Viaggiare è conoscere 

RIPARTIRE DAI PICCOLI MUSEI: TURISMO DI PROSSIMITA’ E ATTENZIONE AL RAPPORTO CON RESIDENTI E COMUNITA’ LE QUALITA’ CHE FANNO LA DIFFERENZA

L’idea di trattare questo argomento mi era venuta nel corso del mio recente lunghissimo soggiorno in Sardegna, durante il quale ho visitato una serie di piccoli musei. Lo scorso 19 settembre si è tenuta la 4a Giornata Nazionale dei Piccoli Musei, che ha visto l’adesione di tantissime strutture in tutta Italia, soci e non soci di APM, Associazione Nazione Piccoli Musei. Quale migliore occasione per parlarne più diffusamente???

Ricordo ancora con particolare intensità la visita fatta a un piccolo (piccolissimo, allora) museo, quello delle bambole (https://dineindublin.ie/business/the-dolls-hospital-and-museum), a Dublino, nel lontano 1980, che a quei tempi aveva sede in una tipica abitazione della città. Tanto tempo è passato da allora, ma ripercorrendo questi 40 anni di viaggi mi sono resa conto che durante ognuno di questi c’è sempre stata una puntata ANCHE a un piccolo museo, che mi forniva un’occasione per incontri con operatori culturali locali, come nel caso del viaggio in Iran, nel 2019. Infatti, nella giornata trascorsa a Teheran, l’incontro con un’esperta di letteratura persiana, fondatrice di un’organizzazione non governativa per la divulgazione della lettura, si è svolto proprio presso il Museo delle Bambole. E poi, ricordando gli ultimi 10 anni di “viaggi autentici”, ho realizzato che grazie a un amico particolarmente attento ai piccoli centri e borghi della cosiddetta “Italia minore” la scoperta dei piccoli musei è diventata un vero must.

Quindi, anche nel mio soggiorno estivo in Sardegna, grazie alle strette relazioni con amici ben informati sulle realtà territoriali della loro regione e particolarmente partecipi alla vita di comunità, mi sono dedicata a una serie di visite (nuove e non) a strutture che possono senz’altro rientrare nella categoria dei “piccoli musei”, come l’area archeologica di Fordongianus (Oristano), il Museo dell’Ossidiana di Pau (Oristano), Casa Murgia di Guspini (Sud Sardegna),  l’Archivio Storico Comunale di Iglesias (Sud Sardegna),  il Museo per l’Arte del Rame e del Tessuto di Isili (Sud Sardegna), i murales di San Gavino Monreale (Sud Sardegna), il Museo del Coltello e l’area archeologica di Cugui di Arbus (Sud Sardegna), il Museo e l’area archeologica di Sardara (Sud Sardegna), l’area mineraria di Montevecchio (Sud Sardegna). Una minima parte di un patrimonio ancora troppo poco conosciuto dai tanti “turisti” che ogni anno frequentano i 1.849 chilometri di costa di quella magica regione (seguita dalla Sicilia con 1.500 km e dalla Puglia con 829 km), ma che poco si interessano all’entroterra.

                                                            In visita al Museo dell’Ossidiana, a Pau (Sud Sardegna)

 

La forza di un’Associazione Nazionale Piccoli Musei

La giornata del 19 settembre “Aperti per Festa”, che mi ha ispirato questo articolo, si è rivelata un grande successo e malgrado i vincoli legati alle misure anti Covid-19, l’Associazione Nazionale Piccoli Musei (https://www.piccolimusei.com), sulla quale ritornerò più avanti, aveva deciso di promuoverla,  facendo leva nella comunicazione proprio sul concetto di festa, perché l’intento era quello di festeggiare la caparbietà di essere sempre presenti nelle comunità, cercando di agire concretamente per costruire un nuovo futuro, governando a proprio modo le contraddizioni di questo tempo, senza farsi travolgere.

 

Giancarlo Dall’Ara, fondatore e presidente dell’APM

 

Il decreto del Ministero dei Beni Cultuali di ottobre 2020  di “riparto del fondo di finanziamento per i piccoli musei”, definisce questo tipo di struttura come “permanente, senza scopo di lucro, aperta al pubblico, che acquisisce, conserva, cataloga, tutela, promuove, comunica, espone e rende fruibile il patrimonio materiale e immateriale, facendo ricerca e divulgazione culturale e offrendo esperienze di educazione e intrattenimento”. Si specifica anche che il piccolo museo, per essere definito tale, ha entrate non superiori a 20 mila euro, ma che non concorrono al raggiungimento del limite le entrate destinate alle spese per il personale. Come riportato in un messaggio di Giancarlo Dall’Ara, fondatore e Presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei sul sito, la dotazione è stata di 2 milioni di Euro, ed è stata decisa contemporaneamente anche la costituzione, presso la Direzione Generale Musei,  dell’Osservatorio Nazionale dei Piccoli Musei, composto da tre rappresentanti del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, uno dell’Istat e uno dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei.

Durante la preparazione di questo articolo ho voluto sentire direttamene Giancarlo Dall’Ara, del quale riporterò spunti sul tema, il quale ci ha ricordato che “Gli obiettivi delle Giornate Nazionali dei Piccoli Musei sono quelli di fare conoscere la realtà e il valore dei piccoli musei e di valorizzare il loro ruolo e la loro specificità; perché i piccoli musei non sono ‘una versione ridotta di quelli grandi’. Anche quest’anno la giornata si è caratterizzata per l’ingresso gratuito e, soprattutto, per un gesto di accoglienza con il quale i piccoli musei hanno voluto esprimere la cultura del museo, e la sua identità. Il successo dell’iniziativa, oltre a mostrare la creatività e l’innovazione che caratterizzano i piccoli musei in Italia, ha fatto parlare – credo giustamente – del 19 settembre come data della ripartenza dei musei in Italia.”

 

                                                           Locandina di “Aperti per festa” del 19 settembre 2021

 

E di ripartenza si può parlare, anche in considerazione dei dati pubblicati dal Touring Club Italiano sulle scelte degli italiani per le vacanze 2021 (https://www.touringclub.it/news/come-sono-andate-le-vacanze-2021-degli-italiani): come lo scorso anno sono state scelte mete più vicine al luogo di residenza (68%) – il cosiddetto “turismo di prossimità” – e sono stati adottati comportamenti più cauti per ridurre il rischio di contagio: meno eventi e musei rispetto al periodo pre-pandemia (55%), preferenza per destinazioni poco note e presumibilmente meno affollate (55%), frequenza meno assidua di bar e ristoranti (50%).

 

Ritengo particolarmente utile riprendere qui, con l’aiuto delle informazioni riportate sul sito ufficiale, un po’ di storia dell’Associazione Nazionale Piccoli Musei, organizzazione scientifico-culturale senza fini di lucro, fondata nel 2007, che ha avuto il pregio di mettere in rete le strutture e di promuovere una nuova cultura gestionale dei piccoli musei, di cui va valorizzata la specificità, in particolar modo il legame più stretto con il territorio e con la comunità.

L’associazione ha saputo cogliere il diverso “sentire” degli operatori dei piccoli musei e si è messa a disposizione per diventare un luogo di incontro e di riflessione, cercando di identificare al meglio quali siano le differenze reali e per poter delineare una cultura gestionale rapportata alla piccola dimensione, così da avere riferimenti chiari, evidenziando i punti di forza sui quali puntare.

Tra gli scopi dell’Associazione quello di sviluppare una rete di relazioni tra quanti affrontano le problematiche dei piccoli musei con passione, realizzando forme di condivisione e di divulgazione della conoscenza, e anche di sostegno reciproco. L’appuntamento di lavoro più significativo – e unico nel nostro paese – è il Convegno Nazionale, che si svolge una volta all’anno, e che è preceduto da un convegno regionale preparatorio. In base al proprio statuto, l’Associazione Nazionale Piccoli Musei si propone alcune azioni fondamentali per la vita di queste strutture, quali:

  • la promozione della conoscenza dei piccoli musei e la valorizzazione del piccolo museo come luogo della comunità, ossia un luogo curato, custodito e gestito in sintonia con la comunità locale;
  • la promozione di una cultura del marketing dei piccoli musei, che faccia leva sulla qualità dell’accoglienza e delle relazioni, e sulla gestione del ricordo dell’esperienza di visita;
  • la sollecitazione presso Stato, Regioni, altre istituzioni locali di norme adeguate ai piccoli musei, e della definizione di standard e profili professionali coerenti con le dimensione e le specificità dei piccoli musei, portando alla loro attenzione la necessità di preservare e tutelare il patrimonio archeologico, artistico, storico, culturale e scientifico custodito nei piccoli musei; la promozione di intese fra gli enti, le istituzioni e le associazioni similari per facilitare scambi di esperienze e materiali, nonché per la formulazione di normative comuni;
  • la tutela delle condizioni morali, giuridiche ed economiche nelle quali si svolge l’attività dei piccoli musei;

 

Un ruolo significativo dell’associazione è anche quello di rappresentanza professionale in ambito culturale, scientifico, tecnico, giuridico e legislativo, per tutto quanto può riguardare un migliore assetto istituzionale e organizzativo dei piccoli musei.

 

Sottolinea Giancarlo Dall’Ara, in uno dei suoi scritti sul sito “…Il viaggio in un museo è un viaggio verso l’autenticità, e questa aspettativa può essere accolta perfettamente da chi coordina le attività di un piccolo museo, che dovrà tendere ad accentuare gli aspetti rituali della visita, che fin dall’ingresso deve riuscire a offrire l’esperienza di un’immersione nella cultura del luogo, qualcosa di molto diverso da una semplice visita ad un museo…”. E ancora “…Il contributo che un approccio italiano al marketing (niente a che vedere con il marketing di impronta americana che ancora domina la letteratura sull’argomento nel nostro paese) è quello di riflettere sul tema dell’accoglienza e della gestione di un piccolo museo assumendo l’ottica dell’ospite, che in italiano significa sia colui che ospita che colui che è ospitato. In base a questa ottica non ci deve essere separazione tra noi e i visitatori, e loro non sono affatto il target, il bersaglio dell’approccio ‘bellico’ tradizionale del marketing che ha portato i musei italiani a fare propri, in maniera acritica, i concetti di mission, di vision, e strumenti quali i gadget, il merchandising, dietro i quali c’è l’ottica del ‘visitatore come consumatore’”.

Per i musei di piccole dimensioni, purtroppo, si riproduce lo stesso meccanismo del mondo delle imprese del nostro paese: norme, cultura gestionale, formazione, promozione e marketing sono sempre impostati a misura dei grandi.

 

Uno degli aspetti fondamentali evidenziati da Dall’Ara è quello della prossimità, anche con la comunità circostante, condizione fondamentale per la sopravvivenza di un piccolo museo, che ancora oggi non è sempre percepito positivamente da parte dei residenti. “…
Personalmente ritengo che per gestire un piccolo museo e per far sì che questo possa esplodere tutte le sue specificità e potenzialità, sia in relazione al territorio e ai residenti che in relazione ai visitatori, occorra una cultura specifica, una cultura diversa da quelle attualmente dominanti, e cioè da quella tradizionale tutta schiacciata sulla conservazione (product oriented), e ovviamente anche da quella tutta orientata al consumatore (market oriented). Una cultura specifica per i piccoli musei comporta in primo luogo il fatto che un museo di piccola dimensione debba essere ‘piccolo fino in fondo’, debba cioè puntare sulla cura dei dettagli, instaurare relazioni calde con la comunità, e con i visitatori, e anzi si debba centrare proprio sul tema dell’accoglienza…”

Il lavoro è tanto, e impegnativo, e in Italia abbiamo tantissimi patrimoni pressoché sconosciuti, ma la scommessa è decisamente interessante.

 

Riquadro

 

Associazione Nazionale Piccoli Musei: soci fondatori

MUV – Museo della civiltà Villanoviana, Castenaso (BO)

Museo del Bottone, Santarcangelo (RN)

Museo della Bussola e del Ducato Amalfitano, Amalfi (SA)

Giancarlo Dall’Ara, Sant’Agata Feltria (RN)

Gennaro Pisacane, Amalfi (SA)

Museo civico Comune di Lodi, Lodi

Caterina Pisu, Viterbo

Museo di Arte sacra di San Donnino (FI)

Stefan Marchioro, Padova

Museo del Miele, Lavarone (TN)

Giampaolo Proni, Rimini

CST Assisi, Bastia Umbra (PG)

Museo entnografico dè Colucci, Civitella Rovereto (AQ)

Museo delle Arti e tradizioni popolari, Fragneto Monforte (BN)

Museo del precinema, Padova

Comitato Beni Culturali/Museo Teatro Mariani, Sant’Agata Feltria (RN)

Museo Algudnei, Dosoledo (BL)

Museo della Badia di Vaiano, Vaiano (PO)

Museo della carta, Amalfi (SA)

Comune di Amalfi, Amalfi (SA)

Gabriella Laudano, Amalfi (SA)

Irene Iermano, Roma