Non sono un cattolico praticante ma ho condiviso fin da quando ero ragazzo i principi ed i valori del cristianesimo che mettono l’essere umano al centro delle sue riflessioni. Lo stesso per vivere e progredire insieme agli altri esseri umani (comunità) necessita però di regole di comportamento che si ispirano a valori etici e morali che vanno condivisi e osservati.

Qui sta il punto! Quali valori oggi condivide l’umanità? Quali e quanti ne rispetta?

Se andiamo a rileggere gli avvenimenti degli ultimi anni su scala mondiale (politici, economici, tecnologici, militari) l’immagine che li rappresenta è devastante. Disconoscimento degli organismi internazionali (ONU, OMS su tutti), assalto a istituzioni democratiche (Capitol Hill), invasione di Stati sovrani (invasione della Ucraina da parte della Russia), rapimento di Capi di Stato sovrani (Maduro in Venezuela da parte degli Stati Uniti) e cambiamento imposto di leadership, guerra dei dazi su scala mondiale da parte degli USA, invasione della Palestina e di parte del Libano da parte di Israele, uccisione di migliaia di oppositori al regime in Iran, attacco all’Iran da parte degli USA, decine di altre guerre sparse nel mondo, blocco di Hormuz con i relativi impatti economici sull’economia mondiale, distruzione della Striscia di Gaza da parte di Israele e progetto USA di farne la Riviera del Medio Oriente, sono solo i più recenti e cruenti avvenimenti che rappresentano la realtà che stiamo vivendo, il momento storico che l’umanità sta attraversando con sirene di guerra che suonano in tutto il globo.

Siamo su un crinale molto scivoloso e pericoloso che impone all’intera umanità un esame approfondito e critico non solo degli avvenimenti ma soprattutto delle cause che hanno portato a questo ed alla strada per uscirne. Purtroppo assistiamo solo a qualche studioso, ricercatore, intellettuale che denuncia questa pericolosissima situazione ma coloro che dovrebbero invece prendere in mano la questione e porvi rimedio (ovvero i rappresentanti politici dei popoli) latitano, sfuggono, al più prendono posizioni tattiche di brevissimo periodo e non si concentrano ne sulle cause, ne sulle strategie da intraprendere per riportare l’umanità su un sentiero di dialogo, di prosperità e di pace.

Ripartendo dal cattolicesimo, la Chiesa cattolica ha nominato da circa un anno il nuovo Papa, Papa Leone XIV. Facendone una lettura socio-politica devo dire che appresi con soddisfazione la nomina di un Papa americano considerato il contesto storico e mondiale nel quale ci trovavamo e considerato che se non l’avvio (perché l’assetto geopolitico pregresso fu infranto dalla Federazione Russa nel 2022 con l’invasione dell’Ucraina) una forte accelerazione dello sconquasso mondiale l’ha data proprio il Presidente USA Donald Trump. Quindi l’elezione di un Papa americano poteva essere letta in vari modi ma il ricordo personale dell’opera di Papa Giovanni Paolo II – che incise non poco sulla caduta del muro di Berlino ed il conseguente crollo dell’Unione Sovietica, con la liberazione di una moltitudine di popoli che da uno stato di sudditanza e di tirannia trovarono la strada della democrazia e della libertà per diventare autonomi e sovrani – suscitarono in me la speranza che anche il nuovo Papa potesse incidere sui destini dell’umanità per il bene dell’umanità.

Non conoscevo Papa Prevost prima che diventasse Papa e nei primi mesi di Pontificato ho osservato il suo comportamento. Devo dire che l’ho trovato freddo, un po’ impacciato, formale. Leggeva sempre, non ha mai comunicato in modo spontaneo quasi avesse paura di sbagliare e le sue comunicazioni erano quasi sempre scontate e d’ufficio.

Poi sono venuti gli attacchi del Presidente USA Donald Trump a Papa Leone XIV con le rispettive risposte e l’Enciclica “Magnifica Humanitas”. E da questi atti Papa Leone XIV è uscito fuori con la sua personalità ed il suo peso spirituale, evangelico e politico.

Lascio ad ogni credente l’interpretazione più squisitamente evangelica delle comunicazioni di Papa Leone XIV ma vorrei soffermarmi sui temi culturali, psicologici, economici, sociali, antropologici e politici toccati da Papa Leone XIV nella sua enciclica che ricordo è appena uscita (15 maggio 2026).

 

Magnifica Humanitas” tratta il tema della custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Un tema di estrema attualità attraverso il quale il Pontefice fa il punto della condizione umana dei nostri tempi ed affronta con estrema chiarezza e profondità tutti gli aspetti della vita che ci circondano. Proverò dunque a ripercorrere alcuni passi di questa enciclica (in corsivo i passi originali ripresi dalla stessa) perché illuminante per la comprensione dei fenomeni e della realtà che ci circonda.

La data di inizio di queste riflessioni si può collocare nel 1891, quando Papa Leone XIII ha pubblicato l’Enciclica “Rerum novarum, Con quel documento, la Chiesa ha dato impulso a quella riflessione sulla società, sull’economia e sulla politica che oggi chiamiamo “Dottrina sociale della Chiesa”. Si parlava già allora di cose nuove e di come l’umanità dovesse affrontare il progresso e l’evoluzione tecnologica.

A proposito delle “res novae” del nostro tempo dice Papa Leone XIV:

Negli ultimi anni è divenuto sempre più evidente quanto rapidamente e profondamente la digitalizzazione, l’intelligenza artificiale (IA) e la robotica stiano trasformando il nostro mondo. La tecnica, non va considerata, in se stessa, come forza antagonista rispetto alla persona: al contrario, essa è radicata nella nostra storia fin dal principio, in quanto «fatto profondamente umano, legato all’autonomia e alla libertà dell’uomo. Lo sviluppo tecnologico ha contribuito nei secoli a un significativo miglioramento delle condizioni di vita dell’umanità; allo stesso tempo, ogni fase del progresso ha mostrato anche il volto ambiguo di strumenti capaci di arrecare danno quando non orientati al bene. Oggi, tuttavia, ci troviamo dinanzi a una situazione nuova, in cui la potenza e la pervasività delle tecnologie emergenti si innestano nella trama della quotidianità, plasmano i processi decisionali e incidono in profondità sull’immaginario collettivo: «Mai l’umanità ha avuto tanto potere su sè stessa». Le nuove tecnologie aprono un orizzonte esteso in direzioni che, seppur intuibili, non possiamo ancora pienamente prevedere. Ciò rende più complesso valutarne l’impatto e gli effetti a lungo termine sulla dignità delle persone e sul bene comune

Sullo sviluppo del genere umano nel bene afferma:

In secondo luogo, edificare nel bene significa accettare il limite e la fragilità dell’umanità senza considerarli un errore da correggere. Oggi, il desiderio di pienezza dell’essere umano rischia di essere deviato verso mete ingannevoli: l’illusione di una tecnica che promette di liberarci da ogni fragilità o modelli di benessere che “lasciano indietro” interi popoli. Non di rado, riponiamo la speranza in un potenziamento senza limiti, in forme di progresso che possono esacerbare le disuguaglianze, in soluzioni immediate incapaci di sanare le ferite dei popoli. Così, mentre alcuni inseguono la chimera di un’autoaffermazione illimitata, molti restano privi del necessario. La Chiesa ricorda, con voce umile ma ferma, che la vera realizzazione non nasce dalla rimozione delle fragilità, ma da una crescita armoniosa: là dove libertà e responsabilità si intrecciano con la cura reciproca e la vera solidarietà, e dove il progresso si misura sulla dignità di ciascuno e sul bene dei popoli…

Costruire un mondo in cui tutti possono “fiorire” esige, in terzo luogo, una corresponsabilità coraggiosa. Nessuna mano, da sola, è sufficiente a sostenere il peso delle sfide che attraversano il mondo; e nessuna è così debole da non poter offrire il proprio contributo: «La forza infatti si manifesta pienamente nella debolezza». A ciascuno il suo tratto di muro: scienziati e ricercatori, imprenditori e lavoratori, educatori e legislatori, società civile, movimenti popolari e comunità di fede. Questa è la logica della sussidiarietà, che valorizza la cooperazione tra generazioni, tra popoli, tra discipline e culture come via maestra per far crescere stabilità, prosperità e pace. Le tensioni e le differenze non devono intimorire: possono diventare energie creative quando sono orientate da una responsabilità condivisa…

E sul sistema economico-finanziario globale ricorda:

Papa Benedetto XVI, nella sua Enciclica sociale “Caritas in veritate” osserva inoltre che il nuovo sistema economico-finanziario globale, segnato da grande mobilità dei capitali e dei mezzi di produzione, ha ridimensionato il potere politico degli Stati e la loro capacità di orientare i processi economici. Per questo ribadisce che l’attività economica non può pretendere di risolvere i problemi sociali semplicemente ampliando la logica del mercato, ma dev’essere ordinata al bene comune, di cui la comunità politica porta una responsabilità propria e insostituibile…

Sulla dignità degli esseri umani ricorda:

San Giovanni Paolo II…Tra queste ideologie ritengo particolarmente insidiosa quella che lascia intendere che ogni persona debba guadagnarsi o giustificare il proprio valore, al punto da attribuire maggior pregio a coloro che sono più efficienti e performanti. In una simile prospettiva, la persona finisce per essere ridotta a mezzo per ottenere risultati, a risorsa da usare e sfruttare, e non viene più riconosciuta come fine in sé, mai strumentalizzabile. Ma il valore della persona non dipende da ciò che realizza o produce, ed esistono diritti che spettano a tutti per il solo fatto di essere persone. Nessun potere umano può legittimamente negarli o limitarli arbitrariamente…

E ancora sull’altissimo valore dei diritti umani ricorda:

Giovanni Paolo II, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, proclamata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948, continua ad essere ai nostri giorni una delle più alte espressioni della coscienza umana. Essa è «una vera pietra miliare sulla via del progresso morale dell’umanità». Per questo, nella prospettiva cristiana, i diritti umani non sono un’aggiunta esterna alla persona, ma una traduzione storica della sua dignità intrinseca, che la comunità internazionale è chiamata a tutelare e promuovere…

Guardando al nostro tempo, non possiamo ignorare che la tutela dei diritti umani è oggi esposta a due rischi particolarmente gravi. Il primo è quello di una loro dichiarazione puramente formale, mentre, insieme al progresso tecnologico, avanzano in modo dissimulato o evidente violazioni della dignità umana. Il secondo, che in realtà è alla radice del primo, è quello di non poter più riconoscere il fondamento della loro universalità, perché si è rinunciato alla «ricerca dei fondamenti più solidi che stanno alla base delle nostre scelte e delle nostre leggi».

Sulla destinazione universale dei beni:

Oggi, tra i beni che sono universalmente destinati a tutti, dobbiamo annoverare anche le nuove forme di proprietà: brevetti, algoritmi, piattaforme digitali, infrastrutture tecnologiche, dati. In un contesto in cui la ricchezza delle nazioni dipende sempre più da conoscenze e tecnologie, quando questi beni restano concentrati nelle mani di pochi, senza adeguate forme di condivisione e di accesso, si crea un nuovo squilibrio che contraddice la destinazione universale dei beni e alimenta il divario tra inclusi ed esclusi, tra chi può partecipare alla rivoluzione digitale e chi ne rimane ai margini. Inoltre, la cura della Casa comune e la responsabilità verso i poveri e verso le generazioni future chiedono che l’uso dei beni del creato e delle nuove possibilità offerte dalla tecnica sia regolato in modo tale da rispettare l’ambiente, evitare sprechi e nuove forme di saccheggio…

Sulla sussidiarietà:

Il principio di sussidiarietà vale in modo particolare nel contesto della rivoluzione digitale. Qui il livello superiore non è lo Stato, ma ogni grande attore economico e tecnologico che esercita un potere di fatto sulle condizioni della vita comune. Il livello che assorbe competenze, dati e capacità decisionale è costituito da aziende e piattaforme, che definiscono condizioni di accesso, regole di visibilità, forme di relazione e perfino opportunità economiche. La sussidiarietà chiede che tali processi non si impongano dall’alto in modo opaco e unilaterale, ma siano orientati al bene comune mediante trasparenza, responsabilità e forme reali di partecipazione (verifiche indipendenti, trasparenza sugli algoritmi, accesso equo ai dati, strumenti di ricorso)…

Sulla solidarietà:

La solidarietà, allora, è il riconoscimento concreto che il destino di ciascuno è legato al destino di tutti: davvero «nessuno si salva da solo». Appare così evidente lo stretto legame tra sussidiarietà e solidarietà…

Sullo sviluppo umano integrale:

Le innovazioni tecnologiche – compresa l’intelligenza artificiale – non sono neutrali: possono accrescere partecipazione e giustizia, oppure ampliare disuguaglianze, controllo ed esclusione. Per questo vanno valutate con una domanda decisiva: contribuiscono davvero a far crescere persone e popoli in umanità e fraternità, nel rispetto della Casa comune e delle generazioni future? …

 

Quali valori oggi condivide l’umanità? Quali e quanti ne rispetta?

Ogni punto toccato da Papa Leone XIV ci impone un esame di coscienza individuale e collettivo e non credo siano necessari ulteriori commenti per comprenderne l’importanza. Basta che ciascuno di noi specchi la realtà che ci circonda con le riflessioni di Papa Leone XIV per trovare la risposta al quesito.

Grazie Papa Leone per i suoi stimoli. Che essi possano essere di aiuto a tutti gli uomini di buona volontà.

 

Foto di Keegan Houser su Unsplash