Personalmente trovo il viaggio dell’eroe uno degli argomenti più affascinanti e uno strumento prezioso. Metafora della vita, fil rouge di storie affascinanti, dall’epopea di Gilgameš a Harry Potter e Guerre stellari, impagabile per la crescita personale e per la comprensione di sé e degli altri, il viaggio dell’eroe è estremamente sfaccettato, al punto che, inevitabilmente, nel raccontarvene finirò per tralasciare molto.

 

 

Anche quel poco, però, può servire in tempi come questi per una migliore comprensione, poiché io, come Albus Silente, ritengo che capire sia un inizio importante (Deve capire: capire è il primo passo per accettare, e solo accettando si può guarire. – Albus Silente Harry Potter e il calice di fuoco).

Traggo quindi ispirazione dal bel libro di Carole Pearson, L’eroe dentro di noi, per provare a capire come i cinque archetipi del viaggio dell’eroe reagiscono al Covid19 e trarre spunto per qualche considerazione aggiuntiva.

Il primo è l’Innocente. Per lui il mondo è il Paradiso terrestre, ogni cosa intorno a lui è al suo servizio e ha come scopo la sua gratificazione e il suo benessere. Può solo non vedere o negare ogni cosa o evento che rischi di farlo uscire da un mondo felice. Negazionista, dunque, al di là di ogni ragionevole dubbio.

 

Il secondo è l’Orfano, cacciato dal Paradiso terrestre, ha conosciuto e riconosciuto il drago, ma non ha ancora cominciato il viaggio: non ha, per ora, intenzione di gestire l’esperienza. È il momento del dolore, dell’angoscia, del terrore dell’ignoto. Soffre, invocando un inaccessibile ritorno alla normalità che qualcun altro, non lui, deve ottenere.

Varcata la soglia, e iniziato il viaggio vero e proprio, incontriamo il Martire, dedito al bene altrui. Sicuramente, almeno all’inizio della pandemia, Martire era nel suo elemento: il bisogno del suo aiuto è aumentato in maniera esponenziale. Sono molte le energie femminili presenti in questo archetipo, e forse non è un caso che questo ruolo, durante la pandemia, sia richiesto prevalentemente alle donne che devono sopravvivere tra smart working, famiglia, figli con scuola a distanza e mariti più che mai presenti.

Dal martire al viandante, con un impeto di ribellione e un forte desiderio di prendersi, finalmente, cura di sé e della propria vita. Viandante ha fatto sicuramente le vacanze all’estero, o almeno in modo frenetico tra una discoteca e un apericena, ed è il primo a salire su un treno appena viene annunciato che la città dove abita, e dove è andato ad abitare per allontanarsi dalle origini, diventerà zona rossa, fosse anche per tornare a quella città e a quella famiglia da cui era fuggito.

E arriviamo al Guerriero, assertivo, combattente. Si sono letteralmente scatenati, cercando nemici da combattere ove possibile: il governo, l’assessore, il vicino di casa. Ed è il guerriero l’archetipo più manifesto nella seconda ondata, dove la rabbia ha persino superato l’ansia e la depressione.

Se abbandona la rabbia, e rinuncia a combattere, Guerriero si trasforma in Mago, partecipe della creazione, esperto nel trasformare demoni in risorse. E Mago, probabilmente dopo qualche perplessità iniziale, si scatena in webinar, spesso gratuiti, per trasmettere fiducia e vision.

C’è anche da considerare che… persino un calcio nel sedere spinge in avanti. Così molti, nell’infinito viaggio, si sono ritrovati spinti via dall’archetipo che incarnavano abitualmente verso il successivo, ritrovandosi, forse, ulteriormente destabilizzati e sconvolgendo ulteriormente le persone vicine. Così, ad esempio, sono aumentate le separazioni, perché molte mogli (e qualche marito), abituate ad incarnare il Martire, hanno sentito una fortissima spinta verso il viandante. E molti viandanti, interessati prevalentemente a gestire la propria vita, sono stati catapultati in un guerriero armato e, oggi, litigioso.

Sia come sia, non torneremo alla normalità: è cambiato il mondo e siamo cambiati noi. È tempo di inventarci il poi, e cominciare a costruirlo!