Che cosa diavolo frulla nel cervello degli scienziati, mi chiedo. Vorrei proprio saperlo.
Sono una che non esclude nulla, eccetto il creazionismo che mi convince poco. Sono certa che gli astri seguano la  mappa temperamentale di ciascuno di noi nel giorno, nell’ora e nel luogo della nostra  nascita.

Il “Quadro Astrale”, il “Cielo di Nascita”, la “Rivoluzione Solare”, le Case, i Pianeti, gli Ascendenti, le quadrature, i trigoni, le opposizioni e i quinconce.

Non potrebbe essere diversamente: ho il Sole in Pesci nella Terza Casa e l’Ascendente in Sagittario ovviamente nella Prima casa. Per non parlare dei tanti Pianeti in Gemelli… “Davvero? Dio mio Pesci, Gemelli e Sagittario…tre segni doppi, mutevoli. Come fai a conviverci? C’è da impazzire.  “In verità sto bene, molto bene: fantasia, senso del mistero e desiderio di sapere.

Che altro c’è nella vita?”

C’è la Numerologia, la Cartomanzia, la Lettura dei fondi di caffè e delle linee della mano.

Il futuro attraverso i corsi d’acqua, nell’attesa di vedere la vittima della nostra gelida vendetta giacere trasportata  dalla corrente.  Le pietre di fiume,  le fronde di nocciolo e il cielo a pecorelle. Infine mi  confronto quotidianamente  con i miei spiriti guida (non gli angeli custodi, per carità!) per le mie scelte di vita.

Vedo  “munacielli” e “belle’mbriane” passeggiare per casa e bere il mio vino.

Insomma la materia scientifica non mi ha mai attratto,  come si dice “chi ama scrivere, odia far di conto”.

“Brava in italiano, pessima in matematica”, poi ti accorgi che anche le parole sono in qualche modo legate alla matematica, tutto lo è ma nessun saggio insegnante te lo dice. Se lo tiene per sé o è solo più ignorante di un caprone.

Poi una sera mi sono imbattuta in un signore evidentemente paraplegico piantato come un tronco di acero su di una sedia a rotelle.  La sua voce, che  veniva fuori attraverso meccanismi elettronici, rugginosa come ferro vecchio, narrava di favole antiche come la nascita del Cosmo e eventi  lontani miliardi di attimi di futuro.

Stephen Hawking ha sussurrato  nelle orecchie della mia immaginazione, del mio senso del mistero e della mia ossessiva voglia di conoscenza  le sue storie: le “Radiazioni di Hawking, la Teoria delle stringhe,  il Bosone di Higgs e i Buchi neri primordiali. Concetti che attraverso di lui prendevano il sapore di nuovi mondi  da esplorare.

Fantastici: Gravità Tempo Universo.

Intelligenza Artificiale.

“Finalmente QT-1 parlò. La sua voce aveva il timbro freddo che era impossibile dissociare da un diaframma metallico:  “Ti rendi conto della gravità della tua affermazione, Powell?”  “Qualcosa ti ha pure costruito, Cutie…tu stesso ammetti che la tua memoria sembra essere scaturita una settimana fa, già completa, da un vuoto assoluto.  E io te ne do la spiegazione : Donovan ed io ti abbiamo costruito, utilizzando le parti che ci sono state spedite”

Cutie si guardò le lunghe dita flessibili in un atteggiamento stranamente umano :  “Sono convinto che deve esistere una spiegazione più soddisfacente. Mi sembra improbabile che sia stato TU a fare Me.”

Nel 1950 Isaac Asimov  nel suo bellissimo “Io, robot” descrive così  QT-1. La “macchina” di Isaac si  trasforma  nel tempo, prende a prestito e infine si impossessa dei modi e dei sentimenti degli uomini. Compresa la ribellione.

Asimov immagina un terzo millennio in cui gli uomini spadroneggino sui robot. Lui è dalla parte loro, li considera i nuovi schiavi dei campi di cotone di Giove, Marte e della Luna.

Vincono la forza di gravità e sono capaci di risolvere problemi estremi, inimmaginabili per l’uomo.

Per queste ed altre ragioni l’uomo, il loro Supremo Creatore, ha segnato a grandi lettere un contratto in tre importanti punti, legandoli strettamente alle regole delle  “Tre leggi della robotica”:

 

  1. Un robot non può render danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima e con la Seconda Legge.

Così i nuovi schiavi, beffeggiati e sopraffatti da esseri inferiori, gli esseri umani,  imparano a sventolare le rosse bandiere della rivoluzione. Libertà, Uguaglianza, Fraternità anche per loro.  Simboli cocenti di un mondo più giusto e “umano”.

Cutie si ribella, come Hal 9000 nel grande affresco del 1968 sull’evoluzione della razza umana e della sua ricerca della conoscenza e del Sapere. La resistenza di Hall alla Legge determina la sua fine. E noi lo sentiamo chiedere aiuto, ne percepiamo sulla pelle il  terrore in una semplice ma struggente affermazione “Dave, ho paura ..” fino alla perdita del tono della voce, fino ad un rauco gorgogliare indefinito..

“2001, Odissea nello spazio”,  uno dei grandi capolavori di  tutti i tempi, parla di noi, dei nostri preistorici antenati  e della loro capacità d’imparare ed evolvere.

Fino all’esplorazione dei pianeti,  e a ritrovarci in un Tempo, che la velocità incurva, a guardarci  vecchi sul letto di morte mentre  ancora feti  navighiamo legati al cordone ombelicale nel liquido  amniotico.

Ciro Discepolo, ingegnere elettronico e affermato astrologo, scrive nel suo  saggio sul film di Kubrick: “E, infatti, 2001, Odissea nello spazio è soprattutto un film religioso: religioso perché vuole dimostrare che c’è un percorso, una meta da raggiungere, una lunghissima parabola che trasformerà scimmie urlanti nell’Africa preistorica in creature costituite da sola luce (la scena finale del capolavoro), con o senza l’assistenza del grande monolito nero.

…Kubrick ci offre la sua visione di un possibile percorso dell’animale-uomo sulla Terra, ma anche prima della vita sulla Terra e, probabilmente, dopo la vita sulla Terra.

Il monolito nero è, in tutta evidenza, la conoscenza (endogena o esogena),  il tutor, che assiste l’uomo-barbaro -animale in questa meravigliosa evoluzione che lo porterà, dopo 4 milioni di anni, a partire dalla prima scena con gli ominidi, a scoprire, sulla base lunare Clavius, la presenza dello stesso monolito che ci sta già suggerendo, sin dall’alba della civiltà, e che ci suggerisce ancora di andare verso Giove e “beyond Jupiter”, verso l’infinito.