I do not believe you can do today’s job with yesterday’s

methods and be in business tomorrow.

 

In tempo di crisi occupazionale è ancora più sorprendente la difficoltà incontrata dalle  aziende nella ricerca di personale adeguato alle proprie necessità. Una delle barriere è la poca chiarezza della “job description”: molte volte da una parte si chiede “esperienza”, lasciando automaticamente fuori i più giovani, e dall’altra si chiede una “esperienza specifica nell’area”,  lasciando fuori persone mature in altre aree.

Questo lascia perplesso chi è alla ricerca di lavoro e soprattutto non aiuta l’azienda per raggiungere i propri obiettivi, producendo a volte danni notevoli, se non fosse altro che per la perdita di tempo.

Per una ricerca del personale sono quindi necessarie, in linea di massima, le procedure seguenti:

Per l’azienda:

  • Creare profili di successo: essere molto precisi circa la caratteristica chiave necessaria per coprire il ruolo, inutile descrivere una lista di tutte le abilità possibili.  
  • Essere aggiornati: usare vocaboli generali, soprattutto per ruoli “nuovi”, per esempio “cloud specialist” o “riciclatore”. Non usare un gergo aziendale interno.
  • Specificare l’esperienza  richiesta: considerare la possibilità di utilizzare due persone per fare lo stesso lavoro, con una divisione delle competenze tra un “esperto” ed uno da formare.

 

Per chi cerca lavoro:

  • Uscire dagli schemi: non fate una lista dei vostri lavori o delle vostre competenze ma cercate di pensare in termini dell’ambito delle priorità dell’azienda che offre il lavoro e come potresti essere utile all’azienda. E nel caso di essere molto giovani dimostrare il vostro entusiasmo e voglia di imparare.
  • Conoscere bene le vostre qualità e competenze, così che anche se queste siano considerate sotto un altro nome, vi rendete conto che siete in grado di fare il lavoro.
  • Mantenetevi aggiornati: se siete a conoscenze del 75% delle vostre capacità potete studiare, informarvi, cercare di incrementare nell’altro 25% mancante.
  • Bisogna essere pro-active quando si contattano i potenziali datori di lavoro. Resistenza e persistenza sono le chiavi del successo. Essere persistente significa che si deve essere più assertivo del normale. Significa in parole povere che vorrai sentire tanti “no” per avvicinarti sempre di più al “si” finale. I possibili datori di lavoro sono sempre alla ricerca di candidati eccezionali con qualità di leadership, immaginazione, e abilità di problem-solver. Si rendono conto perfettamente che i benefici che possono ottenere prendendo nella azienda persone con talento supera sicuramente i costi. Se si riesce a far intravedere i potenziali del vostro operato, l’azienda può creare una posizione totalmente nuova specificamente per voi.
  • Cercate di identificare in ogni azienda l’individuo con il potere per assumere o per creare una posizione. Invece di inviare il CV alle Risorse Umane, provate ad indirizzarlo direttamente alla persona con la quale dovrete lavorare, o alla persona responsabile di area dell’azienda. In questo caso si deve prendere il tempo necessario per avere il nome e cognome, titolo, carico ed indirizzo corretto della persona giusta.
  • Si deve parlare di più di quali sono (secondo voi)  le necessità dell’azienda e non delle vostre aspettative. Ossia, parlate di più di quello che voi pensate può essere utile a questa azienda in particolare delle vostre competenze. Magari potete fargli risparmiare denaro, o forse portare i vostri clienti, o ridurre il turnover, o migliorare il morale. Bisogna attirare l’attenzione del vostro interlocutore.
  • Parlate con sicurezza. Se voi credete in voi stessi è molto più probabile che un possibile datore di lavoro sia disponibile a farlo. Stressate i benefici, specificate cosa aspettate a livello economico. Chiedete come vedono la vostra proposta di collaborazione, ascoltando bene la risposta data alle vostre domande e capirete meglio cosa cercano veramente. Assicurati di mantenere una conversazione equilibrata. Fai poche domande e fai commenti positivi alle loro osservazioni.

 

Insomma, cercare un lavoro è di questi tempi un vero e proprio lavoro e bisogna svolgerlo con competenze, caparbietà, sicurezza, e soprattutto un grande equilibrio tra necessità ed essere invadente e di conseguenza provocare un rifiuto.

Per distrarvi un po’ segnalo il caso del falso candidato in LinkedIn, del quale si è parlato durante l’estate, secondo la visione di Osvaldo Danzi. 

In ogni caso, per trovare una buona compatibilità per ambedue le parti –  datore di lavoro e per chi lo cerca il lavoro – è necessaria una buona cultura, capacità ed opportunità, tutte cose possibili se le due parti si incontrano.