Veniamo da 2 anni molto travagliati, drammatici che hanno cambiato la nostra vita. Durante questo periodo il coronavirus è stato il protagonista più presente nella comunicazione e nella informazione. Io stesso ho finito spesso per anteporre nella lettura le notizie che lo riguardavano ad altre che in altre condizioni sarebbero state sotto la lente di ingrandimento della mia attenzione primaria e di quella popolare. Mi accorgo ora di avere raccolto tanti documenti che potrebbero costituire una sorta di storia, di certo non esaustiva e piena di vuoti da implementare per punti, di questa brutta esperienza e voglio condividerli con questo post cercando di focalizzare su quanto la (è una malattia e se ne raccomanda il femminile) Covid19 ci ha insegnato e su quanti settori della nostra vita siano stati coinvolti in questa triste contingenza. Ho pensato di articolare quest scritto  per capitoli.

 

Prevenzione e terapia esclusi vaccini

Dall’inizio della diffusione del Covid19 molti scienziati hanno collaborato allo studio di una vasta gamma di vecchi farmaci e nuovi farmaci per scoprirne nuovi potenti con attività anti coronavirus, inclusi antivirali, come Favipiravir e Remdesivir, antimalarici come clorochina ed idrossiclorochina, immunosoppressori, inibitori della proteasi, inibitori della janus chinasi come il Ruxolitinib. L’uso degli anticorpi monoclonali sostenuto da studiosi di grande rinomanza come Giulio Tarro purtroppo ha cozzato in Italia contro difficoltà derivanti da inefficienza e burocrazia. Alcuni antivirali hanno trovato spazio anche se alcuni composti come i derivati del cloro, che pure hanno trovato applicazione in altri parti del mondo, non siano stati applicati. L’ivermectina molto utilizzata in Israele è stata riconosciuta utile nel caso di patologie lievi a carico di adulti. La proteina CD24 determinata sulla superficie delle cellule polmonari si è rivelata importante per regolare il sistema immunologico ed è stata somministrata con successo da sola o in combinazione per combattere la tempesta di citochine collegata all’infezione. Un inibitore della proteasi è stato testato con successo dalla Pfizer: si tratta di un potente antivirale in vitro. D’altra parte gli inibitori della proteasi si sono in passato dimostrati attivi da soli o in combinazione con altri antivirali contro altri patogeni virali come l’HIV ed il virus dell’epatite C; si tratta di agenti per i quali è stata dimostrata l’assenza di effetti tossici.

 

Astrazeneca

Nello studio di fase III di Astrazeneca nel Regno Unito un piccolo numero di persone ha ricevuto accidentalmente una dose più bassa ed ha avuto meno effetti collaterali. Per ridurre il rischio di trombosi del vaccino Astrazeneca si dovrebbe quindi ridurre la dose inoculata. È stata riconosciuta una probabile associazione causale tra vaccino e sindrome trombotica ed è anche stato messo a fuoco un possibile meccanismo guidato da una reazione immunitaria errante; in ogni caso i benefici  superano i rischi ed il vaccino economico e facile da conservare è ancora la migliore speranza per vaccinare un gran numero di persone nei Paesi a a basso reddito. Il fatto che effetti collaterali più comuni compaiano meno frequentemente a mezza dose non significa che lo stesso sia vero per gli effetti collaterali molto rari, ma se l’intuizione si rivelasse corretta quello che sembrava un colpo terribile per una delle armi più importanti del mondo contro la pandemia potrebbe divenire una buona notizia: le forniture del vaccino potrebbero vaccinare il doppio delle persone con meno effetti collaterali.

 

Moderna

Ha fornito un aggiornamento sui propri dati nel recente aprile relativi al suo vaccino a RNA messaggero confermando l’impegno in questa direzione. Inoltre per indirizzare l’attenzione sui vantaggi di questo tipo di vaccini la Compagnia ha annunciato i dati relativi al suo candidato vaccino citomegagalovirus CMV, dati che mostrano come esso sia in grado di neutralizzare il titolo anticorpale medio al di sopra della linea di base sieropositiva del CMV. Moderna ha anche comunicato di stare lavorando ad un vaccino mRNA contro il virus respiratorio sinciziale capace di un’azione più efficace degli anticorpi relativi nel caso di pazienti fra i 18 ed i 48 anni.

 

Sanificazione

Si è parlato molto della sanificazione degli ambienti di vita e di lavoro con ozono sia con riferimento all’efficacia che ai rischi correlati. Tuttavia se l’impiego dell’ozono da parte di operatori professionali, adottando adeguate misure di prevenzione dell’esposizione degli operatori stessi e della popolazione è da ritenersi una idonea opzione per la sanificazione di ambienti è comunque opportuno considerare l’esistenza di valide alternative con analoghe caratteristiche di efficacia e sicurezza Un’alternativa molto citata è quella costituita da perossido di idrogeno vaporizzato; è stata stabilita una concentrazione di esposizione inalatoria accettabile pari a 1,25 mg/metro cubo, considerato valido sia per l’inalazione  a lungo che a medio e breve termine. Circa la possibile presenza di sottoprodotti correlati alla reattività del perossido di idrogeno la loro presenza non è stata esclusa, ma si garantisce sulla assenza di qualsiasi tossicitá ed ecotossicità. Solamente due prodotti commerciali a base di perossido di idrogeno sono autorizzati in Italia come PTZ (disinfettanti non destinati all’applicazione diretta sull’uomo).

Vitamina D

Le malattie respiratorie hanno più alta e più veloce diffusione  durante i mesi invernali, come è avvenuto per il Covid19. Questo ha fatto pensare che lo sviluppo della malattia possa essere correlato alla carenza di vitamina D il cui assorbimento è favorito dalla luce solare più attiva durante l’estate. Cento scienziati, professionisti, ricercatori hanno a tale proposito sottoscritto un appello per invitare i governi ad attuare campagne di supplementazione di vitamina D, almeno per le categorie più esposte. Sono state anche individuati valori di riferimento per evitare la carenza di vitamina D pari a 20ng/ml che dovrebbero indurre ad assumere giornalmente circa 4000 UI della vitamina. Benché siano stati individuati molti fattori che aumentano il rischio di contrarre la Covid19, come l’età avanzata, la comorbilitá, l’inquinamento ambientale,  la temperatura, la carenza di vitamina D rappresenta l’elemento più facilmente modificabile in tempi relativamente brevi, senza pericolo ed a costi contenuti.

 

Metodi di rilevamento della Covid19

I costi internazionali derivati dal Covid19 sono valutati dell’ordine dei trilioni di dollari con oltre 4 milioni di morti. Una delle difese  più importanti capaci di fermare questo terribile nemico è di certo la capacità di individuarlo prima che sviluppi il suo percorso di morte, da qui l’esigenza di metodi analitici capaci di monitorarlo dalla sua insorgenza allo sviluppo fino agli effetti letali ed in effetti i test di diagnosi virale rappresentano un settore della Scienza in grande sviluppo in questi ultimi anni. Le proposte riguardano sia il piano delle metodologie che quello degli strumenti sperimentali. Alcuni test rilevano l’infezione direttamente determinando l’RNA virale, altri indirettamente evidenziando gli anticorpi dell’ospite Il test dovrebbe mettere in grado i sanitari di scelte quanto più rapide possibili su come procedere. I metodi proposti sono differenti per conduzione, capacità di risposta, richiesta di infrastrutture, abilità richiesta agli operatori, prestazioni garantite, tempi di analisi, questi ultimi, in relazione a quanto detto prima a proposito della velocità di risposta, variabili dai pochi minuti alle molte ore. Queste differenze devono essere valutate prima di scegliere il metodo da adottare nelle diverse situazioni. Il metodo più utilizzato resta quello basato sulla reazione della polimerasi a trascrizione inversa (RT-PCR). I test immunologici sono utilizzati per misurare gli anticorpi  contro il virus. Le nanotecnologie applicate alla biosensoristica hanno consentito di incorporare questi test all’interno di nanoparticelle. I n aggiunta alla dipendenza dalle condizioni a cui si accennava prima la qualità e  l’accuratezza del dato ottenuto con un met odo dipendono anche dal protocollo di prelevamento del campione, dai reagenti utilizzati, dalla sua conservazione nel tempo, dal prelievo precedente all’analisi, dalla presenza di possibili interferenti. Uno sviluppo di questi metodi al quale si lavora in molti istituti di ricerca è di certo quello di accoppiare a tempi rapidi di analisi, a costi sostenibili, a stabilità e sensibilità, eventualmente amplificata della risposta, a resilienza alle variazioni termiche anche l’esigenza di campioni di piccolo volume e miniaturizzabili. A questa esigenza risponde la microfluidica che si può applicare ai test sierologici. Con il termine microfluidica si indica la scienza e tecnologia dei sistemi che processano o manipolano piccole quantità di liquidi (10-9 a 10-18 litri) utilizzando canali di dimensioni di decine o centinaia di micrometri.

 

Vaccinazioni

Premesso che rappresentano le armi più efficaci contro il virus e che il green pass ha consentito una ripresa della socialità, è anche nota la posizione di una percentuale di cittadini contrari alla vaccinazione per paura di danni o per convinzione ideologica. La scelta di imporre la vaccinazione per legge presenta molte  controindicazioni e non è stata assunta. Di fatto con l’introduzione dell’obbligo al possesso del green pass per svolgere qualsiasi attività lavorativa pubblica o privata si è creata la condizione dell’obbligo alla vaccinazione pur senza imporlo. A sostegno dei no vax sono stati citati dati epidemiologici in Italia ed altri Paesi, in particolare USA, Inghilterra, Israele. Viene anche citato un dato riportato a seguito di studi condotti al Mario Negri di Milano: 4 milioni di italiani guariti dal Covid diagnosticati con tampone ed altrettanti non diagnosticati con tampone, ma pieni di anticorpi, sono dotati di una immunità uguale o superiore a quella conferita dal vaccino. Senza trascurare il dettaglio non banale messo in luce da Oxford, che il vaccino consente ai vaccinati di trasportare cariche virali insolitamente elevate senza farli ammalare sull’inizio, trasformandoli poi in potenziali superdiffusori asintomatici o presintomatici. Anche importanti i dati sulla vaccinazione  che accresce di 19volte la resistenza personale al virus.La scoperta più significativa è però emersa da 3 lavori indipendenti che sono giunti alla stessa conclusione: anche in circa il 30-40 % delle persone mai entrate in contatto con SARS-COV-2  erano presenti cellule T in grado di riconoscere ed eliminare il virus. Manifestare è sempre lecito ed è un diritto di tutti, ma la motivazione delle contestazioni al green pass è meno comprensibile. Il green pass per come è stato organizzato sia nella parte della vaccinazione, sia nella parte diagnostica con i tamponi è in realtà uno strumento di libertà

 

Nuovi materiali

La lotta al Covid è stata un’occasione per applicare ai  settori coinvolti, a partire dai sistemi di protezione individuale, nuovi materiali, come ad esempio il grafene. L’Organizzazione Mondiale della Sanità aggiorna regolarmente la necessità di DPI per i sanitari in prima fila e di maschera facciale. La proposta in favore di tessuti filtranti e protettivi a base di grafene  e per il rilevamento dell’esposizione epidemiologica domani potrebbero essere possibili alleati dei sistemi sanitari contro la malattia da coronavirus

 

Scienza ed Umanesimo

Come sfide sociali di grande complessità non risolte, dalla pandemia globalizzata e le inaccettabili disuguaglianze nell’accesso alle cure al riscaldamento globale ed alle migrazioni forzate, dagli autoritarismi alla caduta delle istituzioni democratiche, scienze ,arti ed umanesimo hanno di certo un ruolo significativo da giocare: ci aiutano a comprendere queste crisi ed i loro contesti ed a trasformare poi le conoscenze acquisite in soluzioni di impatto sociale. Se le Universitá devono svolgere un ruolo guida nel per la comprensione della cultura e l’avanzamento della democrazia e della giustizia sociale, specialmente nei momenti, come quelli che stiamo vivendo, esse devono investire nella ricerca e nelle attività creative che guardano all’interno della dimensione umana di queste pressanti sfide. Da qui il bisogno di ricerca transdisciplinare e di creatività per cogliere le opportunità che pure la pandemia offre. Come la pandemia mondiale dimostra le pratiche culturali e le espressioni creative sono altrettanto importanti delle medicine  e degli interventi medici per sopravvivere. Il rapporto con il territorio in termini di competenze, di debolezze igieniche, di vulnerabilità, di storia sanitaria, di eventuali gerarchie e differenziali sociali è fondamentale per la organizzazione sanitaria ,ma forse alcune scelte politiche non ne hanno tenuto conto nella giusta misura. Le situazioni di difficoltà esaltano questi differenziali come l’accessibilità ai vaccini ampiamente dimostra. In queste situazioni le pratiche culturali agiscono da riparatore nutrendo i rapporti umani e cercano di sfidare le ineguaglianze storiche. E questa è stato forse il più significativo insegnamento della covid19.La comunità culturale poggiata su una visione etica della vita ha cercato di sopperire alla visione egoistica: se vogliamo vivere sani ed in pace è necessaria la visione globale: per proteggere un continente bisogna proteggere anche gli altri, in quanto il virus non conosce confini.

 

Scienza e politica

La Covid 19 ha stimolato un rapporto più stretto fra scienza e politica. L’attesa è che essendo offerti dalla scienza ai politici dati accurati sarà più facile comprendere come gli studi sieroepidemiologici possano essere utilizzati per una risposta strategica nel caso di urgenti problemi sanitari globali, come per l’appunto la pandemia. Esemplare in questo senso il progetto svizzero Corona Immunitas che ha finito per funzionare attraverso la sua piattaforma Laboratori della Politica come un collettore di progetti sieroepidemiologici nel mondo. Questi possono supportare le scelte dei politici sotto differenti aspetti dal lavoro specifico a quello educativo ed a quello sociale

Scienza, Tecnologia ed Innovazione(STI)

Gli effetti della pandemia sono stati molteplici per i differenti attori del sistema STI. Certamente indirizzeranno le scelte dei programmi futuri e quindi influenzeranno i criteri di spesa delle risorse con implicazioni a livello sociale ,industriale, territoriale per il mondo degli affari, per le istituzioni scientifiche, per la forza lavoro, per il processo di digitalizzazione della scienza e della tecnologia. Molti sviluppi sono oggi di non semplice previsione per cui una politica capace di scelte tempestive e ragionate può essere determinante per mitigare i danni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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