Ha senso parlare di geopolitica o di diritti umani su una rivista che, nomen omen, è rivolta al mondo delle aziende?Ce lo siamo chiesti prima di pubblicare questo pezzo, che abbiamo voluto distinguere dagli altri contributi, anche come forma stilistica scimmiottando la narrazione. Abbiamo deciso di farlo perché il testo parla di Gaza, ma non solo di Gaza. Non riguarda solo il genocidio di un popolo, ma l’implosione dell’umanità stessa dell’essere umano prodotta da noi occidentali. Pensiamo che anche una rivista come Caos Management non possa stare zitta: sta accadendo un indicibile e un incredibile, che, colpendo l’uomo, colpisce al  cuore qualunque disciplina o campo di azione umano. Riguarda filosofi e ingegneri, manager, professional e cittadini, perché sta distruggendo la dimensione umana di noi esseri umani. Perché mina alla base il nostro essere comunità: nella società, ma anche nelle aziende. Da una prima lettura il pezzo appare impietoso verso l’attuale governo, vuole esserlo di fronte alla finta neutralità dello stesso, ma, se omettiamo alcune specifiche caratteristiche dei nostri attuali governanti, purtroppo sarebbe potuto essere uguale, di fronte ad un analogo silenzio, anche se l’Italia fosse governata da altre forze politiche.Il focus non è sulle posizioni dell’attuale governo (inaccettabili, miserevoli) ma sulle dinamiche del potere, sul ruolo, come indica il titolo, della propaganda. L’hasbarà, ci spiega l’intelligenza artificiale

«è una parola ebraica che significa “spiegazione”, utilizzata per descrivere gli sforzi di relazioni pubbliche e la propaganda del governo e dello stato di Israele per promuovere una visione positiva all’estero. Si tratta di una strategia sofisticata di comunicazione, supportata dal governo israeliano attraverso vari ministeri e agenzie, che mira a plasmare l’opinione pubblica, giustificare le azioni di Israele e contrastare le narrazioni negative, anche attraverso l’uso di influencer e canali mediatici».

Purtroppo, come uomini d’azienda, possiamo immaginarci dialoghi e dinamiche simili anche in un consiglio di amministrazione di un’azienda che deve affrontare sversamenti altamente tossici in mare o modelli produttivi oggettivamente inquinanti o pericolosi per la salute degli operatori. Il secondo tema affrontato è, dunque,  quello della comunicazione, dei rischi per chi sta al potere di non potere o non avere il coraggio di accettare e affrontare la verità. «Non possiamo lasciare a chi ha il monopolio della forza anche il monopolio della narrazione».

 

Nero, bianco, nero, bianco, nero, bianco e, poi, bianco, nero, bianco, nero, bianco, nero, e via così.
La ripetizione ossessiva della stessa trama disegna un area, anzi un campo: un campo di battaglia.
Sui bordi si fronteggiano i Bianchi e i Neri. Torri, cavalli, alfieri e una schiera di pedoni, i poveri della scacchiera, quel novanta per cento che vive con il dieci per cento delle risorse e del benessere, quelli condannati a morire per difendere sconosciuti chiamati re e regina. Ai nostri tempi “democrazia” e “libertà”.

La battaglia avrà inizio tra poco perché di una battaglia si tratta, destinata a concludersi con la sconfitta di uno dei fronti. Una sconfitta violenta. “Scacco matto” è l’urlo di guerra con cui si “abbatte” il re, la democrazia. Non lo si circonda (come negli scacchi cinesi), non lo si imprigiona, non lo si mette in fuga. Si abbatte. Tipico della cultura occidentale. Su questo gli americani del nord sono diventati maestri, fa parte delle loro radici. Una nazione nata dal genocidio di otre 350mila nativi americani, campione battuta solo dallo Stato genocida degli Eletti di Dio. Diffondere morte appellandosi all’etica della violenza, della prevaricazione. Quando è la forza a comandare.

“Scacco matto” nell’urlo della vittoria un inconscio richiamo alla realtà: matto. Perché le guerre null’altro sono che pazzie dettate dall’incapacità di risolvere le questioni confrontandosi, dialogando. Pochi sono gli ingredienti di una guerra: genitori che seppelliscono i figli, carestia, abitazioni che si sbriciolano, stupri. E una grande vittima: la verità uccisa dall’arma perfida e subdola della propaganda. “Hasbara” direbbero i Gedeoni. Narrazione per i nostri media. Fino a quando la narrazione copre la realtà e la realtà non si sa più dove sta.

Le truppe “nere” sul campo di battaglia riflettono le doti e i vizi (quest’ultimi esondanti) di chi li governa.
C’è BimboMinchia che fa due passi avanti per poi ripensarci e andare a destra, ma potrebbe scegliere di andare a sinistra, o di fare due passi indietro prima di cambiare direzione. Alla sua destra, o sinistra, Winnie the Pooh oscilla, incapace di scegliere una direzione chiara, si muove trasversalmente da destra a sinistra, per poi passare da sinistra (moderata, moderatissima) a destra con la continuità di chi fa della banalità la sua cifra emotiva e dialettica. Per non parlare di Crudelia Demon, che determinata e inflessibile, ma ancor più cinica, dichiara di andare diretta, incorruttibile, inricattabile, implacabile, intrepida verso la maschia meta per poi trasformare il moto verticale in pavido, timoroso, irrilevante compromesso orizzontale incapace di far fare un passo in avanti alla Patria, con la P maiuscola, che come un Duce conduce. Crudelia ossessionata e accecata dal proprio potere al quale sacrifica qualunque ideale. L’obiettivo è la stola maculata di dalmata. La morte dei cuccioli non scalfisce nessun sentimento. La bramosia del potere rende i cinici ancor più cinici.

Nella matematica della propaganda 34 fa il pari con 30mila. Lo zero non vale niente: figuriamoci tre zeri.
Trentamila bambini, sterminati da cecchini circoncisi, li vuole riscattare portando nel regno dei Neri 34 di essi per rapirli all’ingordigia della fame e ricondurli alla vita. Morale flessibile, vittima del proprio ego. Quando non si capisce che sarebbe meglio arrivare secondi e mantenere un’umanità. Per potersi specchiare, senza stola, ma con la dignità intatta.

Lo scenario, direbbero i presunti sapienti, è complesso, l’equilibrio in bilico, le scelte da fare critiche, forse irrimediabili se sbagliate.
La qualità della triade al potere dei Neri è una garanzia di fallimento. L’Unione di cui fanno parte è condotta da novelli mini Napoleoni. Bellicisti, guerrafondai, interessati solo ai propri interessi personali, indifferenti al bene comune a cui si appellano tutte le volte che aprono la bocca in pubblico (ma in privato…). Al soldo e al servizio di chi gli strumenti di morte li produce;  si dice per garantire pace e sicurezza. Potenza della mistificazione e della manipolazione.
Il bacio sulla guancia è il loro segnale di identità, di riconoscimento. Quello alla pantofola lo riservano ai potenti che li pagano. Quest’ultimo, di recente, si è posizionato a metà altezza. Meglio se sul lato B,

Crudelia ha invitato BimboMinchia e Winnie the Pooh a pranzo dal Mattarello di turno. Occhi color smeraldo guardano con curiosità, speranza e preoccupazione i corazzieri che con il clangore delle brillanti corazze scattano in attenti al passaggio delle auto nere sireneggianti. La prima sembra ospitare solo l’autista; non arriva al finestrino la testa dell’autorità (fa parte della cultura dei Neri un po’ di body shaming). Si apre la portiera, spuntano due tacchi 12, poi, appena appena più in alto, compare Crudelia.

Non smette di gesticolare BimboMinchia alle prese con qualche diretta social, quando si ricongiunge a Winnie the Pooh, quest’ultimo molto concentrato, gli occhi spalancati rivolti in alto, alla ricerca di una improbabile sinapsi, per trovare una banalità più ovvia e irrilevante della sua precedente dichiarazione. Compito, oggettivamente, difficile.
Sul tavolo una velina di Mattarello, come sempre basata sull’ovvietà, l’ossequio ai potenti, la paura della propria ombra e tanto rumore; rumore bianco. Ma… ma con una condanna, smemorata, all’Impero del Male Rosso. Utile solo a complicare la vita dei diplomatici.
Dei Gedeoni non c’è traccia. Non se ne sono ancora accorti. Non si possono vedere tutte le vicende che si avvicendano. Al più le si guardano. Per accorgersene bisogna vederle. I bambini nascono curiosi e vedono quello che li circonda, poi diventano adulti.
Quanti ne devono morire per raggiungere la soglia dell’attenzione, la coscienza dell’inguardabile, il coraggio della visione. Ecco perché sono lì, davanti al Mattarello. Per decidere una soglia, già per tutti gli altri oltremodo oltrepassata.

«Non possiamo continuare a far finta di niente, il popolo dei Neri è sceso in piazza a milioni, non vuole la nostra complicità» introduce al tema Mattarello,
«Ma non possiamo nemmeno prendere posizione contro gli Eletti di Dio» replica BimboMinchia «Dobbiamo riaffermare il loro diritto ad esistere e a difendersi».
«Ma esiste anche il diritto dei Bianchi di esistere». insiste Mattarello.
«Dove sta scritto?» domanda, o afferma?, non si sa mai qual’è l’esatto pensiero di Winnie.
«Non facciamo confusione! noi dobbiamo fare quello che vuole Ciuffo d’Oro» chiarisce Crudelia.
«Quello che vuole oggi, o quello che voleva ieri, o quello che vorrà domani?» domanda curiosamente ironico Mattarello.
«Quello che vuole. Punto» esclama Crudelia per togliere dalla discussione dubbi. Non vuole mettere in discussione l’unico principio del suo premierato: l’azzerbinamento all’impero di Ciuffo d’Oro.
«Il popolo dei Neri ha le idee molto chiare, dobbiamo almeno riconoscere lo Stato dei Bianchi».
«Come facciamo a riconoscere uno Stato che non esiste».
«Sempre utile il tuo contributo Winnie» sottolinea sarcastico Mattarello, «si chiama politica».

Gli occhi color smeraldo strabuzzano ascoltando questo cenacolo di fini intellettuali. Non a caso la repubblica dei Neri ama definirsi il Regno dei meritevoli.

«Potremmo incominciare ad alludere criticamente ad un pericolo di andare verso un genocidio» propone Mattarello.
«Ma allora non sei Mattarello, sei proprio matto» esclama stupefatto BimboMinchia.
«Ma è la verità!» si difende Mattarello, malcelando il disappunto per l’esternazione.
«Allora sei proprio matto! Ma come ti viene in mente di dire la verità al Popolo dei Neri, non lo abbiamo mai fatto e dovremmo incominciare proprio ora facendo incazzà la lobby Gedeonica» puntualizza Crudelia.
«In fondo tra noi Neri gli Eletti di Dio sono meno di trentamila…» rilancia Mattarello.
«Si, ma pieni di soldi e molto organizzati, e posseggono quote importanti in tutti i mass media. Non vi potete immaginare le telefonate che ricevo…» precisa Crudelia, Dopo essersi umettata le labbra.

«Potremmo iniziare i nostri interventi esclamando che si tratta di una barbarie e chiuderla lì» rilancia Winnie consapevole dell’impraticabilità della proposta di accennare ad un genocidio.
«E richiamare sempre il diritto del Popolo degli Eletti di esistere» incalza BimboMinchia.
«Certo che si, ma anche loro non possono sempre travalicare il diritto internazionale» insiste Mattarello, cercando di ricondurre la discussione in un campo istituzionale.
«Il diritto internazionale è importante ma fini a un certo punto» sottolinea Winnie, sorridente per aver trovato qualcosa da dire nella prossima trasmissione televisiva.

«Comunque dobbiamo ricordare sempre che è colpa dei Bianchi terroristi armati dai perfidi Persiani» incalza Winnie «e che tutto è iniziato il 24 febbraio del 2030 con il loro orribile attacco».
«Ma dai! Li hai sentiti i nostri Servizi segreti, il 24 febbraio è stata una trappola dei Gedeoni che cercavano un pretesto per scatenare l’inferno» lo riprende BimboMinchia.
«Shhh! Questo non lo dobbiamo dire neanche tra di noi. Segreto di Stato».
«Si! “Tutto è iniziato”, come se prima del 24 febbraio manco si conoscessero Bianchi e Gedeoni…» borbotta sconfortato Mattarello.
«E, poi, non dimentichiamoci dei 50 ostaggi orribilmente imprigionati. Dobbiamo sempre richiamarli per sottolineare che non si ha la pace per colpa dei terroristi Bianchi» rilancia Winnie.
«Winnie, Dio mio, sei il Ministro degli Esteri. Tu ci credi davvero che i Gedeoni, liberati gli ostaggi, interromperanno il massacro e si ritireranno? Riesci ad immaginarti quante scuse inventeranno per continuare. L’hanno detto chiaro e tondo: i Bianchi devono andarsene da lì. Tutti.» sospira Mattarello «con le proprie gambe o distesi». E prosegue «C’è una piccola omissione della quale il popolo dei Neri prima o poi si accorgerà. Omissione che pesa. Su 10mila Bianchi detenuti nei carceri dei Gedeoni ben più di 3mila erano in detenzione amministrativa, trattenuti senza accuse formali».
«Esagerato! tremila…» lo interrompe BimboMinchia.
«3,327 precisamente su 9.619 alla fine dell’anno scorso, incalza Mattarello, stime più recenti della nostra ambasciata parlano di 3.600 detenuti senza processo. Non sono ostaggi questi? Quando l’opinione pubblica ne avrà coscienza la protesta crescerà ancor di più».
«No, no, infatti, non attiriamo troppo l’attenzione sugli ostaggi in mano ai Bianchi, anche perché sappiamo che i capi dei Gedeoni li considerano semplici danni collaterali, da sacrificare pur di, diciamo, continuare lo sterminio» replica Crudelia.

«Buttiamola in caciara, non per vantarmi ma sono un maestro, propone BimboMinchia, inviamo un po’ di casse di farina e di pasta Made in Neriland da paracadutare con dei C130 e martelliamo i nostri elettori di servizi sui Tg amici. Poi Winnie potrà andare in Tv e affermare che noi siamo il paese occidentale che ha fatto di più come solidarietà verso i bambini del Popolo dei Bianchi, che il nostro governo ha sfamato i bambini Bianchi».
«Giusto! Sapete che sono donna, mamma e cristiana e quanto a cuore mi stia la sorte dei bambini»» introduce Crudelia interrotta da Winnie «definisci bambini?».
«Winnie non mi far perdere la pazienza! Ne troviamo una trentina affamati e malconci, di certo non sarà difficile, e li portiamo in Italia a bordo di nostri aerei con ben visibile la bandiera tricolore dei Neri sulla fusoliera, per farli curare nei nostri ospedali pediatrici. Immaginate che impatto emotivo sulle mamme e le nonne dei Neri. Dobbiamo, diciamo, organizzare servizi su tutti i notiziari con rilanci sui talk show amici, quelli con i conduttori pagati dai Gedeoni, che sono, più o meno, quasi tutti.»
«Troppo sfacciato, non ci cadono neanche i polli che ti votano» provoca BimboMinchia.

«Signori dobbiamo prevedere qualche sanzione economica. Non possiamo prendere troppo in giro il popolo dei Neri» rilancia Mattarello.
«Non possiamo! Dobbiamo! I Gedeoni ci tengono in pugno» replica Crudelia. «Che vuoi dire?» chiede Winnie entusiasta per aver finalmente trovato una residua sinapsi. «Abbiamo affidato a loro tutta la nostra cybersicurezza. Se li facciamo incazzare, raga’, ci tagliano ogni assistenza e difesa da cyber attacchi o indagini sul web».
«E se fosse solo questo ci andrebbe pure bene! , esclama Mattarello, potrebbero anche bombardarci visto che rimarremmo indifesi e, lo sappiamo, che non c’è nulla che piace di più agli Eletti di Dio che massacrare gli indifesi».

«Potremmo bloccare il rifornimento delle armi, o almeno delle mine anti uomo, tanto non gli servono, non vogliono i Bianchi mutilati preferiscono soluzioni più definitive».
«Allora non hai capito, spiega Crudelia, dobbiamo evitare di far salire la tensione che potrebbe convincere  i Gedeoni ad appellarsi al loro diritto di esistere scatenando le armi atomiche. Sapete che non  conviene neanche a noi quattro. La guerra viene decisa da chi, comunque, non la farà. Ma questo non vale per la guerra nucleare. Armi troppo egualitarie. Oltre alla povera gente uccidono anche i potenti del pianeta anche se inutilmente si rifugieranno nei bunker. Cosa troveremo quando usciremo dai bunker?»

Il viso, che incornicia enormi meravigliosi occhi color smeraldo, racchiuso tra due mani ossute viene scosso da destra a sinistra. Non vuole credere a quello che sente.

Si ode il clangore delle corazze dei corazzieri che scattano in attenti e salutano l’ingresso di un bambino. Avrà a malapena dodici anni, le ossa messe in bella luce dalla fame che lo divora e che non vengono pietosamente coperte dai vestiti sudici e a brandelli che cercano, inutilmente, di proteggerlo. Al collo una kefhia bianca e nera come la trama della scacchiera. I suoi occhi color smeraldo, passano da un volto all’altro dei presenti, non con l’odio che meriterebbero, ma con compassione per la loro meschina esistenza apostrofandoli con dolcezza «Siamo in un epoca terribile come tutte quelle in cui i pazzi guidano i ciechi. Ma noi non vogliamo rimanere ciechi, vogliamo guardare in faccia la realtà e invocare, inseguire, sostenere, ottenere la pace . Non possiamo essere ciechi e permettere ai pazzi di guidarci verso l’apocalisse nucleare. L’uomo ha uno spiccato istinto di sopravvivenza come individuo e una malsana tendenza al suicidio come specie. Non possiamo lasciare a chi ha il monopolio della forza anche il monopolio della verità che tanto è disprezzata da chi dovrebbe proteggerci ma che ragiona con i soldi e al soldo dei fabbricanti di morte».

Mattarello, Crudelia Demon, Winnie the Pooh e BimboMinchia non riescono a sostenere lo sguardo dei due occhi fiammeggianti color smeraldo… ma non riusciranno a pronunciare la parola “genocidio”.

Per approfondire

Due milioni in piazza in più di 100 città in una giornata straordinaria di sciopero per Gaza, per il popolo palestinese, per la Flotilla, Cobas scuola, 6 ottobre 2025.
Tajani a Porta a Porta: “Il diritto internazionale è importante ma fino a un certo punto”, la Repubblica, 2 ottobre 2025.
Statistiche sulla detenzione amministrativa nei Territori Occupati, B’tselem, 3 marzo 2025.
Hasbara: come funziona la propaganda israeliana, Ultima voce, 7 marzo 2024.
F.Q., Scambio di ostaggi: detenuti palestinesi liberati da Israele arrivati a Ramallah in Cisgiordania. Marea umana ad attenderli, Il fatto quotidiano, 13 ottobre 2025.
Mearsheimer John, Ecco cosa è davvero accaduto il 7 ottobre, Frontezero, 11 ottobre 2025.
Ministero degli affari esteri, L’Italia accoglie 31 bambini dalla Striscia di Gaza nella più importante evacuazione sanitaria di minori mai realizzata, Sala stampa affari esteri, 14 agosto 2025.
Mottola Giorgio, Questione di lobby, Report Rai3, 14 gennaio 2025.
Redazione, Cybersecurity e geopolitica: il partenariato strategico Italia-Israele, Ict security magazine, 16 agosto 2025.
Rumiati Raffaella, Quanti gli ebrei in Italia? Perché sovrastimiamo le minoranze, Avvenire, 5 dicembre 2023.
Russell Catherine, Gaza: due anni di terribile guerra hanno devastato i bambini, Unicef, 7 ottobre 2025.

Per ascoltare il Podcast di Caos Management clicca qui.

Il podcast che potete ascoltare, è elaborato dalla IA Notebook LM, costruito a partire dalla scrittura originale del suo autore umano. Lo consideriamo un complemento, non è una replica, è un’interpretazione!