Oggi l’inverno è arrivato in pieno! Bye bye estate… freddo, pioggia, grigio e voglia di rimanere rintanati in casa, cosa che stiamo facendo comunque, e ovunque.

 

L’espressione usata durante i mesi scorsi in Italia “andrà tutto bene”, è diventato un mantra, e devo dire per me un mantra privo di significati, dal momento che basta guardarsi attorno per capire che non tutto va bene, e oramai a livello globale.

In tutto il mondo stiamo vivendo la pandemia con conseguenze disastrose per la popolazione, con effetti più evidenti sulla popolazione anziana e, soprattutto, sulle persone che vivono in povertà. Non è un caso che in India, in Brasile, ma anche nella ricchissima America di Trump, si abbiano le conseguenze più nefaste. Morti in gran quantità, sofferenza senza uguale per mancanza di prevenzione e mancanza di cure. Una sconfitta a livello umano che non discrimina, ma tristemente uguaglia nel peggio.

 

 

Penso che dobbiamo avviarci ad una nuova vita. Dobbiamo accettare che la vita come la conoscevamo, non tornerà più. Non lo vedo come un disastro, non c’è nulla di tragico. Semplicemente, dobbiamo accettare di vivere diversamente.

Sarà perché ho cambiato paese, costumi, modi di vivere, linguaggi, abitudini così tante volte che la cosa non mi spaventa per niente.

Il carattere delle persone viene direttamente influenzato dal clima nel quale si vive e questo è un fatto scientificamente provato. Al di là del comune stereotipo popolare secondo il quale clima freddo = gente rigida e poco sociale, e, al contrario clima caldo = gente solare e socievole, è provato che sono le temperature che condizionano la personalità delle persone. Secondo gli autori di una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Human Behaviour, non sarebbero il caldo e il freddo a plasmare la personalità di un essere umano, quanto piuttosto la fascia climatica: infatti, un clima temperato – né troppo caldo da cuocere il cervello né tanto freddo da congelare le budella – predisporrebbe a una maggiore curiosità verso il mondo e verso gli altri. Temperature più estreme, in un verso o nell’altro, farebbero invece diminuire l’intraprendenza e la voglia di socializzare. *

 

 

E’ proprio per questo c’è un altro aspetto che mi sembra importantissimo: il cambiamento climatico del pianeta. I disastri climatici, nei prossimi 30 anni, saranno la causa principale per la quale più di un miliardo di persone lasceranno il posto dove abitano e insieme ai conflitti armati significheranno una migrazione di massa notevole secondo l’Ecological Threat Register, realizzato dall’Institute for Economics and Peace (IEP),Sydney. **

 

Essendo il nostro un mondo “GLOBALIZZATO” – e questo dobbiamo accettarlo davvero come una realtà – tutto questo influenzerà anche la nostra vita.

Ossia, gli effetti di questa pandemia hanno già cambiato la nostra socialità, e per forza di cose continuerà a cambiarla se vogliamo sopravvivere.

Viaggiare senza limiti e senza precauzioni non è consigliato al momento e non lo sarà per un bel po’. Non vorrei essere, neppure per un secondo, uno degli abitanti della isola di Lesbo in Grecia, o uno di quei bambini che lottano per sopravvivere in Siria, ma certo, non è  questo che ci viene in mente quando pensiamo a viaggiare. Invece, dovrebbe!

In Grecia, nelle isole di Lesbo e Samos, in questi giorni stanno sbarcando centinaia di persone. La Comunità di Sant’Egidio ha deciso quest’anno di essere presente tutta l’estate: i volontari organizzano cene, pranzi domenicali, gite, corsi di inglese e attività di animazione per i giovani e i bambini…

L’articolo è dell’anno scorso, ma quest’anno è ancora peggio. E la guerra in Siria va avanti da otto lunghi anni, con dati dalle diverse associazioni umanitarie che parlano di circa 940.000 donne e bambini abbandonati a loro stessi.

 

 

 

Prima della pandemia questi dati c’erano già… E la maggior parte di noi non ci faceva caso per niente. Oramai è parte della nostra accettazione del mondo “globale”.

La morte accomuna tutti gli esseri umani, indifferentemente dal colore della pelle, dalla religione, dal linguaggio e da tutto. Forse, questo colpo così forte e duro, vicino alle nostre case, alle nostre famiglie, alle nostre abitazioni, può servire a farci capire che dobbiamo cambiare forma di vita?

I dati di oggi (inserire data esatta dei dati riferiti) dell’OMS sono:

Global Situation

Globally, as of 3:40pm CEST, 9 October 2020, there have been 36.754.395 confirmed cases of COVID-19, including 1.064.838 deaths, reported to WHO.

 

Di cosa stiamo parlando? Di portare una mascherina in volto quando dobbiamo uscire di casa? Di non poter abbracciare e baciare i nostri essere amati? Di non poter condividere in santa pace una cena con gli amici? Di dover stare attenti a tante cose? Si, parliamo di questo…

Parliamo di chi ha una casa, un tetto sulla testa e il necessario per mangiare e andare avanti, ma che reclama per sciocchezze, in confronto a gente che non ha nulla di tutto ciò. Gente che non sa dove di sveglierà domani.

Potrei dilungarmi per ore, ma credo che il concetto base sia: la nostra vita non era tutta rose e fiori, o almeno non per tutti. Prima lo capiamo e prima cominciamo a pensare ad un mondo che sia più equo, un mondo che sia migliore e non peggio di quello che è ora.

 

Abbiamo la tecnologia che ci dà un grande supporto, possiamo imparare, lavorare, e fare tantissime cose in “smartworking” (telelavoro, o in lavoro o studio agevolato), possiamo rimanere in contatto sempre usando la tecnologia (zoom, skype, video chiamate, ecc.) per vedere e parlare ed aggiornarci con le persone con cui desideriamo farlo. Possiamo comprare online tutto quello che ci serve per la casa, per mangiare, per pulire, per fare quello di cui abbiamo bisogno. Riusciamo a ricavarci uno spazio per noi, per pensare, per meditare, per leggere, per vivere!!!

Possiamo muoverci con attenzione e uscire lo stesso, incontrare le persone che vogliamo, certo con attenzione, ma prendendo delle precauzioni è possibile; e, comunque, fino a quando la situazione sanitaria sarà questa, dovrà essere così…

 

Si, ho detto vivere… in una forma diversa, ma è sempre e comunque vita, e se può aiutarci a stare sani e continuare ad essere presenti, io ci sto! Per tutto questo io lascerò che una vita nuova fluisca per me… 

 

 

 

 

Fonti: 

https://www.wired.it/scienza/ecologia/2017/11/28/clima-personalita/

** https://edition.cnn.com/2020/09/10/world/climate-global-displacement-report-intl-hnk-scli-scn/index.html

*** https://www.agensir.it/europa/2019/07/23/migranti-nellisola-di-lesbo-sbarcano-centinaia-di-persone-al-giorno-le-vacanze-solidali-della-comunita-di-santegidio/