Fra poco saranno 32 anni dall’uscita di Hook di Steven Spielberg. Hook è uno dei film più intelligenti che si potessero fare tratti da un capolavoro come Peter Pan scritto da J.M.Barrie.
 
La chiamano “letteratura per l’infanzia eppure quando la leggi ti rimane attaccata addosso tutta la vita.
 
Hook non è un remake, ma un vero sequel.
 
Spielberg raccontò che si era reso conto che era impossibile fare un’adattamento filmico e decise per un sequel dove Peter Pan, interpretato da Robin Williams ormai è un adulto inserito nel sistema e ha dimenticato tutto.
 
Dimenticato tutto.
 
C’è però un personaggio che è la vera coscienza poetica del film, e non solo: TOOTLES.
 
Questo anziano signore continua a dire: I’ve lost my marbles.
 
In italiano fu tradotto “rotelle” per dare l’idea della perdita di senno, anche se si intendevano le biglie.
 
Le biglie in lingua inglese si chiamano Marbles, cioè marmi, praticamente più sassi, ma viste le venature colorate vengono chiamate marbles.
 
Tootles è uno dei Bimbi Sperduti, proprio quelli che Peter Pan incontra nelle sue avventure. Tootles è uno dei più belli per la sua capacità di mettersi nei guai, di coraggio e tanto altro.

 

Una volta, durante un colloquio off the record di uno stage di sceneggiatura, Leo Benvenuti, che insieme a Roberto De Bernardi – due splendidi geni della scrittura per lo schermo – diede vita allo script di quel capolavoro assoluto che è C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA di Sergio Leone, raccontò che una stampa sbagliata aveva riportato Tootles invece che Noodles, il soprannome che ha il personaggio interpretato da De Niro, per il suo amore per gli spaghetti cinesi, ma di più per l’oppio.
 
Benvenuti raccontò che la battuta storica del finale del film veniva:
 
“Cosa hai fatto in tutti questi anni Tootles?”
“Sono andato a letto presto”
 
Ci fu la tentazione di lasciarla davvero così fino alla fine, fino alla realizzazione totale del film, ma sia per esigenze di copyright, sia per mille altri motivi si tornò all’originale.
 
Eppure c’è un po’ un Tootles in ognuno di noi, perché alla fine qualcosa perdiamo sempre. Almeno dentro di me lo sento molto, visto il tumore che ha colpito il mio cervello e mi ha procurato l’amnesia. I miei marmi non li recupererò mai più l’ho accettato ed è così. E allora mi immagino che un giorno qualcuno mi chiami da dietro e mi dica:
 
“Cosa hai fatto in tutti questi anni Tootles?”
 
“Mi sono svegliato presto.”
 
Purtroppo una notte di sonno intera, che superi almeno 6 ore è una rarità ormai, anche con i farmaci.
 
Comunque ho altre marbles con cui giocare, anzi forse il mio destino, proprio visto il mio cervello e le patologie e le ferite che ha, era quello di fabbricante di tootles.
 
Non mi dispiace. Ho sempre trafficato con le idee e credo che continuerò farlo.
 
Intanto albeggia e la notte sembra finita.
 
 
 
Questo è uno dei tanti scritti mattinieri che metto sul mio profilo FB, quelli che una volta chiamavo “foglietti”. A loro modo sono una evoluzione.