“La durezza di questi tempi non ci deve far perdere la tenerezza dei nostri cuori.”
Che Guevara
Sono consapevole che la celebre immagine di Che Guevara (tratta dalla foto Guerrillero Heroico di Alberto Korda) sia ormai solo un’icona pop o un brand rivoluzionario, e che quasi nessuno ricordi più il suo pensiero e la sua pratica. Tuttavia, questa frase in particolare mi sembra molto adatta ai tempi in cui viviamo. Siamo talmente assuefatti alla violenza che tutto, dalla minima cosuccia al genocidio, è diventato parte della nostra quotidianità. I media non esitano a condividere l’orrore quotidiano, spesso con toni truculenti, soprattutto quando si tratta di adolescenti e donne. Questa narrazione sembra quasi calibrata per colpire le fasce più deboli della popolazione, le quali schiacciate da mille difficoltà economiche, non hanno altro tempo se non quello strettamente necessario a sopravvivere. Forse è davvero giunto il momento di ricordare le cose buone del passato per poter costruire un futuro migliore.
Non è un caso che diversi nostri autori abbiano affrontato le difficoltà che vivono le aziende, ognuno sotto un punto di vista diverso. Paolo Iacci analizza la situazione partendo dal fatto che il problema del management non è avere più potere, ma imparare a governarlo, riscoprendo due parole non usate da parecchio tempo: temperanza e mitezza. Citando Norberto Bobbio nel suo Elogio della mitezza, ricorda che questa è una virtù che per essere esercitata presuppone la forza. Marina Capizzi parla del sogno aziendale di eliminare gli attriti perché rallentano il flusso ottimale. Lei li divide in intelligenti e logoranti, spiegando che senza attrito non si pensa, non si cambia direzione e si corre il rischio di fare più errori. Il management del futuro dovrà imparare che non basta snellire, semplificare o automatizzare, ma occorre tenere in conto la sicurezza psicologica per trasformare la tensione in pensiero. Antonio Angioni va alla radice delle cose e ci parla di quello che oggi è una vera sfida: trovare nuovi talenti. Ma trovarli non basta, bisogna formarli, trattenerli e valorizzarli dentro l’impresa. Una strategia completa. E qui, può essere utile Antonio D’Antonio che presenta Edgar H. Schein, Psicologo statunitense, padre fondatore degli studi sulla cultura organizzativa il nono guru di “Il management in dieci punti”.
Salvatore Fiorino si propone di esplorare lo svuotamento strutturale dei nostri sistemi politici partendo dall’analisi di Colin Crouch sulla “postdemocrazia” (C. Crouch, 2020). Attraverso una rassegna dei contributi più illuminanti della saggistica contemporanea, cercherà di dimostrare che l’apatia e l’inconsapevolezza dei cittadini non sono un destino inevitabile, ma il risultato di precisi meccanismi economici, digitali e sociali. Il lavoro offre così una mappa critica capace di risvegliare il demos dal suo ruolo di semplice spettatore. Lo segue Paolo Mottana che analizza l’ascesa di nuovi movimenti autoritari in Europa come una reazione disperata al fallimento del capitalismo liberista. Sostiene che molti cittadini, privati di certezze economiche e stabilità sociale, cerchino rifugio in un ritorno all’ordine per contrastare una libertà percepita come fittizia o caotica. Questo impulso conservatore nasce dal desiderio di recuperare una cornice di valori chiara in un mondo frammentato e privo di tutele reali. Tuttavia, l’ondata conservatrice viene descritta come un inutile tentativo di frenata prima di un inevitabile ‘schianto sistemico’.
Carlo Ziviello ci fa rientrare nelle aziende europee, parlando soprattutto dell’Olanda del 2001, e si chiede: dove finisce, esattamente, un’impresa e dove ne comincia un’altra? Una retrospettiva dagli anni novanta, quando le aziende informatiche cambiavano velocissimamente e bisognava guardare dietro il marchio per capire.
Umberto Santucci aveva iniziato i suoi dialoghi con l’Eco di Eco, l’avatar di Gemini con cui gli piace ragionare dell’attualità del nostro grande pensatore: Umberto Eco. Questa volta parlano del suo primo saggio importante, “Opera aperta” del 1962, dove ragiona sul significato delle opere di avanguardia in musica, arti visive e letteratura.
Recentemente è deceduta Emma Bonino, e Luca Massacesi ripercorrere la sua lunghissima carriera politica, chiedendosi se dobbiamo effettivamente rattristarci quando conclude la propria vita una persona che ha servito valori non condivisi, al netto dell’umano cordoglio. É una riflessione non ideologica per contenere l’aumento dei prezzi quella che fa Walter Zanuzzi, partendo dalle guerre attuali e ricordando a tutti noi il forte potere che abbiamo di acquistare o meno, essendo tutti, senza eccezioni “consumatori”. Giuliana Guazzaroni ci invita a danzare aggiungendo che non è mai troppo tardi perché la danza è il segreto (scientifico) per un cervello sempre giovane. Ballare non è solo un esercizio aerobico utile per la tonificazione e la postura, ma anche un’attività cognitiva complessa che stimola la memoria e l’attenzione. In sintesi, è un investimento sulla salute a lungo termine, capace di ridurre lo stress e favorire nuove relazioni interpersonali.
Ermanno Veccia, in veste di competente fisico delle atmosfere stellari per studi accademici e fisico dell’atmosfera terrestre per professione ci spiega questa eccezionale estate calda europea, registrata soprattutto nell’area occidentale e mediterranea. Conferma che è stata l’estate in assoluto più calda mai documentata nell’Europa occidentale, con temperature medie di giugno e agosto che hanno toccato picchi mai visti da oltre centomila anni sul Pianeta. Sempre sul tema delle alte temperature estive Marisol Barbara Herreros ci parla di un caldo “non democratico”, descrivendo il concetto di apartheid climatico e le sue pesanti conseguenze sulle popolazioni economicamente più deboli. L’autrice richiama alla mente la torrida calura nelle baraccopoli di Calcutta, offrendo un parallelismo con chi, anche da noi, si ritrova oggi a fare i conti con bollette della luce sempre più salate per via del condizionamento.
Nelle rubriche ospitiamo un’esperienza di vita molto particolare, vissuta personalmente dalla nostra Graziella Falaguasta (viaggiareeconoscere) che ci racconta l‘evoluzione di Cenni di Cambiamento, un innovativo progetto di social housing situato a Milano e caratterizzato da strutture sostenibili in legno. L’autrice descrive la nascita di questa comunità basata sulla condivisione di spazi e servizi, evidenziando come l’integrazione sociale e l’inclusione di persone fragili siano pilastri fondamentali del modello. Adelio Schieroni (Vibrazione Indaco) vuole mettere a fuoco il fatto che la fiducia nell’intelligenza artificiale non è un interruttore. Non si accende una volta per tutte dopo una dimostrazione convincente, né si spegne definitivamente dopo un errore. È una soglia e, come tutte le soglie, va attraversata ogni volta, con passi che cambiano a seconda del terreno. I teorici della fiducia la chiamano calibrazione, ovvero l’aggiustamento continuo tra ciò che un sistema promette e ciò che si è disposti ad attendersi da esso.
Simone Corami (Visione&Revisioni) ci parla di un sentimento forte: l’odio. Ha scelto otto titoli, tra film e serie tv, in cui l’odio non viene trattato come una categoria astratta o come una scorciatoia per definire un cattivo. Lo osservano al lavoro nell’animo umano, lo vedono crescere nella solitudine, nella rivalità, nel bisogno di approvazione, nell’invidia di classe, nella disciplina familiare e nell’umiliazione sociale. E mostrano quanto sia facile confondere il rancore con la lucidità e sempre più crudeltà. In un’epoca in cui l’oltraggio digitale può diventare un segnale di appartenenza e, per ripetizione, una modalità espressiva percepita come normale, interrogare i meccanismi dell’odio è anche un gesto di igiene e cura dello sguardo.
Buona Vita!
Marisol Barbara Herreros
Curatore Editoriale
COMUNICAZIONE DI SERVIZIO PER I LETTORI
Per accedere agli articoli pubblicati.
- Il Caos Management dal numero 0 al numero 79 andate sul seguente https://www.caosmanagement.it/archivio1-79/archivio_new2021.html
- Dal numero 80 in avanti andate in https://www.caosmanagement.it/archivio-riviste
Per saperne di più “Perché Caos Management” (vedi il video) o Scarica il pdf.
Potete lasciare i vostri commenti alla voce CONTATTI nel menu in alto.