Mi vergogno della mia mancanza di eroismo lirico. La piccola

legge sull’erba con le spalle al sole un viaggio alla luna.

Mi avvicino di piatto e soffio appena. La piccola latra. E’ un gatto.

Cambio lato starnutisco. Anche il niente si ammala, penso. 

 

Vedo i palazzi nella prospettiva della carta straccia da naso.

Senza fiato mi giro. Accendo la luce. Rivedo le delibere. 

Me governatore mi governa la melodia del moccio sulla vocale. 

Mi contiene la facilità dell’approccio tra pollice indice e parola. 

 

(estratto da “Mistretta e Baci” – Il Dottor Cartaz – 4, 1983)