C’ erano una volta i buoni e i cattivi.
Nella narrazione del mondo che ci circondava fino a non troppi anni fa c’erano i buoni da una parte e i cattivi dall’altra. Nelle favole, nei cartoni animati dei bambini, nella religione, nelle scuole, negli schieramenti politici e negli Stati. Era facile distinguere i buoni dai cattivi, il positivo che gli uni si portavano dietro dal negativo che si portavano dietro gli altri. Poi arrivò la globalizzazione e con essa i buoni cominciarono a mischiarsi ai cattivi ed i cattivi ai buoni. Diventò nel tempo sempre più difficile distinguere i buoni dai cattivi tanto che oggi non sappiamo più chi sono i buoni e chi i cattivi.
Fin qui la storia di come sono andate le cose negli ultimi 80 anni.
Oggi ci troviamo in una fase nella quale tutti i riferimenti che per generazioni avevano caratterizzato e delineato una parte del mondo rispetto ad un’altra sono di fatto saltati. Mi riferisco al mondo occidentale vs il mondo orientale, ai fascisti vs i socialisti, ai capitalisti vs i comunisti, agli americani vs i russi, alle guardie vs i ladri, agli onesti vs i disonesti, cioè ad una realtà nella quale era chiaro chi stava da una parte e chi stava dall’altra, c’era il bianco e c’era il nero. Poi è venuta l’epoca grigia, il miscuglio, la frammentazione ed il melting pot. Il mondo occidentale si è mischiato con il mondo orientale, i fascisti sono diventati populisti ed i comunisti sono diventati fascisti, le guardie si sono mischiate ai ladri e i ladri alle guardie, gli onesti sono diventati disonesti, gli americani sono diventati amici dei russi e i russi amici delle destre di tutto il mondo.
Oggi la Russia, i comunisti di una volta, finanziano i partiti ed i movimenti di destra del mondo occidentale e i cinesi, ideologi e primi attori per decenni del comunismo e dell’economia pianificata hanno adottato completamente il sistema economico capitalista.
Come si fa in questa situazione a distinguere i buoni dai cattivi? Chi sono i buoni e chi i cattivi?
Da laico, mi dispiace dirlo, l’unico faro, l’unica barca che ha mantenuto la barra dritta, l’unico uomo, organismo, istituzione, organizzazione, punto di riferimento mondiale è il Papa, la Chiesa Cattolica i cui principi e valori che si riferiscono alla condizione umana ed all’esistenza su questo pianeta sono sempre gli stessi da oltre 2000 anni. Onore al merito! E non è conservatorismo, ma rigore valoriale e metodologico. E non tutte le religioni o Chiese di altre confessioni hanno tenuto fede ai propri valori. E non certamente per un adeguamento ai tempi moderni. Come si può infatti giudicare l’approvazione della guerra che ha iniziato la Russia nei confronti dell’Ucraina da parte della Chiesa Ortodossa Russa?
Da osservatore laico devo invece rilevare come nella società civile, nella politica così come nell’economia non ci sono più punti di riferimento e questo genera confusione, disorientamento, mancanza di progettualità e quindi di investimenti, obiettivi di brevissimo tempo, confusione di ruoli ed abbattimento di responsabilità.
I genitori si sostituiscono agli insegnanti e difendono a prescindere i figli disconoscendo autorità e metodo educativo, i figli non riconoscono la patria potestà e fanno quello che vogliono, saltando anche in questo caso i principi basilari dell’educazione; in politica i vari partiti si alleano non sulla base di valori comuni o comuni programmi ma solo sulla base della conquista del potere; in economia si sono persi da tempo due fattori fondamentali: il primo che lo sviluppo di ogni impresa dovrebbe portare benefici al territorio ed alla comunità che rappresenta (qualcuno ricorda Olivetti?) e non solo agli azionisti o ai managers, il secondo che fare impresa è cosa diversa dal fare finanza, oggi molte operazioni anche di merger & acquisitions sono spesso operazioni dettate da convenienze ed opportunità finanziarie piuttosto che industriali e questo ha portato alla finanziarizzazione dell’economia con le conseguenze che tutti conosciamo.
L’articolo si potrebbe chiudere giornalisticamente parlando con la perifrasi “Ridateci i buoni e i cattivi! Era un altro mondo ma era migliore” ma avrebbe un sapore nostalgico e popolare. Conscio invece che il futuro non si ferma e non si può e non si deve tornare indietro occorre però che si trovino nuovi parametri, nuovi profili, nuovi paradigmi che consentano di uscire da questa profonda crisi di identità che sta attraversando l’umanità. Le forze attualmente in campo stanno riportando indietro di molti anni l’orologio della storia che, se guardiamo al passato, ha attraversato molteplici periodi bui. La nostra storia è caratterizzata da periodi floridi (rinascimento, rivoluzione industriale, new economy) e da periodi bui (medioevo, la grande depressione del ’29, la crisi del 2008).
In questo momento il driver principale dello sviluppo sembra essere la tecnologia che ha fatto e sta facendo passi da gigante ad una velocità che però l’umanità stenta a razionalizzare e gestire al punto che spesso rimane vittima della stessa piuttosto che attrice. La stessa tecnologia è in mano a pochi individui che attraverso essa hanno acquisito un potere enorme sui nostri destini.
Ecco allora che occorre riformulare le regole della civile convivenza tra i popoli, affermare nuovi principi che tengano conto dell’uso della tecnologia, cosi come delle armi, piuttosto che dell’uso che privati cittadini possano fare o non fare delle loro immense ricchezze, redistribuire la ricchezza generata dalla nuova e dalla vecchia economia che oggi premia solo pochi individui (azionisti, amministratori delegati) a scapito di molti (lavoratori, pensionati), aggiornare i valori etici inderogabili su molti temi ( a cominciare proprio dall’uso della tecnologia, dell’intelligenza artificiale, dei social network, ma anche delle tlc, dei satelliti) e condividerli in modo chiaro affinchè si sappia chi li condivide e chi no e si possa quindi tornare a riconoscere i buoni dai cattivi!
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