Alla ricerca di indicazioni scientificamente supportate in tema alimentare di recente sono finite sotto la lente di ingrandimento vitamine e fitoestrogeni di entrambi, mettendo in discussione le convinzioni storiche.
Così si è parlato dei possibili danni all’organismo da eccesso di vitamine: l’eccesso di vitamine si chiama ipervitaminosi e può portare a sintomi tossici e danni alla salute, specialmente con le vitamine liposolubili (A, D, E, K) che si accumulano nell’organismo, a differenza di quelle idrosolubili (C e B) che vengono eliminate più facilmente con le urine.
Analogamente si parla di effetti positivi dei fitoestrogeni sul tumore del seno, mentre questi composti sono stati a lungo temuti come possibili promotori della patologia ed inibitori della terapia ormonale contro essa.
Oggi, a seguito di ricerche scientifiche alcuni dei fitoestrogeni, in particolare gli isoflavoni, alla dose controllata di 50 mg al giorno sono visti come protettori rispetto alle possibili recidive del tumore al seno.

La stessa conclusione non vale per i lignani forse i fitoestrogeni più diffusi (frutta secca cereali, cavolo, broccoli) anche se le ricerche in atto lasciano margini di incertezza, la stessa che comunque consiglia in generale prudenza rispetto all’assunzione di questi composti.
Queste notizie indicano due linee guida importanti: la prima è che gli eccessi devono essere sempre guardati con prudenza, soprattutto in campo alimentare; la seconda per gli scienziati: non considerare acquisita qualunque nozione, sempre disponibili a guardare a segnali che possano suggerire nuovi studi ed approfondimenti accettandone anche eventuali conclusioni innovative.