C’è un profumo di risotto che si espande tra le volte antiche, mentre un pianoforte in fondo alla sala intona un valzer sommesso. In questo istante immaginifico, passato e presente si sfiorano come due labbra che sussurrano versi dello stesso canto: il Circolo Navigli Artisti e Patriottica è qui, vivo, pronto a trasformare ogni sguardo in uno spunto di comunità e ogni risata in un progetto condiviso. Rappresenta un unicum nel panorama culturale milanese, sintesi di continuità storica e innovazione sociale. È una vera e propria “perla rara“, un esempio di come le istituzioni culturali possano attraversare i secoli, mantenendo la propria identità e contribuendo attivamente alla costruzione di una polis vibrante, promuovendo la convivialità attraverso il dialogo inclusivo e perseguendo il bene comune tramite iniziative culturali, sociali e artistiche.

Il seme illuminista: dialogo e innovazione

Siamo nel dicembre del 1776. Maria Teresa d’Austria firma l’atto di nascita della Società Patriottica di Milano. Questa accademia scientifica, con sede gratuita nel palazzo di Brera, era uno strumento dell’assolutismo illuminato austriaco per modernizzare l’economia e la cultura lombarda, promuovendo “l’agricoltura, le buone arti e le manifatture”. Pietro Verri, primo presidente (“conservatore anziano”), accanto a figure come Cesare Beccaria, e persino Alessandro Volta e Benjamin Franklin come soci corrispondenti, aprì il primo dibattito. In quegli appunti spunta una frase quasi manageriale: “Il progresso nasce dal dialogo”. Quel monito è la bussola ancora oggi.

Pillole manageriali:

  • Favorire lo scambio di idee accende le menti.

  • Un network di saperi diversi è motore di innovazione.

Arte e comunità: quadri, maschere e colori

Il periodo napoleonico vide lo scioglimento della Società Patriottica nel 1796, ma essa risorse nel 1808 come Società d’Incoraggiamento. Dopo le Cinque Giornate di Milano nel 1848, riprese il nome di “Patriottica”, simbolo dell’identità nazionale italiana in formazione. Il 1875 fu un momento cruciale con la fusione della Società Patriottica con la più giovane Società Milanese degli Artisti, fondata nel 1844. Questa unione creò la Società degli Artisti e Patriottica, configurandosi come “un ponte tra i valori storici e le esigenze di modernizzazione”. Le sue pareti si trasformarono in una “Quadreria” di ritratti e tele, arricchita dai ritratti dei soci, che fungeva da memoria visiva dell’istituzione e della sua élite culturale. Camilla, ipotetica visitatrice del primo novecento, racconterebbe così l’emozione di soffermarsi di fronte a quei volti ottocenteschi: “Gli occhi di quei personaggi mi hanno sussurrato storie, spingendomi a cercare colori inediti”. Tra le maschere di carnevale e le feste clamorose, arte e convivialità divennero un unico respiro collettivo.

Cadute e rinascite: resilienza in azione

Il boato delle bombe nella Seconda Guerra Mondiale portò via la Quadreria e l’edificio storico lasciando un odore di polvere e cenere, ma l’istituzione seppe rinascere in Via Verdi. Tuttavia, la vera e propria rinascita e trasformazione contemporanea avvenne a partire dalla fine del XX secolo.

Nel 1999 nacque il Circolo Culturale I Navigli, con lo scopo di promuovere dibattiti sulla società attuale. Questa entità, la cui fondazione è stata realizzata grazie all’intrapendenza di Giuseppe Zaccheria, si associò rapidamente al Circolo di Via De Amicis 17 come “Socio sostenitore”, ampliando le attività e l’organizzazione di manifestazioni. Ben oltre la “ristrutturazione architettonica di tutti gli spazi”, l’impegno del Circolo I Navigli nel supportare la sede di Via De Amicis 17 contribuì significativamente alla sua rivitalizzazione e alla disponibilità di spazi funzionali per entrambe le realtà associative.

Il culmine di questo percorso fu la fusione avvenuta nel 2018. Il Circolo Culturale I Navigli si unì alla Società Artisti e Patriottica, assumendo l’attuale denominazione Circolo Navigli Artisti e Patriottica, con Carlo Bozzali in qualità di Presidente e Giuseppe Zaccheria Vice Presidente.

L’intento di questa unione era duplice: “moltiplicare le occasioni di incontri culturali e dare una sede alla Società Artisti e Patriottica, che altrimenti rischiava di scomparire”. Questo connubio ha segnato una vera e propria rinascita per quest’ultima, garantendone la continuità ideologica, economica, artistica e sociale, e creando un “laboratorio creativo dove la memoria storica si fonde con le idee contemporanee”. L’attuale statuto del Circolo Navigli Artisti e Patriottica ne “sancisce la continuazione delle attività della Società Artisti e Patriottica fondata nel 1776”, stabilendo una continuità giuridica e sostanziale di quasi due secoli e mezzo di storia.

Filosofia che guida: utopie reali e convivialità

Il Circolo, oggi diretto dal suo nuovo Presidente Francesco Gervasio, si autodefinisce con orgoglio “Circolo dei Circoli”. Questa non è solo uno slogan, ma una “filosofia organizzativa che ha fatto dell’aggregazione e dell’inclusione i suoi principi fondamentali”.

La sua vocazione come centro di aggregazione per diverse realtà associative milanesi – tra cui citiamo a mero esempio l’Accademia Scacchi Milano, l’Associazione ArcaBridge, il Bridge Institute 2000, la Famiglia Artistica Milanese – e che annovera fra i propri Partner Culturali la Società Dante Alighieri Comitato di Milano, riflette la ricerca di una “comunità rinnovata”.

Pietro Maria Toesca definì i “Circoli” luoghi di “utopie reali”: sogni resi concreti dall’impegno quotidiano, traducendo la filosofia in prassi per la costruzione di comunità alternative e più umane. Ágnes Heller ne esaltava la convivialità come rito di coesione, un “simulacro del bene” dove la “buona conversazione” forma i “vincoli dell’umanità” e ricrea uno “spazio pubblico”, l’agorà. John Rawls avrebbe visto in quelle stanze la “società ben ordinata”, dove idee diverse si intrecciano attorno a un tavolo o a una scacchiera, e i cittadini cooperano per il mutuo vantaggio attraverso principi di giustizia universalmente accettabili.

La storia del Circolo, che attraversa “due secoli e mezzo di trasformazioni culturali, politiche e artistiche”, rappresenta una “storia vissuta” e una “cultura” che è “esperienza condivisa di comunicazione in una rete di relazioni simmetrico-reciproche”, consolidando il capitale sociale della comunità.

Il ponte verso il futuro: progetti e chiamata all’azione

Oggi il Circolo è un’officina di iniziative: ogni evento è un seme che germoglierà in collaborazioni concrete. L’istituzione promuove eventi di rilevanza nazionale come il “Premio Gianni Brera Sportivo dell’anno” e il “Premio Candido Cannavò”, oltre ad attività come il Bridge e gli Scacchi.

Il Circolo Navigli Artisti e Patriottica, attraverso le sue componenti storiche, ha ricevuto riconoscimenti dal Comune di Milano in due diverse occasioni:

  • Il Circolo Culturale I Navigli ha ricevuto l’Attestato di Benemerenza Civica dal Comune di Milano per le sue attività sociali. Questo riconoscimento è stato conferito il 7 dicembre 2013.

  • La Società Artisti e Patriottica aveva già ricevuto la **Medaglia d’oro di benemerenza** (Ambrogino d’oro) dal Comune di Milano nel 1962.

Tutto ciò testimonia il ruolo del Circolo nel tessuto sociale milanese e il suo contributo al bene comune della città.

Un invito aperto

Il Circolo Navigli Artisti e Patriottica ti aspetta con le sue sale illuminate, i ritratti alle pareti e le porte sempre spalancate. Vieni a scoprire come una comunità possa coltivare il bene comune, un incontro alla volta. Segui l’hashtag #CircoloDeiCircoli sui social, leggi tutti gli aggiornamenti sul blog, iscriviti e trasforma con gli amici del Circolo un “luogo di memoria” in “motore del domani”.

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Il podcast che potete ascoltare, è elaborato dalla IA Notebook LM, costruito a partire dalla scrittura originale del suo autore umano. Lo consideriamo un complemento, non è una replica, è un’interpretazione!