Quello delle reti di monitoraggio per la riduzione dei rischi naturali è un lavoro silenzioso e invisibile, ma è una delle più efficaci forme di protezione che abbiamo. Non si tratta di creare allarmismi, ma di ascoltare attentamente i segnali che la natura ci manda, per anticipare i pericoli e tutelare la vita delle persone.

Questi strumenti, queste reti di osservazione, sono il frutto di anni di ricerca e di impegno quotidiano di scienziati, tecnici e volontari che operano spesso lontano dai riflettori. Il loro lavoro è la base su cui si costruisce una società più resiliente, capace di convivere con la complessità del territorio senza subirne passivamente gli effetti.

Perché la natura non si può fermare, ma se sappiamo guardarla e ascoltarla, possiamo imparare a conviverci meglio.

Le reti però richiedono un’osservazione attenta dei dati forniti e questa osservazione continua, analitica e critica insieme, deve avvenire top down evitando di intervenire quando ormai il danno è stato fatto o quando si è giunti ad una situazione di emergenza.

Al pari pari della medicina anche l’ambiente deve puntare su figure sentinella attive sulla rete e capaci attraverso una vigilanza continua di impedire che un danno ambientale divenga un evento drammatico.

 

Alcuni anni fa il Dipartimento di Chimica di Sapienza Università di Roma promosse un corso per Sentinella/Geniere dell’Ambiente il cui prodotto finale fu un gruppo di tecnici di differente origine disciplinare, ma capaci di mettere la propria formazione al servizio di una capacità di osservazione e di rapida analisi consentendo con segnali di allarme immediati interventi capaci di prevenire situazioni ambientali di emergenza.

Sarebbe forse il momento che qualche istituzione raccolga il testimone di quella impresa!!

Questa proposta trova risposta nella medicina del territorio dove il termine medicina deve essere inteso nel senso più ampio riferito cioè all’ecosistema ambiente è salute vanno sempre a braccetto.

Con reti di monitoraggio attive ed attrezzata e sentinelle preparate e vigili si riuscirebbe forse ad alleviare il peso sulle strutture nazionali (ospedali in primis), rendendoli più disponibili per le emergenzea.

Purtroppo però la medicina del territorio è un impegno a scadenza prolungata, per questo poco apprezzato dal mondo politico.