore per loro che andiamo a sbandierare in giro  prevede che non troviamo poi così duro attuare il piano di aiuto appena esposto.

 

Adesso vado, perché devo incontrare mia figlia.

Forse devo tirarla su per un amore, per un lavoro, per la paura di un mondo che che non si sforza di rassicurarla mai.

 

Aspettatemi…

Fra poco parliamo dei figli volubili.

A prestissimo!!!