ESEMPIO DI UN’INIZIATIVA CULTURALE PRIVATA ALL’INSEGNA DELL’INNOVAZIONE

 

Il Museo d’Arte e Scienza di Milano, a due passi dal Castello Sforzesco, è nato nel 1990 per volontà del fisico tedesco Gottfried Matthaes, acuto scienziato e appassionato collezionista d’arte, e rappresenta un vero e proprio laboratorio di ricerca e sviluppo culturale dove arte e scienza si incontrano. Si tratta di una vera e propria “fucina” multietnica di elaborazione delle tematiche dell’arte, apprezzata soprattutto all’estero da collezionisti e amanti della cultura. Il Museo ospita un percorso didattico sul riconoscimento dell’autenticità nell’arte e nell’antiquariato che lo rende unico nel suo genere, due importanti collezioni d’Arte Buddhista e d’Arte Africana e, infine, una sezione didattica dedicata a Leonardo. Un Museo dalla forte internazionalità, con pannelli esplicativi in sei lingue, che sta progettando in collaborazione con l’istituto per i ciechi di Milano un percorso con testi in braille. 

 

Innovazione: un must di famiglia 

L’arte e la tecnologia sono il filo conduttore dei quasi 25 anni di vita di questo gioiello culturale milanese, che propone un percorso unico al mondo per il riconoscimento dell’autenticità nell’arte e nell’antiquariato basato anche sul brevetto del fisico tedesco Gottfried Matthaes (acuto scienziato discendente da una famiglia di grandi artisti di Dresda e appassionato collezionista d’arte) di un sistema innovativo per la datazione di oggetti in legno. 

Gottfried Matthaes, che verso la metà degli anni ’50 aveva innovato la produzione dei circuiti stampati presenti praticamente in tutte le radio dell’epoca e dei decenni successivi, unendo alla sua formazione scientifica la grande passione per l’arte, iniziò ad osservare gli oggetti della collezione ereditata dalla famiglia con occhio più critico e attento e a dubitare dell’autenticità di alcuni di essi. Anni di studio e di ricerca lo portarono a diventare uno dei massimi esperti in oggetti d’antiquariato, ma né libri né informazioni furono sufficienti a chiarire i suoi dubbi. E, così, grazie all’esperienza acquisita nell’ambito fisico e scientifico, al suo desiderio di innovazione e anche alla sua genialità, riuscì a elaborare e a brevettare un sistema scientifico per la datazione di oggetti d’arte. Lasciata definitivamente l’attività professionale nel 1989 fu possibile per lui concentrarsi sull’accertamento del falso nell’arte, attività a cui si era dedicato negli ultimi 10 anni. Sempre in quell’anno acquistò due piani del Palazzo Bonacossa a Milano, dove hanno sede l’attuale Museo d’Arte e Scienza e il laboratorio scientifico altamente specializzato nella datazione spettroscopica. Nel 2008 il laboratorio scientifico aprì una seconda sede in Germania, a Nonnenhorn (Lindau), espressamente dedicata al servizio del nord Europa, gestita da Martin Matthaes. 

Alla morte di Gottfried Matthaes, nel 2010, la guida del Museo passò ai figli Peter Matthaes, attuale direttore dell’istituzione e del laboratorio scientifico, e Patrizia Matthaes, presidente dell’Associazione Amici del Museo d’Arte e Scienza, la cui mission è l’organizzazione degli eventi e delle iniziative collaterali sia di fundraising sia di collaborazione con enti internazionali e paneuropei per l’ulteriore espansione del Museo. E pur nella continuità dell’impostazione data da Gottfried, un’attenzione particolare è stata data a tutti i materiali divulgativi, utilizzando anche molto la comunicazione multimediale, che ha avuto un notevole impulso negli ultimi tre anni. Restyling del sito, suo continuo rinnovamento, utilizzo esteso dei social network: sono questi alcuni dei punti qualificanti che caratterizzano la nuova gestione di Patrizia e Peter Matthaes.

E nell’ambito dei progetti culturali gestiti dal Museo e promossi dall’Associazione Amici del Museo, sono stati messi a calendario per il primo semestre del 2015 alcuni eventi che si rivolgono a un pubblico molto variegato di appassionati dell’arte e di temi collaterali. Dal 2 febbraio e fino a maggio è previsto un corso propedeutico di Storia dell’Arte dal titolo “MI Conosci? Imparare l’arte”, curato da Mariachiara Vidali, storica dell’arte e guida di Milano; dal 24 febbraio, viene proposto il corso dal titolo “I Gioielli del Novecento, storia costume e curiosità dei fascinosi protagonisti della moda internazionale” curato da Monica Salvestrini, docente di gioielleria antica.

Un occhio attento alla tecnologia nella vita quotidiana delle persone

L’Associazione Amici del Museo d’Arte e Scienza, da sempre attenta anche all’evoluzione della tecnologia nella vita quotidiana delle persone, realizza in collaborazione con Paola De Vecchi Galbiati, managing consulting ed esperta in didattica aumentata, e SoloTablet, il corso “Essere genitori 3.0” (alla sua seconda edizione) e “Digital family 3.0”, proposti e realizzati con l’ottica di coinvolgere tutta la famiglia.

Partendo dalla considerazione che le tecnologie digitali oggi non sono solo immagini scadenti e gossip, cyber bullismo e perdita di tempo, ma anche un’inesauribile fonte di informazione e comunicazione e una vera risorsa di collaborazione e di socialità positiva che, se si conoscono, sono uno strumento di superamento del “digital divide” generazionale. Per quanto riguarda “Digital family 3.0” la considerazione di partenza è che forse nell’era dei social network non conoscere le nuove tecnologie impedisce agli adulti di aprire canali di comprensione e condivisione con bambini e ragazzi. Ecco quindi che Paola De Vecchi Galbiati invita i nonni, gli zii, i genitori a conoscere, valutare e selezionare con i bambini e i ragazzi gli strumenti e le applicazioni più interessanti, più utili, per definire il giusto equilibrio nell’uso e nel consumo degli strumenti digitali. 

A cura della restauratrice Sonia Checchini Cremonesi e con l’ausilio di una proiezione commentata di esempi tratti dalle opere più famose di Leonardo, il corso propone lo studio di due tecniche fondamentali della pittura del maestro fiorentino, lo sfumato e il chiaroscuro, che egli seppe fondere ed utilizzare con risultati sorprendenti e di cui è considerato maestro insuperabile.

Sarà inoltre approfondito il concetto di prospettiva aerea a cui Leonardo dedicò gran parte dei suoi studi pittorici con un approccio scientifico oltre che artistico.

A cura della restauratrice Sonia Checchini Cremonesi e con l’ausilio di una proiezione commentata di esempi tratti dalle opere più famose di Leonardo, il corso propone lo studio di due tecniche fondamentali della pittura del maestro fiorentino, lo sfumato e il chiaroscuro, che egli seppe fondere ed utilizzare con risultati sorprendenti e di cui è considerato maestro insuperabile.

Sarà inoltre approfondito il concetto di prospettiva aerea a cui Leonardo dedicò gran parte dei suoi studi pittorici con un approccio scientifico oltre che artistico.

 

Dipingere con Leonardo durante EXPO 2015

Per tutto il mese di maggio, in concomitanza con l’apertura di EXPO 2015, il martedì e il giovedì dalle 14 alle 18, si terrà al Museo d’Arte e Scienza un corso intensivo basato sugli insegnamenti del “Trattato della Pittura” di Leonardo da Vinci, curato da Sonia Checchini Cremonesi, restauratrice. Il corso è pensato per fornire tutti gli strumenti necessari, inclusi i materiali e i supporti per i disegni e non è richiesto un livello di preparazione minimo. Leonardo, che oltre ad essere un grandissimo pittore, fu in primo luogo uno scienziato e passò gran parte della sua vita ad osservare, studiare e progettare, annotò i suoi pensieri, consigli e disegni su migliaia di fogli che vennero successivamente raccolti e ordinati da studiosi del Maestro e il “Trattato della Pittura” ha come filo conduttore  proprio l’esercizio della “filosofia del vedere”, cioè il saper cogliere la rivelazione della natura tramite l’osservazione.