Non omnis moriar  dum multa pars mei in tuo corde manebit                                       (Non morirò completamente finché gran parte di me rimarrà nel tuo cuore)

 

 

Parafrasando Orazio. Così mi piace pensare che lui da lassù ci guardi e ci parli. Se un Paradiso esiste, io sono certa che egli dimora colà. Sempre dispensando grani di infinita saggezza.

Professore e Maestro. Ora che sei scomparso, non abbiamo che degli inferiori a questo mondo.

Ho incrociato il professor Vincenzo Porcasi al corso di laurea in scienze internazionali e diplomatiche, a Gorizia, dove lui ha insegnato. Sono stata una delle sue studentesse. E lui è stato il mio relatore di tesi di laurea magistrale in economia internazionale, dal titolo “Le ricerche di ENI nel campo delle fonti di energia rinnovabile. Studi attuali e prospettive per il futuro”, anno 2008. Fu una tesi sperimentale. grazie al suo intervento, ottenni altresì la lode aggiunta alla votazione di 110 su 110. Pubblicai, su suo suggerimento, un estratto della tesi su Caos Management. Fu così che veni a conoscenza di questa bella rivista.

L’ incrocio con il professor Porcasi è stato casuale, ma la sua personalità magnetica ha fatto sì che attirasse l’attenzione di molti di noi.

Un paio di mesi fa ho contattato Barbara Herreros, l’editore di Caos Management, anche lei cara amica del professor Porcasi, e le ho proposto di scrivere un articolo per rendere omaggio alla sua memoria un anno dopo la sua morte, avvenuta a Roma il 22 gennaio 2021, e pubblicarlo sulla Rivista che lui mi ha fatto conoscere ed amare. E laddove mi ha dato la possibilità di scrivere.

Avevamo anche in progetto di scrivere un articolo a quattro mani, lui ed io. Ma non c’é stato il tempo. Per me sarebbe stato un onore associare il mio nome al suo, così degno e importante, in uno scritto. Lui, dalla sconfinata cultura. Lui, che aveva una risposta a tutto sempre.

Alla domanda “professore come fa a gestire tutto: famiglia e lavoro?” egli rispose: “l’una é la distrazione per l’altra”. Con una flessibilità, un buon senso e pragmatismo tipici delle sue origini e di un uomo d’altri tempi quale egli era. Un vero signore. Un gentiluomo. Uno uomo del ‘900.  

Devoto e pio. Dava una possibilità a tutti. Cercava di aiutare tutti. Anche noi studenti alle prime armi, di poche, belle ma vane speranze :-). Non tutti erano dotati e meritevoli   ma lui tutti incoraggiava, e spingeva a fare anche ciò che sembrava non possibile. O …possibile solo a lui…Il suo insegnamento era: “Se l’ho fatto io perché non voi ?”.

 

 

 

Molti episodi potei raccontare, uno in particolare. Andai da lui per chiedergli di essere la sua assistente nel corso da lui tenuto, a Gorizia. Era un momento in cui ero avvilita perché non riuscivo a trovare lavoro. Lui mi disse “Certo mia cara! Ma lo sai che io non posso pagarti”. Io risposi: “Non fa niente, io voglio stare e imparare al suo fianco. Quando sarà il momento, potrà propormi come Cultore della Materia”. Cosa che ha fatto, qualche mese dopo. Da lì, le lezioni da me tenute, gli scritti, le pubblicazioni, i manuali di testo che le case editrici ci hanno regalato e che io ho donato alla biblioteca dell’università. Fino ad arrivare, con tutto questo bagaglio che allora mi sembrava una goccia nel mare ma per me molto significativo, ad essere reclutata dal Ministero degli Esteri come Consigliere Economico del rappresentante NATO ad Herat. Era giugno 2011. Solo dopo ho capito l’importanza di tutti quei piccoli passi compiuti da ottobre 2010 a maggio 2011, e che mi hanno condotta a fare notevoli esperienze a livello internazionale. Tutto ciò, è passato attraverso di lui. È anche grazie a lui che ci sono arrivata.

Ho in mente e nel cuore di andare a rendergli omaggio al camposanto dove riposa, a Palermo. Non so quando succederà, ma mi piace pensare che sarà presto. È un pensiero che mi dà sicurezza, e mi infonde una grande fiducia nel futuro.

Di riprendere in mano l’articolo che avevamo in mente di scrivere.

Il figlio Enzo mi scrisse: “E’ dolce capire come il ricordo di nostro padre continua  a vivere non solo nei nostri cuori”. Come è vero…

Grazie professore. Grazie Vincenzo. La morte ti ha raggiunto troppo presto, strappandoti a chi ti ama. Quanto ancora avresti potuto dare. Cercheremo, anche se forse indegnamente, di portare avanti la tua opera e la tua filosofia di vita. Come potremo.

Come potrò.

 

Verona, 22 gennaio 2022

“Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me”.