L’astrologia ha plasmato le civiltà per secoli dai sacerdoti babilonesi agli imperatori romani e continua a fornire indicazioni alle nuove generazioni in cerca di chiarezza e di una guida.   Molti trovano conforto nelle stelle, e si rivolgono agli oroscopi per svelare gli enigmi della propria personalità e prevedere ciò che li attende. Sebbene i segni zodiacali e gli oroscopi possano sembrare una pratica moderna, l’astrologia ha profondamente plasmato le civiltà attraverso i millenni nonostante le critiche degli scettici che citano la mancanza di prove empiriche e di rigore scientifico in tali pratiche. Ma rimane uno strumento potente per tutte quelle persone che cercano una guida in un mondo sempre più imprevedibile” 1.

              FOTOGRAFIA DI WERNER FORMAN, UNIVERSAL IMAGES GROUP/GETTY IMAGES

Questo per iniziare dicendo che sono del segno della Bilancia, le cui caratteristiche principali sono la natura diplomatica, socievole, alla continua ricerca di armonia e giustizia; la Bilancia è un segno d’aria, governato dal pianeta Venere e dicono abbia un forte senso del bello e ami l’arte in tutte le sue forme, ricercando l’eleganza e la sobrietà nell’ambiente. Credo di riconoscermi abbastanza in questa definizione.

Dunque, il mondo che viviamo oggi, che è più che altro il mondo delle apparenze e non il mondo dell’essere, dovrebbe trovarmi confortevolmente a mio agio! Invece io mi ribello, e mi ribello fortemente, con tutte le forze delle quali sono capace!!!

A cosa mi ribello? A far parte dell’esercito delle vedove grigie!

E voi mi direte che questo esercito non esiste, invece esiste eccome!

Viviamo in una società dove le donne, nella loro grande maggioranza, hanno minor potere d’acquisto se usiamo direttamente il linguaggio del marketing. Nel senso che le donne, ancora oggi, guadagnano, a parità di competenze e posizioni, sempre un salario inferiore a quello con cui viene pagato un uomo dentro l’ambito del lavoro.

E questo condiziona l’ambiente famigliare, l’ambiente aziendale, insomma, condiziona tutta la nostra vita sia che noi donne ne siamo consapevoli o meno!

Non sono passati tantissimi anni da quando la donna non lavorava e veniva definita socialmente con l’appellativo con la quale veniva interpellata: signorina o signora, il che determinava ipso facto il suo status sociale e  in parole povere voleva dire che prima veniva naturalmente mantenuta dal padre e conseguentemente dal marito.

Per fortuna i tempi sono cambiati, non a sufficienza, ma “quanto basta” come il termine tanto usato per le ricette di cucina, e la grande maggioranza delle donne bene o male oggi sono professioniste o hanno un lavoro di ogni tipo fuori o dentro casa (ricordiamoci che esiste ancora lo smart working tanto chiamato in causa durante il Covid) con il quale riescono ad avere un minimo di indipendenza economica.

Avere indipendenza economica nella vita è fondamentale, per tutti, di qualsiasi genere tu sia!!!

Una grandissima banalità, e purtroppo ancora necessaria, da ribadire continuamente alle nuove generazioni! Per le vecchie oramai è inutile, non lo abbiamo voluto capire o peggio ancora non abbiamo potuto fare troppo per cambiare la nostra realtà. La politica ha fallito e la comunità pure.

E’ da tutti questi fattori che conformano la nostra società che silenziosamente in questi ultimi anni si è venuto formando l’esercito delle vedove grigie2!

Le donne si sa, sono più longeve dei maschi in quasi tutto il mondo. Si può sperare in un cambiamento generazionale per ambedue i sessi grazie all’attenzione maggiore data all’alimentazione, al non fumare come si faceva negli anni ‘70, al condurre una vita più salutare facendo ginnastica o palestra, e a un ambiente meno nocivo. Fino ad ora erano i maschi che nella loro grande maggioranza facevano dei lavori pesanti che usuravano prematuramente il loro fisico. E i dati statistici lo dimostrano.

In Italia, di norma le donne vivono fino ai 85,5 anni e gli uomini fino ai 81,4 anni.

Di conseguenza, sono le donne che rimangono vedove generalmente. Infatti, quando capita al contrario viene sottolineato da tutti che è un fatto anomalo.

E’ naturale che alla morte del coniuge – probabilmente la parte forte economicamente della coppia – non si possa mantenere lo stesso status sociale di prima. In molti casi ci sono dei figli che vengono in soccorso di queste donne rimaste sole, o parte della famiglia che le faccia sentire protette e soprattutto non abbandonate al loro destino.

E qui viene la parte più difficile e complicata da descrivere…

Vivere insieme ad un‘altra persona per tanti anni, sia questo tuo marito, compagno, o quello che sia, comporta un mondo condiviso. E’ chiaro che se era un’unione armoniosa e felice tutto era più facile, più felice ed anche più difficile da dimenticare!

Ma, noi umani, siamo degli esseri essenzialmente sociali. Non siamo fatti per vivere e/o stare da soli. Sono pochissime le persone che possono sopportare la solitudine con piacere e con felicità. La maggior parte di noi, poveri mortali che ancora oggi consultiamo ogni tanto un oroscopo, ci piace la compagnia, ci piace il condividere, il raccontare, ascoltare ed essere ascoltati.

E quando giorno dopo giorno quella solita tua compagnia non c’è più, ti manca in forma costante e continua e cominci a diventare grigia! Cominci a vestirti con meno colori (non per niente il lutto una volta era rigorosamente nero), cominci ad avere pensieri grigi, e lentamente prima che tu te ne renda conto, cominci a vivere una vita grigia! Lo so bene, perché l’ho vissuto in prima persona!

Qualche vedova si chiude in casa come se la vita fosse finita anche per lei, si rifiuta di partecipare a qualsiasi tipo di riunione che non sia a casa sua, di andare fuori a meno che non sia per forza maggiore… Qualche altra, non dorme più nel letto che condivideva con il coniuge e a questo punto dorme in un divano letto scomodo, in una camera più piccola, ma preferisce così. Si può anche dormire nel proprio letto ma il fianco dove dormiva l’altra persona è talmente coperto da libri e cose varia che il vuoto non si vede. Lo so per certo di una donna (e certamente non è l’unico caso) che una volta rimasta vedova, per anni non ha toccato nulla di quello che apparteneva alla persona defunta, come se il lasciare tutto come era quando era presente e vivo, potessi fermare il tempo.

Non ci sono ricette, non ci sono consigli da dare o da ricevere! Ognuna deve trovare la sua strada.

La cosa che ho scoperto in questi ultimi giorni dopo tante riflessioni, pensieri, notti dormite male, è che io mi ribello!!! Non posso, non devo e non voglio, far parte dell’esercito delle vedove grigie come le ho chiamato mentalmente nella mia testa e del quale oramai facevo parte inconsapevolmente…

Voi non le vedete (non mi vedevo neanche io), ma ci sono: guardate nei supermercati, nelle ferie, nelle domeniche mattine, nel palazzo dove abitate, nelle pizzerie dove si trova una famiglia riunita a mangiare! Generalmente sono donne anziane, ma neanche troppo, con dei capelli corti (sembra proibito lasciarli crescere ad una certa età: molte volte grigi, o bianchi, qualche volte anche accuratamente tinti), ma è nella loro forma di muoversi, di essere, che sono grigie. Manca la vitalità, la gioia di vivere, la gioia di fare!!!

E per fortuna questa io ce l’ho!!! Sono felice di essere viva, ho voglia di fare ancora, vado cercando il colore, la luce, l’allegria, la bellezza!!! 

Sono arrivata, alla conclusione, che farò del mio meglio con quello che ho, con quello che sono, e dichiaro con forza di lottare per non fare più parte dell’esercito delle vedove grigie!!!

Postcriptum:

Il mio non è altro che un accorato appello, il tutto scritto in forma leggera ed un po’ ironica, per invitare tutte le donne grigie a fare uno sforzo a lasciare dietro il grigio e fare il salto per entrare nel mondo del colore. Ho delle amiche vedove che la pensano esattamente come me, e credo potremo formare l’esercito delle donne colorate!!!

 

2 Grigio, Aggettivo: D’un colore particolare che dà all’occhio sensazioni intermedie fra il bianco e il nero, più o meno accentuate: un abito g.; con varie determinazioni: grigiazzurro, grigioverde (vedi le voci); g. piombo; g. fumo. I sinonimi di “grigio” includono: bigio, cenerino, cinereo, ferrigno, perlaceo, plumbeo, fosco. In senso figurato, può essere sinonimo di triste, monotono, malinconico, scialbo, incolore).

NB:  Le immagini del esercito delle vedove grigie, sono state create con l’AI dal mio amico matematico Michele Panariello. 

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Il podcast che potete ascoltare, è elaborato dalla IA Notebook LM, costruito a partire dalla scrittura originale del suo autore umano. Lo consideriamo un complemento, non è una replica, è un’interpretazione!