Il numero di dispositivi connessi a Internet (Internet of Things, IoT) ha recentemente superato il numero totale di esseri umani sul pianeta.

 

Viviamo in un mondo sempre più connesso e teoricamente più intelligente. Dico “teoricamente” dato che gestire la grande quantità di dati significa usare strumenti sempre più sofisticati per fare in modo di generare informazioni intelligenti per noi. E questo richiede molto studio e un cambiamento nei programmi e nelle modalità di apprendimento e di acquisizione di competenze.

 

 

 

Gli esperti del settore stimano che entro la fine del decennio gli oggetti connessi a Internet saranno 50 miliardi. Prevedono, inoltre, che nei prossimi dieci anni l’IoT genererà un valore economico globale di 6,2 trilioni di dollari.
L’Internet delle cose (IoT) sta già cambiando il modo di interagire con il mondo. I nostri dispositivi sono più intelligenti, e ci permetteranno a breve di impostare, p. es., il termostato alla temperatura che vogliamo o attivare la lavatrice o il preriscaldamento del forno. E tutto questo mentre stiamo tornando a casa con la nostra auto.

 

 

 

La realtà aumentata come sappiamo è un sistema di grafica interattiva che permette di sovrapporre alla realtà percepita dall’utente  – tramite, p.es., la fotocamera  del proprio smartphone – oggetti virtuali in tempo reale. In pratica la percezione del mondo dell’utente viene aumentata. Da qui il termine di realtà aumentata.

 

Ma cosa c’entra questa con l’Internet delle cose?
Ricordiamoci di come lavoravamo prima dei cellulari. Era necessario essere alla scrivania per prendere le chiamate dei clienti o rispondere a precise richieste e ulteriori informazioni. Ora con gli smartphone tutto è cambiato. Possiamo leggere email in tempo reale e rispondere prontamente alle richieste pervenuteci; possiamo condividere progetti ed rielaborarli; possiamo preparare la presentazione per la nostra prossima riunione, e così via. Insomma ci riesce difficile immaginare di portare avanti la nostra attività professionale senza l’uso intelligente di questi oggetti (preferisco dire “uso intelligente degli oggetti” a “uso di oggetti intelligenti”). E in questo caso stiamo parlando solo di smartphone.

 

 

Ma se prendiamo in considerazione le “wearable technologies”, ovvero tutte quelle tecnologie portabili ed indossabili (Sensori, micro-computer, smarwatch, braccialetti da fitness e occhiali intelligenti, ecc.), che modellate attorno al corpo delle persone, diventano un valido assistente per i bisogni dell’utente, ampliando anche la sue capacità sensoriali, si aprono scenari vastissimi e del tutto nuovi.

 

 

Le possibilità di sviluppo delle tecnologie indossabili sono molteplici e le ricerche si stanno concentrando nella direzione di una sempre maggiore naturalezza e comfort.
Le aziende hanno ora compreso il valore dell’ IoT e molte di loro hanno iniziato a incorporare sensori in impianti di produzione. Questi dispositivi producono enormi quantità di dati che le aziende stanno iniziando a sfruttare per guadagnare un vantaggio competetivo rispetto ai loro competitor.

 

Ed è qui che il connubio tra la realtà aumentata e l’internet delle cose diventa determinante per immaginare una “business revolution” che vada ben oltre quello che è accaduto con i telefoni cellullari o gli attuali smartphone.

 

 

La chiave di questa rivoluzione è l’accesso ai dati. Ad esempio, nel settore delle costruzioni, possiamo immaginare caschi intelligenti (smart helmets) che raccolgono informazioni sull’ambiente in cui sta operando un tecnico e che forniscono in tempo reale informazioni e istruzioni utili allo stesso tecnico.

 

Questo permette al lavoratore di ottimizzare i tempi di lavoro e allo stesso tempo di migliorare il fattore sicurezza  vista la tempestività delle informazioni di cui può usufruire. Pensiamo anche alle applicazioni che la realtà aumentata insieme all’ IoT possono dare nel settore del design e della prototipazione: la possibilità di creare e modificare modelli 3D posizionandoli e combinandoli con l’ambiente reale, simulando  test di sollecitazione fino al collaudo virtuale.

 

 

Questi sono solo alcuni degli infiniti esempi di applicazioni che la realtà aumentata e l’ internet delle cose sono e saranno in grado di proporre per avviare un radicale cambiamento nei più diversi ambitii, come quello dell’ industria, della salute, dell’ intrattenimento, dello sport e della cultura. Per quanto rigurda l’Italia qualcosa si sta muovendo, grazie soprattutto alle startup innovative. Ma in questo settore le competenze sono difficili da trovare e a questo proposito ben vengano iniziative legate a progetti didattici innovativi che guardano a queste nuove tecnologie come delle importanti opportunità di sviluppo e crescita professionale e impreditoriale. Ne daremo notizia a breve.

Fonte immagini:

fig.1: http://www.unica.it/UserFiles/File/Utenti/nuvoli/%20%20%20%20%20iniziativevarie/internet-of-things.jpg

fig.2: http://iotexpo.it/wp-content/uploads/2015/10/The-Internet-of-Things.jpg

fig.3: http://blogs-images.forbes.com/oracle/files/2015/07/InternetofThings.jpg

fig.4: http://nwn.blogs.com/.a/6a00d8341bf74053ef01bb089ea5c5970d-pi

fig.5: http://cdn.ndtv.com/tech/images/gadgets/reality_editor_app_screenshot.jpg

fig.6: http://raconteur.net/public/img/articles/2015/09/Wearable-Technology-2015.jpg

fig.7: http://sqream.com/wp-content/uploads/2014/06/wearable-technology-625×300.jpg

fig.8: http://static1.squarespace.com/static/5374e29ee4b0d4555963d113/t/55ba4563e4b053d7b7cf08af/1438270821662/

fig.9: https://i.ytimg.com/vi/iW9oXi1OFLQ/maxresdefault.jpg

fig.10: https://www.prokarma.com/sites/default/files/styles/blog_post_banner/public/mobile%20management%20systems.jpg